Maison Valentino, Armani Privé, Giambattista Valli: 9 abiti protagonisti dell'haute couture di Parigi

28 gennaio 2019

Maison Valentino sfilata haute couture a Parigi

Le sfilate di haute couture di Parigi sono tra le più attese dell'anno. Qui lo sfarzo, il lusso, la moda pensata come espressione altissima di un'arte senza tempo sono i veri protagonisti delle sfilate. Da Valentino ad Armani, da Giambattista Valli ad Alberta Ferretti, moltissimi gli stilisti italiani che si sono fatti strada nell'olimpo dell'alta moda, insieme alle griffe dei grandi couturier francesi, come Chanel. Vediamo i 9 abiti che hanno dominato questa stagione di sfilate haute couture a Parigi


Abiti da donna e da principessa

L'alta moda è donna. Se nella moda uomo sono la sartorialità e la precisione delle linee a definire il lusso, qui la fantasia non ha freni e ogni stilista interpreta la primavera estate 2019 come una tela bianca su cui dipingere i propri messaggi. Che si tratti di principesse sognanti o di abiti da donna moderna e dinamica, questi sono capi creati per essere ammirati prima ancora che indossati. 


1. Giambattista Valli esplora la femminilità parisienne

Si è lasciato ispirare da immagini di Yves Saint Laurent alle prese con il fitting di una sfilata haute couture, lo stilista italiano amatissimo dalle celebrities. La sua sfilata d'alta moda a Parigi celebra la femminilità sofisticata e romantica delle donne francesi, con quel tocco di classe made in Italy tanto apprezzato in tutto il mondo della moda. Il suo capolavoro più amato? Sicuramente i lunghi abiti da sera in vaporose nuvole di tulle color pastello. Firmati Giambattista Valli da diverse stagioni, sono un must ad ogni sfilata haute couture dello stilista.




2. Le silhouette eteree di Alberta Ferretti

Ormai conosciuta in tutto il mondo, Alberta Ferretti ha deciso di evitare la sfilata a Parigi e mostrare la sua haute couture 2019 con una raffinata presentazione. Se da lei siamo abituati ad aspettarci abiti da sera lunghi, eterei e diafani, stavolta la stilista ci ha sorpresi con silhouette più decise, tagli quasi architettonici e dettagli couture. L'abito più bello della collezione Alberta Ferretti è quello che unisce le due anime: tulle e shantung di seta in un delicato rosa pastello.





3. La sfilata Armani Privé 2019 omaggia Bertolucci

Re della moda italiana, Armani Privé è la linea più esclusiva di Giorgio Armani. Sempre osannato per la sua eleganza pulita e senza fronzoli, per questa stagione ci regala un'alta moda dedicata a Bernardo Bertolucci (scomparso appena due mesi fa) e al suo film del 1970 Il conformista. Tailleur pantalone e abiti fluidi seguono le linee tipiche di Armani in questo delizioso omaggio da un Maestro a un Maestro. 




4. Chanel, la sfilata a Parigi senza Karl Lagerfeld

Ancor più degli abiti in passerella, la sfilata Chanel a Parigi si è fatta notare per una grande assenza. Per la prima volta, il kaiser della moda e direttore artistico di Chanel e Fendi da decenni, non ha partecipato alla sfilata haute couture. Cosa è successo? Si parla di un malanno, alcuni insinuano perfino la dipartita di Lagerfeld tenuta nascosta per mandare avanti la collezione d'alta moda. Comunque sia, ancora una volta è Karl ad attirare l'attenzione, che sia per le sue sfilate-spettacolo o per le sue assenze misteriose. Molto più della sfilata Chanel in sé, che ancora una volta gioca con l'eredità di Madame Coco senza apportare nulla di veramente sorprendente.




5. Maison Valentino, l'haute couture è molto più di un abito

Con queste parole Pierpaolo Piccioli ha dato il via alla sfilata Valentino 2019, uno show maestoso che ha coinvolto Raf Simons, Clare Waight Keller, Giambattista Valli, Christian Louboutin, e lo stesso Valentino Garavani. L'alta moda è molto più di un abito, è un manifesto di arte e bellezza che si rinnova di stagione in stagione. E anche in questa sfilata Maison Valentino, lo stilista ci ha regalato abiti da sogno, gonne vaporose e tessuti luxury che giocano con le linee e i volumi. 




6. I messaggi universali di Viktor & Rolf


Famosi per la creatività e la difficoltà di utilizzo, gli abiti da sera di Viktor & Rolf non sono fatti per essere indossati. Ispirati a opere d'arte, momenti d'attualità e qualsiasi altra cosa colga l'attenzione dei due stilisti, anche gli abiti da sera dell'haute couture 2019 non sono da meno. Immensi, esagerati, urlati, i messaggi che Viktor e Rolf hanno scritto sui loro abiti d'alta moda sono tanto chiari quanto irriverenti. 





7. Alexandre Vauthier, allure parigino e cascate di paillettes

Il fascino androgino e sofisticato delle donne parigine ha attirato l'attenzione di Alexandre Vauthier, che per la sua sfilata a Parigi nella haute couture week ha fatto piovere cascate di paillettes in passerella. Il filo conduttore della sua primavera estate 2019, tra minidress voluminosi e tailleur asciutti, è infatti il tocco sparkling su un'intramontabile base in bianco e nero. 





8. Le sirene di Zuhair Murad

Tra gli stilisti di haute couture libanesi più amati al mondo, anche Zuhair Murad ha dato il suo contributo all'immaginario femminile della prossima primavera estate 2019. La sua alta moda, fatta di abiti da sera da vera diva, si ispira al mondo acquatico. Riflessi cangianti, tessuti fluidi, colori in movimento per questi abiti lunghi e preziosi da sirena. 





