Buona fine 2018: i 6 post che avete amato di più quest'anno

31 dicembre 2018

Il classico bilancio dell'anno che sta per finire


Buongiorno: è il 31 dicembre 2018 e tra poche ore anche quest'anno sarà finito. Cosa significa? Per qualcuno niente, solo che la Terra ha compiuto una rivoluzione completa intorno al Sole. Corretto. Per altri, però, la fine di un anno e l'inizio di quello nuovo coincide con la chiusura di un capitolo. Inevitabile, quindi, fare bilanci e stilare liste dei nostri momenti preferiti del 2018 e dei propositi per l'anno nuovo (che poi, puntualmente, lanceremo nel cassonetto dell'indifferenziata tra una settimana o meno). Un momento utile, però, per fare bilanci di cosa abbiamo ottenuto, cosa avremmo potuto fare meglio, i passi (anche piccoli) che abbiamo compiuto per avere una vita migliore nell'anno che inizia. Per un blogger, tipicamente, la conclusione di un anno porta a chiedersi cosa abbia funzionato e cosa no nella strategia applicata durante questi 12 mesi, in modo mettere a punto i contenuti migliori per il 2019. Per me, è anche un momento per ringraziarvi di avermi letta, di aver sostenuto le mie lotte insieme a me, di avermi aiutata a raccontare e analizzare tutto ciò che amo e di aver condiviso con me vittorie e sconfitte. Ecco quindi i 6 post su Sbirilla che avete amato nel 2018, uno per ogni categoria, con i miei ringraziamenti per averli letti, condivisi, diffusi sui vostri social. E i miei migliori auguri per un favoloso 2019 "a voi e famiglia", che di 'sti tempi sembra un insulto ma non vedo cosa si possa augurare di meglio :) 

1. La tragedia di prendere un autobus Catania Agrigento se soffri di una malattia cronica (e non solo)


Che questo sia stato il post più letto IN ASSOLUTO su Sbirilla nel 2018 mi riempie di commozione. Perché questa non è la classifica di elementi pop, qui non si parla di serie tv o di film, né dei vestiti più belli di una sfilata di moda. Qui si parla della mia malattia cronica, di un momento estremamente umiliante per me e di come nel 2018, e chissà per quanti anni ancora, l'Italia non abbia voluto guardare ai malati cronici come a cittadini che meritano lo stesso rispetto e gli stessi diritti degli altri. La quantità di persone che hanno letto, condiviso e ripostato la mia disavventura a bordo di un autobus Catania Agrigento, di gente che ha espresso la propria solidarietà in privato o ha cercato di aiutarmi pubblicamente, mi ha veramente commossa. Non so che altro dire, se non che la prossima volta che la SAIS Trasporti tratterà così qualcuno di noi, gli faremo un mazzo così. 

2. Le 10 canzoni più belle di Crazy Ex-Girlfriend


Passando a toni più allegri, il 2018 mi ha regalato alcune delle serie tv più divertenti e appassionanti degli ultimi anni e mi sembra che molti di voi siano d'accordo. La classifica delle canzoni più belle di questa serie musical, che purtroppo si concluderà nel 2019, è stata amatissima. Ovviamente il merito non è mio, ma di Rachel Bloom & co. che hanno reso Crazy Ex-Girlfriend un fenomeno televisivo amatissimo da un pubblico ristretto ma fedele. E non vediamo l'ora di scoprire le splendide canzoni e coreografie dell'ultima stagione!

3. Moda, styling e serie tv: la stilista emergente Alessia Avellone mescola fantasy e pop


Questa è una bellissima sorpresa: tra matrimoni reali e tendenze fashion, il post che avete preferito nella sezione moda riguarda una giovanissima stilista emergente, siciliana DOC e amante della tv fantasy. La collezione autunno inverno di Alessia Avellone, che si ispira al dandy Andrea Sperelli ma ricorda anche le atmosfere di Game of Thrones, vi ha conquistati tanto quanto ha conquistato me. 
La vostra sfilata preferita è stata invece quella del BINF Fashion Show alla Milano Fashion Week. Insomma, gli stilisti emergenti hanno fatto furore. Tra le tendenze, si piazzano al primo posto le scarpe per la primavera estate

4. Come diventare travel blogger? 8 domande ad Alessia Siena, stilista che ha scritto la guida "Viaggiare vivendo"


Questo 2018 per me è stato caratterizzato da viaggi brevi ma deliziosi, ma il post sui viaggi che avete amato di più sono stati i consigli di Alessia Siena. Stilista e travel blogger, ci ha dato alcune preziose dritte per trasformare la wonderlust in stile di vita, viaggiare vivendo splendide avventure e cogliere le opportunità che ci si presentano per scoprire le meraviglie del mondo. Grazie Alessia!
La mia guida di viaggio che avete amato di più, invece, è stata quella sul weekend a Disneyland Paris. Romanticoni. 