9. Perle ed eccessi da Balmain

Al timone di Balmain ormai da nove anni, Olivier Rousteing ha saputo dare nuova identità alla griffe francese, rendendola un brand di culto soprattutto tra i giovani. Nelle sfilate d'alta moda, il direttore creativo si scatena, quest'anno con riflessi madreperlati, colori che ricordano le conchiglie e vere e proprie perle indossate ai polsi, al collo, come spiritose clutch e linee di gonne vaporose e tondeggianti. 




Foto da Ghetty Images e Vogue.com

Nomination agli Oscar 2019: Green Book, Bohemian Rhapsody, La Favorita e gli altri

24 gennaio 2019


Manca un mese esatto agli Oscar 2019 e martedì scorso sono stati annunciati i film in nomination, tra qualche sorpresa e tante, tante controversie. Da Bohemian Rhapsody a Black Panther, molti dei film del 2018 che hanno attirato l'attenzione dell'Academy coincidono con i più grossi incassi al botteghino. In qualche modo, quindi, la categoria "Popular Movie" che era stata annunciata e poi smentita è entrata di fatto nel meccanismo degli Oscar. Ma andiamo con ordine. 


I film in nomination agli Oscar 2019

Premetto di aver visto solo una piccola parte dei film nominati, anche perché alcuni non sono ancora usciti in Italia, ma in base ai precedenti premi di questa stagione è già possibile fare qualche pronostico o almeno immaginare come sarà l'andamento generale nelle 24 categorie. Proviamoci. 

Miglior film

Black Panther
Bohemian Rhapsody
Green Book
Roma 
A Star is Born
Vice (L'uomo nell'ombra)

Finora ho visto 4 degli 8 film in nomination per l'Oscar più ambito, e tra questi sicuramente il mio preferito è The Favourite - La Favorita. Il mio primo film al Festival di Venezia mi ha conquistata per l'atmosfera da period drama in versione ironica, provocatoria e atipica. Tutto è perfetto in questo film, la musica, le performance delle protagoniste, la regia, il montaggio. Credo che il suo antagonista principale sia A Star is Born, a meno che l'Academy non voglia appunto premiare uno dei Popular Movie e quindi andare su Black Panther o Bohemian Rhapsody. Che, va bene i gusti personali, ma non sono affatto all'altezza del film di Yorgos Lanthimos. 

Miglior Regista

Spike Lee - Blackkklansman
Paweł Pawlikowski – Cold War
Yorgos Lanthimos – The Favourite (La Favorita)
Alfonso Cuarón – Roma
Adam McKay – Vice (L'uomo nell'ombra)

Qui toccherebbe a Spike Lee. Non solo perché Blackkklansman è un film straordinario, ma anche perché non ha mai avuto un riconoscimento di questo livello e, con il suo miglior lavoro fino ad ora, se lo merita tutto. Unico concorrente secondo me è Alfonso Cuarón, che a me personalmente non piace, ma aspetto di vedere Roma per giudicare. 

Miglior Attore Protagonista

Christian Bale - Vice (L'uomo nell'ombra)
Bradley Cooper - A Star is Born
Rami Malek - Bohemian Rhapsody
Viggo Mortensen - Green Book

Il cuore apparterrà per sempre a Willem Dafoe e alla sua performance nei panni di Van Gogh, ma visti i risultati dei Golden Globes ho qualche dubbio che porti a casa la statuetta. Più probabile che vincano Christian Bale o Rami Malek

Miglior Attrice Protagonista

Yaliza Aparicio - Roma
Glenn Close - The Wife (Vivere nell'ombra)
Olivia Colman - The Favourite (La Favorita)
Lady Gaga - A Star is Born
Melissa McCarthy - Can You Ever Forgive Me? (Copia Originale)

Anche qui, per me l'Oscar ha già il nome di Olivia Colman. Il che sarebbe sensato, vista la sfilza di riconoscimenti già vinti dall'attrice britannica per The Favourite compreso il Golden Globe e la Coppa Volpi al Festival di Venezia. Potrebbero insidiarla, però, Glenn Close e Lady Gaga


Miglior Attore Non Protagonista

Mahershala Ali - Green Book
Adam Driver - Blackkklansman
Sam Elliott - A Star is Born 
Richard E. Grant - Can You Ever Forgive Me? (Copia Originale)
Sam Rockwell - Vice (L'uomo nell'ombra)

Che ve lo dico a fare? La mia cotta adolescenziale per Adam Driver mi guida istintivamente verso di lui! E non solo: è un attore straordinario che in pochi anni ha dimostrato una versatilità senza pari e meriterebbe l'Oscar. Tutti i premi precedenti però, compreso il Golden Globe, sono andati a Mahershala Ali e dubito che l'Academy faccia eccezione. Noi torneremo quindi a casa a mani vuote (e per noi intendo Adam e sua moglie, io farò il tifo a rispettosa distanza).


Miglior Attrice Non Protagonista

Amy Adams - Vice (L'uomo nell'ombra)
Marina de Tavira - Roma
Regina King - If Beale Street Coul Talk (Se la strada potesse parlare)
Emma Stone - The Favourite (La Favorita)
Rachel Weisz - The Favourite (La Favorita)

Non è la prima volta che l'intero cast femminile di un film riceve una nomination agli Oscar, ma credo che le signore di The Favourite qui si escluderanno a vicenda. La povera Amy Adams is the new Leonardo di Caprio: talentuosa come poche, non ha mai ricevuto un riconoscimento. Mi sa che anche a 'sto giro toccherà a Regina King


Miglior Sceneggiatura Originale

The Favourite (La Favorita)
First Reformed (La creazione a rischio)
Green Book
Roma 
Vice (L'uomo nell'ombra)


Che vi devo dire, per me anche la miglior sceneggiatura andrebbe a The Favourite. Penso però che "accontenteranno" chi non vince né come miglior film né come miglior regia, quindi tutto dipende da come andranno gli altri premi.


Miglior Sceneggiatura Non Originale

Blackkklansman
Can You Ever Forgive Me? (Copia Originale)
If Beale Street Could Talk (Se la strada potesse parlare)
A Star is Born

La Ballata di Buster Scruggs dei fratelli Coen ha già vinto il premio come miglior sceneggiatura a Venezia, ma A Star is Born dovrà pur vincere qualcosa. E non potete capire la gioia nell'apprendere che Black Panther non fosse in nomination in questa categoria. Sì, al contrario degli altri film Marvel ha una sceneggiatura. Ma non certo una sceneggiatura da Oscar, dai. 

Miglior Film d'Animazione

Incredibles 2 (Gli Incredibili 2)
Isle of Dogs (L'isola dei cani)
Mirai
Ralph Breaks the Internet (Ralph Spacca Internet)
Spiderman: Into the Spider-verse (Spiderman: Un nuovo universo)


Vai Spiderman: insegna alla Disney che siamo stanchi dei sequel e dei re-boot!

Miglior Film Straniero

Capernaum (Cafarnao) - Libano
Cold War - Polonia
Never Look Away (Opera Senza Autore) - Germania
Roma - Messico
Shoplifters (Un affare di famiglia) - Giappone

Fa male l'assenza di film italiani in nomination per gli Oscar 2019, soprattutto considerato il successo di Lazzaro Felice e Dogman al Festival di Cannes. Il premio però sembra già nelle mani di Cuarón: il vincitore qui è senza dubbio Roma.


Miglior Colonna Sonora

Black Panther
Blackkklansman
If Beale Street Could Talk (Se la strada potesse parlare)
Isle of Dogs (L'isola dei cani)
Mary Poppins Returns (Il Ritorno di Mary Poppins)

Fa strano che Mary Poppins sia l'unico musical tra i film in nomination per l'Oscar 2019 alla miglior colonna sonora. Qui però, secondo me, se la gioca con Black Panther. La colonna sonora è una delle poche cose veramente buone del film Marvel, onestamente. 


Miglior Canzone Originale

"All the Stars" da Black Panther
"I'll Fight" da RBG
"The Place Where The Lost Things Go" da Mary Poppins Returns (Il ritorno di Mary Poppins)
"Shallow" da A Star is Born
"When a Cowboy Trades His Spurs for Wings" da The Ballad of Buster Scruggrs (La ballata di Buster Scruggs)

Anche qui il vincitore è già scritto: tutte bellissime canzoni, ma l'Oscar andrà alla canzone di Lady Gaga. Amen.


Miglior Scenografia

Black Panther 
The Favourite (La Favorita)
First Man (Il primo uomo)
Mary Poppins Returns (Il ritorno di Mary Poppins)
Roma

E qui tocca dare qualcosa al film di Damien Chazelle, dai. Questo lo diamo al sorprendentemente snobbato First Man


Miglior Fotografia

Cold War
The Favourite (La Favorita)
Never Look Away (Opera senza Autore)
Roma
A Star is Born

Pur non avendolo ancora visto, sono perfettamente consapevole che la fotografia di Roma sia stupenda. Anche questo è un Oscar già di fatto assegnato. 

Miglior Trucco e Acconciature

Border (Creature di confine)
Mary Queen of Scots (Mary regina di Scozia)
Vice (L'uomo nell'ombra)


Non ho visto Border e tra gli altri due ho qualche dubbio. I drammi in costume hanno sempre un lavoro immenso dietro (e io li amo particolarmente), ma la trasformazione di Christian Bale in Vice è sorprendente. 

Migliori Costumi

The Ballad of Buster Scruggs (La ballata di Buster Scruggs)
Black Panther
The Favourite (La Favorita)
Mary Poppins Returns (Il ritorno di Mary Poppins)
Mary Queen of Scots (Maria regina di Scozia)

Anche qui è un terno al lotto: i film in costume hanno una marcia in più, ma non mi sentirei di escludere nessuno dei cinque da una possibile vittoria. 

Miglior Montaggio

Blackkklansman
Bohemian Rhapsody
The Favourite (La Favorita)
Green Book
Vice (L'uomo nell'ombra)

Se qui non vince Blackkklansman mi arrabbio assai. 


Migliori Effetti Speciali

Avengers: Infinity War
Christopher Robin (Vi presento Christopher Robin)
First Man (Il primo uomo)

Ready Player One
Solo: A Star Wars Story

Mi ha stupito tantissimo l'inserimento di Solo in questa categoria (e non di Black Panther che, come il mio fidanzato ha ripetuto spesso, in quanto a effetti speciali fa proprio schifo checché ne dicano i Critic's Choice Awards). Credo, in ogni caso, che vincerà Ready Player One o al massimo Infinity War.


Ho escluso dalle mie dissertazioni sulle nomination agli Oscar di quest'anno i documentari e i corti, che non ho visto. Voi che ne pensate? Chi si porterà a casa le statuette dell'Academy? Ci vediamo il 25 febbraio per commentare insieme la notte dei premi e i vincitori

Moda uomo: 5 tendenze dalle sfilate di Milano e Parigi

21 gennaio 2019


Si sono appena concluse le sfilate di moda uomo, e come ogni stagione tocca tirare le fila di quali saranno le tendenze per la prossima stagione. L'autunno inverno 2019-20 vedrà il ritorno di elementi dalla moda anni '80, stampe particolari e scarpe e accessori da uomo che domineranno l'intero look. 

Le sfilate di Milano Moda Uomo e la Paris Fashion Week gennaio 2019

Come per le sfilate di moda di Londra e l'attesissimo Pitti Uomo a Firenze, la moda maschile attira in generale meno attenzione di quella femminile, ma vale comunque la pena di esplorare novità, tendenze e stili visti sulle passerelle delle capitali della moda. Se a Milano la moda uomo esprime l'alta sartorialità made in Italy, le sfilate di Parigi di questo gennaio hanno messo al centro l'estro e la fantasia degli stilisti. Vediamo 5 tendenze adocchiate in passerella per la moda uomo autunno inverno 2019-20.