5. Al Festival di Venezia la presentazione del saggio di antropocinema "Star Wars - il mito dai mille volti"


Il film di Star Wars di quest'anno, lo sfortunato Solo, non ha entusiasmato me né voi, ma il fascino di questa saga continua ad appassionare. Così il post più amato nella categoria cinema è, sorprendentemente, quello in cui vi racconto di "Star Wars - Il mito dai mille volti", il saggio di Andrea Guglielmino presentato al Festival del Cinema di Venezia. E se partecipare al Festival è stato di per sé un momento indimenticabile nel mio 2018, questo libro e la sua presentazione (con la presenza straordinaria di Kylo Ren che, purtroppo, non era Adam Driver) è stato uno dei suoi picchi. Veri momenti nerd in mezzo al glamour del Lido. 
La vostra recensione preferita, invece, è stata quella di un altro flop in una saga amatissima: Animali Fantastici - I Crimini di Grindelwald.


6. Come "Circe" di Madeline Miller (prossimo all'uscita in Italia) ha riscritto la mitologia greca in chiave femminista


Insieme al già citato saggio su Star Wars e quello su Joe Wright, il vostro post preferito nella categoria libri 2018 è stato quello su Circe di Madeline Miller. Un romanzo che ha conquistato anche me, con la sua riscrittura in chiave femminista di uno dei personaggi più affascinanti e misteriosi della mitologia greca. Una prosa mirabile e uno stile emozionante caratterizzano questo libro che, quando finalmente arriverà nella sua traduzione italiana (credo proprio nel 2019) sarà immediatamente un best seller. 

Qual è il post che avete preferito nel 2018 e cosa vorreste leggere su Sbirilla nel 2019?



Tendenza moda 2019: le felpe anni '90

21 dicembre 2018

Moda autunno inverno 2019: Fendi, Custo Barcelona, Balmain

Tra le tendenze moda autunno inverno 2019, spicca senza dubbio quella degli outfit anni '90. Così come nel cinema, nelle serie tv, nelle abitudini quotidiane, i Millennials continuano ad imporre una certa nostalgia anche ai trend dell'abbigliamento. Lo streetstyle domina outfit sportivi, con felpe lunghissime, cappucci e uno stile super rilassato.


Tendenze moda 2019: le felpe anni '90

Gli anni '90 sono fonte inesauribile di tendenze moda, già da diverse stagioni. Sarà quel senso di incertezza sul futuro, il periodo socio-culturale in cui ci troviamo o chissà cos'altro, ma la nostra generazione è la più malinconica e portata a guardare con nostalgia a un passato in cui tutto era più semplice. O meglio, i Millennials sono semplicemente la prima generazione in cui è possibile misurare questo senso di nostalgia, condensarlo in tendenze e meme e sfruttarlo a uso e consumo della moda inverno 2019. Esattamente la stessa operazione che sta avvenendo con reboot, sequel e prequel di quei film e di quelle serie tv che guardavamo da bambini. Inevitabile, quindi che la stessa tendenza si sposasse anche con la moda, colpevole di rendere il ritorno al passato immediato, accessibile e indossabile. Così la moda delle felpe 2018 sta continuando a spopolare tra negozi e passerelle, avvolgendoci in outfit con felpe lunghissime e calde, cappucci abbassati sul capo e un morbido effetto cocoon in cui scomparire per tutto l'inverno 2019


Felpe 2018-19: i modelli avvistati in passerella

Alle sfilate moda inverno 2019, le felpe sono state una tendenza costante. Le settimane della moda che hanno presentato i trend di questa stagione fredda sono state invase, infatti, da felpe sportive e luxury presentate dai brand più famosi al mondo. Fendi ed MSGM, Balmain e Max Mara, la stilista rivelazione degli ultimi anni Vivetta, senza dimenticare le felpe Moschino, sempre trendy e provocatorie, che sulla nostalgia degli anni '90 hanno ricostruito l'immagine del marchio.. Su tutte le passerelle della Milano Fashion Week e non solo, le felpe sportive si sono mixate a pencil skirt e pantaloni skinny, indossare sopra abiti eleganti e abbinate in outfit anni '90 dall'innato fattore cool.
Le tendenze di stagione vedono comparire felpe lunghissime e iperdecorate, con applicazioni di pietre e perle e l'immancabile logo che fa tanto, tanto, tanto streetstyle.