1. Motivi animalier anche per lui

Sempre amatissimi nell'abbigliamento femminile (ma a piccole dosi!) i motivi animalier invadono anche le passerelle di moda uomo. Soprattutto a Milano, dove Versace, N°21 e Marni sono state solo alcune delle griffe a ricoprire i modelli di leopardato all-over.


Marni autunno inverno 2019-20

Cappotto animalier N°21

Animalier all-over da Versace


2. Corduroy pants: il ritorno del velluto a coste

Di nuovo in auge, il velluto ha dominato le ultime stagioni di sfilate maschili e femminili. Per il prossimo autunno inverno, però, torna in una versione tanto amata quanto odiata: il velluto a coste. I cosiddetti corduroy pants sono perfetti per il tempo libero ma... ci piacciono? Vedremo.


Corduroy pants Dolce & Gabbana

Ermenegildo Zegna autunno inverno 2019-20


3. Sneakers da uomo, ancora protagoniste

Già avvistate alla settimana della moda di Londra, le scarpe da ginnastica si riconfermano accessorio principe di stagione. In versione oversize sono state viste alle sfilate di Parigi, ai piedi dei modelli di Valentino e Louis Vuitton


Sneakers in passerella da Louis Vuitton

Sneakers Valentino autunno inverno 2019-20

4. I vestiti anni '80 fluo e tie-dye

Alle sfilate di Milano e Parigi di questo gennaio 2019 è stata tutta una 80s fever. T-shirt e felpe, pantaloni e perfino blazer sono accesi di colori fluo e tinti in stile tie-dye. Non credevo possibile che i vestiti anni '80 tornassero, e invece...eccoli qua. 


Capospalla tie-dye Dries Van Noten

Colori fluo per Prada autunno inverno 2019-20

Total look fluo alla sfilata Versace



5. Glitter e tessuto trasparente per chi ama osare

Quando scrivo che la moda uomo in generale è meno seguita delle sfilate femminili, c'è un motivo. Perché è noiosa. Tessuti, colori e linee sono spesso molto classici e c'è poco spazio per una vera libertà d'espressione che sia indossabile (ricordiamoci sempre che le sfilate di prêt-à-porter devono anche vendere). Ed ecco che ogni tanto esce fuori un guizzo di trasgressione, di fantasia, di rottura delle regole. Il glitter e gli abiti in tessuto trasparente sono state le forme preferite da Fendi, Dolce & Gabbana, Louis Vuitton per dare brio all'autunno inverno 2019-20.


Maglione glitter Dolce & Gabbana

Finale di sfilata Fendi autunno inverno 2019-20

Capospalla metallizzato Louis Vuitton

Foto da Vogue.com

Cosa abbiamo scoperto nel teaser di Game of Thrones 8 (video e teorie)

14 gennaio 2019


Poche cose al mondo hanno ottenuto l'attenzione così intensa (e globale!) che l'ultima stagione de Il Trono di Spade sta portando con sé. Inevitabile, quindi, che la HBO tenesse in pugno le nostre vite in questo freddo weekend di gennaio, tirando fuori prima l'annuncio dell'annuncio e poi finalmente la data di uscita e il teaser trailer di Game of Thrones 8.


Game of Thrones premiere stagione 8

Tra analisi e teorie sull'ultima stagione del Trono di Spade, una domanda (logistica, più che altro) ha dominato gli ultimi mesi: quando uscirà GoT 8? Ieri finalmente HBO ha dichiarato la release date americana. Si tratta del 14 aprile, giorno in cui negli USA andrà in onda la prima puntata dell'ottava stagione. 6 episodi (da almeno un'ora ciascuno) dopo, sapremo come finisce la serie tv più amata e chiacchierata di questo decennio.

Il teaser di Game of Thrones dedicato agli Stark

Insieme alla data di uscita della stagione 8, HBO ha presentato un secondo teaser di Game of Thrones, tutto dedicato alla famiglia Stark (e accoliti). Probabilmente, dovremo aspettarci altri teaser che si focalizzino sulle altre casate, ma perché è stato scelto proprio questo come primo sguardo alla stagione finale? Perché gli Stark sono il cuore e l'anima dello show, i protagonisti iniziali, una delle famiglie più amate e, probabilmente, la chiave di lettura dell'intera opera di George R. R. Martin

Cosa abbiamo scoperto nel teaser di Game of Thrones 8

Esattamente COSA si vede in questo teaser trailer ambientato nelle cripte di Grande Inverno e come potrebbe collegarsi alle teorie sul Trono di Spade e chi vi siederà alla fine? Ecco qualche indizio (Attenzione Possibili Spoiler!)

- Questo non è un vero e proprio trailer (viene definito infatti teaser). Non mostra scene della prossima stagione ma suggerisce qualche idea attraverso immagini metaforiche (che probabilmente non vedremo nel corso delle 6 puntate di Game of Thrones 8).
- I protagonisti dei pochi secondi di teaser sono Jon Snow, Sansa e Arya Stark. Forse un suggerimento su chi saranno i personaggi chiave di questa ultima stagione? Grande assente Bran, l'altro Stark sopravvissuto alle prime 7 stagioni, probabilmente ad indicare il suo allontanamento emotivo dalla famiglia dopo essere diventato il Corvo con 3 Occhi.
- La location sono le cripte di Grande Inverno (o Winterfell, se preferite). E non si tratta di una scelta casuale. Molte scene importanti della serie tv si sono svolte nel cuore del castello degli Stark, e più volte nei libri de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco si parla di segreti dimenticati a Grande Inverno, che probabilmente sarà proprio Bran a portare alla luce. 
- Il primo personaggio su cui si focalizza il teaser trailer è Jon Snow. Vestito come il "padre" Ned Stark, quello che ormai appare il protagonista della serie (ma sappiamo che di Game of Thrones non ci si può mai fidare) passa davanti alla statua della madre naturale Lyanna Stark. In sottofondo, le parole della stessa in punto di morte, che supplicava Ned di proteggere il piccolo Jon dalla furia di Re Robert. Sicuramente in questa stagione Jon Snow scoprirà la sua vera identità di erede al Trono di Spade, ma come e da chi? 
- Anche la piuma che compare nelle cripte rimanda al personaggio di Lyanna Stark e a Robert Baratheon, che ha depositato la piuma davanti alla tomba dell'amata nel primissimo episodio di Game of Thrones. Il legame sembra evidente con una delle più interessanti teorie sul Trono di Spade: il parallelismo della coppia di Lyanna e Rhaegar con quella di Bael il Bardo e la misteriosa fanciulla di Winterfell. Una leggenda che risale a secoli fa e che, se confermata, indicherebbe gli Stark come nientemeno che i diretti discendenti del Re della Notte. 
- Ad "incontrare" la statua di Catelyn è Sansa Stark, che ne ha ereditato il titolo di Lady di Grande Inverno e, in questa clip, anche l'acconciatura. Le parole di Lady Cat che sentiamo in sottofondo, però, non riguardano Sansa ma ancora una volta Jon Snow, chiaramente il cardine di Game of Thrones. "Tutto l'orrore patito dalla mia famiglia è precipitato su di noi solo perché io non ho saputo amare un bastardo". Una frase intensa e bellissima, aggiunta dagli sceneggiatori della serie tv e non presente nei libri di George R. R. Martin
- L'inquadratura taglia su Arya, che non si affianca alle statue dei suoi antenati. Anche lei in qualche modo isolata dalla famiglia Stark, dopo il percorso affrontato a Braavos per diventare "nessuno". 
- Di nuovo la camera si sposta su Jon Snow, questa volta faccia a faccia con la statua di Ned Stark, mentre in sottofondo si sentono le parole pronunciate da Sean Bean nella prima stagione. "Tu sei uno Stark. Potrai non avere il mio nome, ma hai il mio sangue". La frase apparentemente casuale ha trovato riscontro alla fine della sesta stagione di Game of Thrones, quando apprendiamo che la madre di Jon è Lyanna Stark e il padre è Rhaegar Targaryen. Frase che però trova una doppia analogia in questo nuovo teaser trailer: il sangue "misto" di Jon lo rende il vero e proprio figlio del ghiaccio e del fuoco, ma anche, se la teoria su Beal il Bardo fosse vera, un discendente del Re della Notte. Oltre al nipote naturale di Daenerys, ovviamente. 
- I tre Stark si riuniscono per un istante, davanti all'inquietante immagine delle loro stesse statue. Perché Jon, Arya e Sansa si trovano nelle cripte di Winterfell? Sono morti? E soprattutto perché Jon è l'unico la cui immagine appaia invecchiata? Le due sorelle Stark ci lasceranno alla fine della stagione 8? Ci sono numerose teorie sul Trono di Spade che indicano la possibile sopravvivenza delle due (senza parlare dell'intento iniziale di George R. R. Martin di lasciare in vita Jon, Arya, Bran, Daenerys e Tyrion alla fine della saga, ma quello era più o meno 10 anni fa e non possiamo sapere se l'autore abbia cambiato idea nel frattempo). 
- Il teaser trailer di GoT 8 si chiude con il gelo che invade le cripte di Grande Inverno, ad indicare che davvero L'inverno è arrivato, e con lui gli Estranei e la fine di questa serie tv che ha rivoluzionato il genere fantasy.


Come guardare Il Trono di Spade 8 in Italia?

Da sempre SKY detiene i diritti esclusivi sulla distribuzione di Game of Thrones in Italia, e anche l'ultima stagione andrà in onda sul canale SKY Atlantic. Ma quando potremo vederla in Italia? Nel caso di Game of Thrones 6 e 7, SKY ha lasciato ben 8-9 giorni di scarto tra l'uscita dell'episodio in USA e la versione doppiata in italiano. Non c'è ancora alcuna conferma ufficiale, però. Chissà, magari vista la portata monumentale di questa stagione conclusiva di Game of Thrones, la distanza tra la programmazione americana e quella nostrana diminuirà. L'auspicio è quello di vedere Il Trono di Spade 8 il prima possibile anche perché altrimenti, per evitare spoiler sul finale, sarà necessario chiudere internet per un mese e mezzo. 




P.s. Per tutte le teorie sul Trono di Spade e sul destino dei personaggi che ho accennato qui, vi rimando al canale Youtube di Bridge4, che analizza con grande intelligenza ogni dettaglio della saga. 

La London Fashion Week, la sfilata Moschino e Pitti Uomo, i primi eventi della moda 2019

10 gennaio 2019


La moda 2019 ha preso subito il via con gli eventi che caratterizzano ogni anno il cambio del calendario: le sfilate di moda uomo (e non solo). La prima a partire è stata la London Fashion Week, seguita da Pitti Uomo a Firenze e dalla Settimana della Moda di Milano che inizia domani. In mezzo, la storica sfilata Moschino a Roma e tanto, tanto altro. 


Cosa succede nella moda 2019, tra sfilate e novità

Come ogni anno, lo scoccare della mezzanotte ha annunciato un nuovo inizio anche per il fashion business, impegnato in questo primo mese con le sfilate di moda maschile. A dare il via è la London Fashion Week Men's che, seppur sempre in ombra rispetto a New York, Parigi e Milano, riesce comunque ad attrarre amanti dello stile nella capitale britannica. Segue Pitti Uomo, l'evento fiorentino che rimette l'attenzione della moda uomo là dove dovrebbe stare: sulla sartorialità made in Italy