Come abbinare le felpe da donna secondo la moda 2019

La regola aurea della moda delle ultime stagioni è: niente regole. L'outfit vincente è quello che ti fa sentire a tuo agio con te stessa, che segue le tendenze senza esserne vittima. Ecco che nella moda 2019 le felpe si abbinano liberamente a look casual o si usano per sdrammatizzare pezzi più importanti. Streetstyle e chic si mescolano in outfit che attirano ogni sguardo. Le felpe monocolore con logo si accostano a pantaloni di seta stampata ton-sur-ton; a minigonne check che eccentuano l'effetto anni '90; perfino a lunghe gonne di maxi paillettes. Felpe lunghissime fanno capolino sulle passerlle di Lacoste e Stella McCartney, indossate direttamente sui collant come abiti, mentre Phillip Plein e Lucio Vanotti puntano sul modello cropped da impreziosire con perle e paillettes. Non ti resta che scegliere il tuo modello preferito tra le proposte di griffe del lusso e brand lowcost e creare il tuo look anni '90 dal gusto contemporaneo. 


Felpa lunga con cappuccio Dolce & Gabbana; felpa cropped con ruches MSGM; con applicazioni sulle spalle Moncler Genius; felpa lunghissima Rag & Bone; con stampa a fiori Prada; con cappuccio e ruches Red Valentino; felpa lunghissima con cappuccio Stella McCartney. Tutto su Mytheresa

Felpa Adidas su Zalando

Ashley Williams autunno inverno 2019

Calvin Klein su Zalando

Felpa lunga Jeremy Scott

Lacoste autunno inverno 2019

Look da sfilata Max Mara

Felpa con applicazioni Molly Bracken su Zalando

Felpa con scritta MSGM

Felpa cropped con logo Philipp Plein

Cropped con cappuccio e zip Puma su Zalando

Total look Lucio Vanotti moda inverno 2019

Felpa lunghissima Vans su Zalando

Vivetta autunno inverno 2019

Foto da Vogue USA e Zalando

5 serie tv che finiscono nel 2019 (spezzandoci il cuore!)

17 dicembre 2018


Oltre all'attesissima stagione 8 del Trono di Spade, il 2019 sarà l'anno in cui diremo addio ai personaggi di The Big Bang Theory, a Crazy Ex-Girlfriend, a due amatissime serie tv di Netflix. Insomma, l'anno che sta per arrivare ci spezzerà i cuori (da un punto di vista televisivo), sperando che ci lasci un buon ricordo di alcune delle migliori serie tv degli ultimi anni. 


Ecco le 5 serie tv da vedere prima che finiscano nel 2019

1. Una serie di sfortunati eventi

Questa per me è una delle migliori serie tv di Netflix, da vedere assolutamente. Non so perché non abbia avuto i riconoscimenti che meriterebbe, soprattutto per quanto riguarda scenografie, fotografia e costumi. Le ambientazioni di questa serie originale Netflix sono infatti straordinarie, e catturano l'atmosfera da fiaba cupa, onirica e pure un po' nonsense della saga letteraria Una serie di sfortunati eventi. Non a caso, è stata definita da Variety "Ciò che accadrebbe se Wes Anderson e Tim Burton decidessero di fare una serie tv insieme". Dopo le prime due stagioni, che hanno adattato i primi 9 libri della saga, il 1 Gennaio 2019 uscirà il gran finale. Niente mosse di marketing né altro, lo giura il protagonista e produttore della serie Neil Patrick Harris (qui straordinario nei panni del perfido e ridicolo Conte Olaf). L'idea in accordo con Netflix è sempre stata di creare 3 stagioni, adattando i 13 romanzi di Lemony Snicket in maniera più o meno fedele. L'ultima stagione della serie tv sarà composta da 7 episodi, i primi 6 doppi (come quelli delle stagioni passate) e il finale unico che porterà a compimento le disavventure dei fratelli Baudelaire. Aprendo con il botto l'anno televisivo 2019

L'ultima stagione di Una serie di sfortunati eventi arriverà su Netflix il 1 Gennaio 2019. 