Fashion Week London 2019: gli highlights dalla moda uomo britannica

Chiamarla settimana della moda è effettivamente eccessivo. Si tratta di appena 3 giorni di eventi e sfilate di moda maschile, che attirano più attenzione per lo street style che per le collezioni in passerella. Quest'anno, le proposte maschili per il prossimo autunno inverno hanno visto protagoniste le scarpe da uomo, soprattutto in versione sportiva. Tra gli highlights della London Fashion Week, infatti, non si può trascurare la presenza di collaborazioni ed edizioni limitate dedicate alle calzature. L'immagine evocata da James Long per la sfilata Iceberg è quella dei milanesi chic che, dopo la settimana lavorativa, si recano in montagna nei weekend invernali. Quindi sì a look trasformisti, comodi ma cool, per passare velocemente dall'ufficio alla gita del fine settimana con amici e familiari. Ovviamente con le giuste sneakers ai piedi.
Anche Christopher Raeburn, che festeggia il suo decimo anno di attività nel fashion business, ha usato il palco della Fashion Week di Londra per lanciarsi sulle calzature. La sua collaborazione con Timberland, infatti, ha completato i look in passerella. Il tema della collezione autunno inverno 2019? L'upcycling: moda sostenibile ottenuta da tessuti riciclati e resi cool. Come la tela da paracadute e le coperte di lana riutilizzati per creare caldissimi parka e leggere giacche a vento. Tutto coordinato con le scarpe da ginnastica e le t-shirt Timberland. Oliver Spencer parte invece dall'alpinismo come ispirazione per il suo prossimo autunno inverno. Nelle mani dello stilista britannico, però, il tema viene elevato con un tocco sofisticato e di classe: in fondo, siamo inglesi. 
La sfilata più interessante alla Fashion Week di Londra 2019, però, è quella di Phoebe English. La stilista continua per la sua strada di ricerca e sperimentazione, che tocca livelli di nuova eccentricità virando verso una moda uomo e donna etica e sostenibile. I bottoni dei suoi vestiti sono fatti con le proteine del latte; look interi sono assemblati con gli scampoli di tessuto avanzato in azienda; i tessuti provengono per la maggior parte dalla Gran Bretagna, per sostenere gli artigiani locali ma anche per diminuire l'impatto dei trasporti sul'ambiente. 


Iceberg autunno inverno 2019

Sfilata Oliver Spencer alla London Fashion Week 2019

Moda uomo e donna Phoebe English

Look Raeburn x Timberland


Sfilata Moschino, l'omaggio a Fellini dalle passerelle di Roma

Jeremy Scott ha deciso di presentare la collezione uomo autunno inverno 2019 e la linea pre-fall femminile fuori calendario, in una sfilata evento a Roma. Il motivo è semplice: l'amore dello stilista per Fellini non poteva che esprimersi nella sua Cinecittà. Per la prima volta Moschino sfila a Roma e porta con sé lo sfarzo, l'opulenza e anche quell'aura mistica dell'immaginario Felliniano. Il set sono le Terme di Caracalla, la sala da ballo ispirata a La Dolce Vita, le atmosfere del Satyricon e di 8 e 1/2. A popolare questo mondo di icone cinematografiche, modelle fasciate in abiti da diva e modelli in look eccentrici e fastosi. Jeremy Scott sa coniugare gli opposti in modi che molti stilisti non conoscono: così i divi di Cinecittà diventano manifesto dell'eleganza dandy ma restano provocatori e perfino un po' trash, in quello stile provocatorio che gli anni dello stilista al timone di Moschino hanno ormai consolidato. Il lusso di un tempo e la contemporanea voglia di stupire si incontrano nella sfilata Moschino a Roma, già uno degli eventi più chiacchierati del fashion business in questo 2019 appena cominciato. 




Immagini dalla sfilata Moschino a Roma

Pitti Uomo: a Firenze si incontrano arte e sport

Per l'edizione n°95 della fiera di moda uomo più famosa al mondo, Pitti sceglie un'immagine altamente simbolica. L'evento fiorentino che sottolinea la centralità del made in Italy nella moda maschile, infatti, si presenta sotto la strana forma di "box", scatole che dovrebbero definire i vari aspetti del fashion - casual, formale, sportivo - ma che di fatto si intersecano nelle collezioni di moda uomo presentate. Il comun denominatore è l'arte, distribuita sulle passerelle e nelle mostre in giro per la città. Animalia Fashion, la mostra al Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti racconta i continui rimandi della moda all'arte e alla natura, mentre in Piazza della Signoria la Gucci Garden Galleria ha creato un mix raffinatissimo di moda, arte e natura, grazie all'esposizione di nuovi dipinti murali e nuovi abiti da uomo in pieno stile Gucci. Protagonista al Pitti Uomo anche lo sport, grazie alla mostra per i primi 70 anni di Diadora e a Save the Duck, che ha invitato l'alpinista indiano Kuntal Josher alla celebrazione dell'abbigliamento sportivo che non sacrifica gli animali - proprio ciò che indosserà per tentare la scalata all'Everest il prossimo aprile. 




Immagini da Pitti Uomo 2019

Foto da Vogue.com e Pittiimmagine.com

8 cose successe alla premiazione dei Golden Globes 2019

7 gennaio 2019


La stagione dei premi televisivi e cinematografici è cominciata già da un po', ma è con la premiazione dei Golden Globes di stanotte che siamo entrati realmente nel vivo dell'azione. Come sempre in queste occasioni, tra battute di cattivo gusto e vincitori inaspettati i Golden Globes 2019 hanno offerto momenti di emozione, stupore e anche un po' di imbarazzo. Diamo un'occhiata ai migliori momenti della nottata.


8 cose successe ai Golden Globes 2019

Bohemian Rhapsody ha battuto i film favoriti per la vittoria; c'è stato un discorso di ringraziamento diabolico; la Disney è tornata a casa a bocca asciutta. E tanto tanto altro.