2. Unbreakable Kimmy Schmidt

Altra serie tv Netflix amatissima, quest'anno ci toccherà dire addio anche a Kimmy Schmidt. La buffa serie tv, vero e proprio inno al feel-good streaming, arriva infatti alla sua conclusione all'inizio del 2019. Creata dal genio comico di Tina Fey (alla quale dobbiamo quel piccolo capolavoro che è Mean Girls), la serie tv è stata acclamata da pubblico e critica al suo esordio nel 2015. Si tratta infatti di una delle serie tv di Netflix diventate più iconiche, almeno nel reparto comedy, con personaggi come Titus Andromedon e la protagonista Kimmy Schmidt destinati a rimanere nella storia della tv. E non a caso, la sceneggiatura di Unbreakable Kimmy Schmidt e gli attori sono stati spesso nominati per importanti riconoscimenti. Nel 2019, però, arriva il momento di salutare Kimmy, Titus e il loro corollario di personaggi dal pungente umorismo nonsense. 

La seconda parte dell'ultima stagione di Unbreakable Kimmy Schmidt arriva su Netflix il 25 Gennaio 2019. 


3. Game of Thrones/Il trono di spade

Avanti veloce di qualche mese, aprile 2019 sarà la data di chiusura di una delle migliori serie tv della storia. Game of Thrones, o Il Trono di Spade che dir si voglia, giunge infatti alla sua epica conclusione con la stagione 8, che andrà in onda in un non meglio specificato momento dell'aprile 2019. I protagonisti ne parlano da mesi, promettendo ai fan lacrime e traumi permanenti, gli autori mantengono il massimo riserbo, George R. R. Martin continua a trollare tutti tirando fuori prequel e spin-off finché non sapremo, definitivamente, chi siederà sul Trono di Spade. Questa è la fine di un'era: Game of Thrones detiene numerosi record (tra cui quello di serie tv più piratata della storia), ha vinto innumerevoli Emmy e ha uno dei budget più alti della storia della televisione. 

L'ottava stagione di Game of Thrones andrà in onda sul canale HBO in America in una data non ancora definita dell'aprile 2019, e in Italia su SKY a pochi giorni di distanza. 

4. The Big Bang Theory

Amatissima e odiatissima, questa serie tv ci tiene compagnia da ben 11 stagioni. Con la prossima, la dodicesima, la saluteremo per sempre. L'idea dei produttori era di andare avanti per 15 stagioni, ma Jim Parsons ha deciso di chiudere un po' prima. Con l'uscita di scena di Sheldon, uno dei personaggi di The Big Bang Theory più amati, che ha anche dato vita allo spin-off Young Shledon/Il giovane Sheldon, continuare non avrebbe avuto senso. Così il 2019 vedrà la fine anche di questa serie tv comedy, inizialmente acclamata dal pubblico e poi pian piano criticata aspramente. A me è sempre piaciuta, è una di quelle serie cosiddette feel-good, poco impegnativa, che ci tiene compagnia nei pigri pomeriggi di Italia 1. 

L'ultima stagione di The Big Bang Theory è attualmente in onda in America e dovrebbe arrivare in Italia nell'autunno 2019. 


5. Crazy Ex-Girlfriend

Nonostante gli ascolti non entusiasmanti, l'ottima risposta della critica ha reso Crazy Ex-Girlfriend una delle migliori serie tv della CW. Per questo la sua creatrice e protagonista, Rachel Bloom, è riuscita a portare a termine il suo progetto iniziale: 4 stagioni che raccontassero le quattro fasi dell'innamoramento della Crazy Ex-Girlfriend del titolo. Diniego, amore, tradimento, ricostruzione sono le quattro fasi rappresentate dalle 4 stagioni della serie tv musical. Piccola perla tra le serie tv da guardare ma ingiustamente snobbate dal pubblico, Crazy Ex-Girlfriend ha introdotto il genere musical nella sit-com americana, affrontando temi scottanti come la malattia mentale, il sessismo, la scoperta di sé attraverso deliziosi numeri musicali (qui trovate e mie 10 canzoni preferite di Crazy Ex-Girlfriend). 