1. Spiderman ha vinto il faccia a faccia con la Disney (e non solo)


Considerato rivoluzionario per le tecniche di animazione e per la trama, che dona un'angolazione fresca e nuova a uno dei supereroi più amati del pianeta, Spiderman: un nuovo universo (o Into the Spider-verse) ha vinto il faccia a faccia con la Disney. Si tratta infatti del terzo vincitore del Golden Globe come miglior film d'animazione a non appartenere al colosso dell'intrattenimento. Da quando è stato istituito il premio, infatti, solo nel 2011 e nel 2014 Disney e Pixar non si erano aggiudicati la statuetta. La batosta si fa ancora più pesante se si pensa che la battaglia legale per i diritti di Spiderman va avanti da anni; che Disney e Pixar avevano ben due titoli in gara (Gli Incredibili 2 e Ralph Spacca Internet); che anche gli altri due grossi titoli firmati Disney (Il ritorno di Mary Poppins e Black Panther) sono tornati a casa a mani vuote. Forse è tempo che la casa di Topolino cominci a ripensare alle proprie strategie. 


2. Lady Gaga ha vinto un Golden Globe (ma non quello che ci saremmo aspettati)


Lady Gaga ha portato a casa il premio per la miglior canzone con Shallow, da A Star is Born. Premio suddiviso con i 3 co-autori Mark Ronson, Anthony Rossomando e Andrew Wyatt. Niente di nuovo. La cosa inaspettata però, è che questo sia stato l'unico premio ad A Star is Born, tra i film favoriti per tante altre categorie. Lady Gaga ha perso il Golden Globe come migliore attrice in un film drammatico, che è andato a Glenn Close. A 71 anni, l'attrice meritava di ricevere finalmente il suo primo Globo d'Oro. Niente di fatto anche per gli altri premi a cui A Star is Born era nominato. Amen. 



3. I Golden Globes 2019: Bohemian Rhapsody è stato il protagonista della serata


Aggiudicandosi due dei più importanti premi (miglior film drammatico e miglior attore protagonista in un film drammatico a Rami Malek), Bohemian Rhapsody ha messo a tacere chiunque avesse criticato il film per le piccole inaccuratezze storiche. Di fatto, il film tributo alla storia dei Queen e di Freddie Mercury è estremamente bello ed, essendo stato prodotto dagli altri membri della band (Brian May in testa, qui in versione mamma chioccia che dava pacche sulla spalla a Rami durante la cerimonia) direi che possiamo benissimo concentrarci sulle splendide performance e l'ottima regia. Voglio dire, se la data errata dell'uscita di We Will Rock You è andata bene a Brian May, che ha scritto la canzone, può andar bene anche a noi, che dite? Eh.



4. Battute vincenti e scherzi di cattivo gusto


Come ogni show che si rispetti, la premiazione dei Golden Globes 2019 non avrebbe avuto senso se non ci fossero state battute, alcune azzeccate e altre... meno. Delizioso il discorso d'apertura di Sandra Oh, in cui ha sottolineato come quest'anno ci fosse per la prima volta una candidata al titolo di miglior attrice di origine asiatica (Constance Wu, per Crazy Rich Asians), prendendo in giro ruoli asiatici che negli anni precedenti sono stati assegnati ad attrici occidentali. In particolare a Scarlett Johannson per Ghost in the Shell e ad Emma Stone per Aloha. Quest'ultima ha lanciato un esilarante I'm sorry dal pubblico. Meno divertente, invece, la battuta di Andy Samberg sul fatto che il corpo di Freddie Mercury sia stato riesumato perché Rami Malek potesse indossare i suoi denti reali in Bohemian Rhapsody. Ugh. 



5. A Darren Criss il Golden Globe per L'assassinio di Gianni Versace


Forse il premio più prevedibile sul fronte serie tv è stato quello a Darren Criss, miglior attore in una mini-serie per L'assassinio di Gianni Versace - American Crime Story. Lo show in 9 puntate ha avuto un successo incredibile, anche grazie alle splendide performance di Darren Criss, Penelope Cruz e Ricky Martin, e ha vinto anche come miglior mini-serie. Qualche wild card è uscita fuori tra i premi per la tv, come il Golden Globe a Richard Madden per Bodyguard e la vittoria di The Americans come miglior serie drammatica (forse per celebrarne la stagione conclusiva). Deliziosa ma abbastanza prevedibile la vittoria di Rachel Brosnahan, per la seconda volta miglior attrice in una serie comedy con Mrs Maisel.



6. Il cast di The Favourite


Oltre al già citato momento di scuse di Emma Stone, The Favourite è rimasto al centro dell'attenzione con il Golden Globe (meritatissimo) a Olivia Colman come miglior attrice in una commedia. Non c'era letteralmente nessun altro che potesse vincere questo premio, e l'attrice britannica che sta raccogliendo premi a destra e a manca non ha mancato di ringraziare le sue co-star Emma Stone e Rachel Weisz definendole le sue "bitches". E se avete visto il film, capirete che la definizione è abbastanza calzante


7. Blackkklansman, il grande escluso


Se John David Washington, seppur bravissimo, non poteva competere con Rami Malek come miglior attore, io puntavo su Spike Lee e Adam Driver. Superati entrambi, rispettivamente da Alfonso Cuaròn come miglior regista e da Mahershala Ali come miglior attore non protagonista, sono tornati tutti a casa a bocca asciutta. Un vero peccato per uno dei miei film preferiti del 2018, che a questo punto vede sempre più esigue le sue chance agli Oscar. 


8. Ai Golden Globes 2019 Christian Bale ha ringraziato una figura particolare


Vincitore del Golden Globe come miglior attore in un film commedia per Vice - L'uomo nell'ombra, Christian Bale ha cominciato ringraziando la moglie per avergli insegnato a tenere a freno la lingua, perché con un solo discorso può rovinare un intero film e un'intera carriera. Non sembra che abbia seguito i suoi consigli, però, perché subito dopo, tra i soliti grazie a famiglia, amici, collaboratori, cast & crew ecc, l'attore ha inserito con nonchalance un ringraziamento "a Satana, per avermi dato l'ispirazione giusta per affrontare questo ruolo". Era chiaramente una battuta, riferita alla natura malvagia del personaggio reale che Bale interpreta nel film, l'ex Vice Presidente degli Usa Dick Cheney, braccio destro di George W. Bush. Però i satanisti lo hanno preso sul serio, quindi boh. 



Una serie di sfortunati eventi finale: cosa è successo e com'è finita la serie Netflix

4 gennaio 2019


Come vi avevo accennato, il 2019 vede la fine di alcune delle mie serie tv preferite e la prima ha appena terminato il suo corso. Il finale di Una serie di sfortunati eventi, show originale Netflix, è arrivato il primo gennaio con la sua terza e ultima stagione. Ecco com'è andata (Attenzione a piccoli spoiler!)

Una serie di sfortunati eventi, il finale in 7 episodi


Dopo 3 stagioni, l'adattamento a opera di Netflix della celebre saga di libri per ragazzi è terminato con il botto. Tantissimi misteri sono stati risolti, mentre altri sono rimasti avvolti nell'ombra. Proprio per questo la serie tv, prodotta tra gli altri dall'autore dei libri Daniel Handler e da Barry Sonnenfeld, già produttore del film del 2004 con Jim Carrey, ha ricevuto recensioni contrastanti. La saga letteraria in 13 libri, infatti, ha un finale molto più ambiguo e sfumato rispetto alla versione Netflix, cosa che ha infastidito alcuni fan storici. D'altro canto chi (come me) non ha letto i libri potrebbe trovarsi in confusione dopo aver visto i 7 episodi. Proviamo a capire insieme cosa è successo nel finale di Una serie di sfortunati eventi


La terza stagione, struttura e temi portanti

L'ultima stagione dello show riprende in parte la struttura delle due precedenti: gli ultimi quattro libri della saga letteraria vengono proposti in 7 episodi, tutti doppi tranne l'ultimo, La Fine. La struttura narrativa rimane quindi simile a quella delle prime due stagioni. Ogni libro viene suddiviso in due episodi di circa 50 minuti. 
Rimangono anche molti dei punti di forza di questa serie tv: scenografie curatissime e ricche di riferimenti ed easter eggs, una sceneggiatura avvincente e allo stesso tempo frustrante e il delizioso cast di Una serie di sfortunati eventi, guidato dall'istrionico Neil Patrick Harris. Insieme al ritorno di Allison Williams, intravista alla fine della seconda stagione, ritornano tanti volti conosciuti per la chiosa delle avventure dei fratelli Baudelaire. Aggiunti al cast originale anche Max Greenfield (lo Schmidt di New Girl) nei panni dei trigemini Climax e Morena Baccarin, celebre per il suo ruolo in Deadpool, che qui dona finalmente un volto alla misteriosa Beatrice. 
I temi ricorrenti tanto della serie tv quanto dei libri di Lemony Snicket sono sottolineati e portati al paradosso. C'è l'incompetenza delle figure autorevoli, e in particolare degli adulti, contrapposta alla determinazione, alla curiosità e alla voglia di ricerca dei fratelli Baudelaire. C'è il travestimento, reale e metaforico, che coinvolge qui i buoni e i cattivi in un mix dalla moralità ambigua. C'è la metafora del fuoco e degli incendi, che radono al suolo la civiltà sia fisicamente che metaforicamente. E c'è un continuo, incessante riferimento a opere letterarie e cinematografiche, e perfino alla stessa piattaforma Netflix che riflette su sé stessa con ironia. Il sale di Una serie di sfortunati eventi sono le situazioni grottesche, i misteri e i codici, l'interpretazione di ogni evento, oggetto e personaggio come simbolo di qualcosa di più grande. 



Cosa è successo nel finale di Una serie di sfortunati eventi?


Rispetto ai libri di Daniel Handler, successo straordinario in termini di critica e di pubblico, la serie tv di Netflix si chiude con più risposte e riferimenti al passato. Gli eventi che nella saga letteraria rimangono avvolti nel mistero qui trovano una risposta, anche se non sempre soddisfacente. Ciò accade per le storie d'amore tra Beatrice e Lemony; Kit e Olaf; Kit e Dewey. Più dettagliato anche il rapporto fraterno tra L'uomo con gli uncini e la ritrovata sorella Fiona Controsenso. Più in generale, i personaggi secondari assumono maggior spessore e gli eventi del passato che hanno portato allo Scisma all'interno dei VF vengono raccontati in maniera dettagliata, laddove i libri ne facevano appena accenno. Scopriamo chi abbia ucciso il padre del Conte Olaf, e perfino il villain della storia diventa umano, reale. Mossa già ben riuscita con Lemony Snicket, presente fin dalla prima stagione della serie Netflix non solo come voce narrante ma come personaggio in carne ed ossa, tormentato come tutti gli altri dai lutti e dai fantasmi del passato. 


La fine: c'è un significato nascosto nell'ultimo episodio?

Una cosa appare chiara, nel guardare la stagione finale di Una serie di sfortunati eventi: l'ultima puntata, che condensa in un solo episodio il libro conclusivo della saga, è diversa dalle altre sotto tanti punti di vista. Se a rendere deliziosa questa serie tv è stata la fotografia perfetta, con quei toni saturi a metà strada tra il sogno onirico alla Wes Aderson e un incubo alla Tim Burton, qui le scene si fanno vivide, addirittura accecanti. Sono le scene ambientate sull'Isola di Ismaele a contrapporsi così nettamente alla palette visiva delle 3 stagioni di Una serie di sfortunati eventi. Vuol dire che quelle scene non sono mai esistite? Che Lemony Snicket non sa, effettivamente, cosa sia successo a Violet, Klaus e Sunny dopo la fuga dall'hotel Climax? Il narratore delle loro infauste avventure avrebbe potuto ideare quel finale per dare un happy ending alla storia (happy ending che, appunto, nella saga letteraria rimane in sospeso) e immaginare un incontro con la "nuova" Beatrice, ricostruire quel legame la cui mancanza lo ha dilaniato per anni? Questa è solo una mia teoria, ma chi lo sa. Nel dubbio, non guardare.


Tutte le immagini appartengono a Netflix

La mia gallery su Instagram