L'ultima stagione di Crazy Ex-Girlfriend è attualmente in onda in America, dove riprenderà la programmazione dopo la pausa natalizia l'11 Gennaio, e arriverà in Italia, probabilmente su Netflix, qualche mese dopo.  

Differenze tra libro e film: Noi siamo infinito / The perks of being a wallflower

11 dicembre 2018

Noi siamo infinito / The Perks of Being a Wallflower, storia di un romanzo generazionale (e non solo)

Era il 1999 quando Stephen Chbosky pubblicava per la prima volta The Perks of Being a Wallflower, prodotto da MTV e giunto in Italia con il discutibile titolo Ragazzo da parete. Romanzo generazionale è stata la definizione più diffusa allora. Ma questo libro non racconta ansie e paure e cambiamenti di una generazione di adolescenti, non solo almeno. Questo libro tratteggia con infinita sensibilità temi estremamente delicati, dall'aborto all'uso di sostanze stupefacenti, fino al terribile segreto portato del protagonista, di cui lui stesso non è conscio. Ma partiamo dall'inizio. 

Trama di The Perks of Being a Wallflower

Charlie è una matricola del liceo, un ragazzino estremamente sensibile e introverso, un ragazzo che "fa da tappezzeria", traduzione del detto americano "being a wallflower". Il suo essere taciturno nasconde un interesse vivido e appassionato per la letteratura, la musica, e soprattutto per le persone. Dal suo angolino, Charlie osserva e analizza, interpreta e studia il comportamento dei suoi coetanei, filtrandolo attraverso le parole, le idee e le convinzioni dei suoi autori preferiti. Finché non incontra la bella Sam e il suo fratellastro Patrick, due ragazzi più grandi che comprendono il suo essere, lo introducono nella loro cerchia di amici e gli fanno vivere una serie di "prime volte". Tappe fondamentali dell'adolescenza, del passaggio all'età adulta, anche qui interpretate da Charlie con la saggezza di un ragazzino di 13 anni che prende a prestito le parole di Fitzgerald e Kerouac, Shakespeare e Harper Lee. Il tema reale del romanzo è la depressione, dipinta a colori vividi da Chbosky grazie al mezzo narrativo del romanzo epistolare. Tutto The Perks of Being a Wallflower, infatti, è un insieme di lettere che Charlie scrive a un interlocutore sconosciuto, probabilmente a sé stesso, per superare i traumi della sua vita. Se il romanzo si apre con il suicidio del suo migliore amico, si chiuderà su una nuova ferita, un trauma dell'infanzia di Charlie che è lì sepolto da anni e mai elaborato, mai compreso fino a quel momento. L'insieme è un racconto toccante e allo stesso tempo crudo, che non nasconde nulla dei picchi di depressione e di euforia, dell'abuso di alcool e droghe e della confusione carica di saggezza di un ragazzino così intensamente profondo. A fare da contorno, un corollario di personaggi secondari, ognuno con un ruolo ben preciso nella vita di Charlie eppure ognuno con una personalità a sé stante, che non sembra dipendere unicamente da desideri e bisogni del protagonista (come spesso accade nei romanzi adolescenziali).
Non a caso, in America The Perks of Being a Wallflower è diventato un libro di culto, ha fatto piangere ed emozionare migliaia di lettori giovani (e meno giovani) che attraverso il percorso di formazione e comprensione di sé di Charlie hanno potuto intraprendere il proprio. Così Stephen Chbosky ha deciso di trasferire il suo romanzo su pellicola, con l'omonimo titolo (che in italiano è diventato il più banale ma meno strambo Noi siamo infinito). 

Noi siamo infinito, il film del 2012

La prima cosa che colpisce nel film del 2012, Noi siamo infinito (che è diventato anche il titolo italiano del libro, sostituendo il precedente Ragazzo da parete) è che l'autore del romanzo sia qui regista, sceneggiatore e produttore esecutivo. Il romanzo generazionale, libro adolescenziale, epistolario, definitelo come volete, e i suoi personaggi rimangono saldamente nelle mani del loro creatore, il che assicura una certa omogeneità tra i due mezzi narrativi del romanzo e del film. Chbosky sceglie accuratamente il suo cast, in particolare Charlie. Logan Lerman, forte del successo come protagonista della saga di Percy Jackson, diventa qui il fragile e intelligente ragazzino alla ricerca di sé. Emma Watson, notata da Chbosky in Harry Potter e il calice di fuoco, interpreta Sam, allontanandosi per la prima volta dal ruolo di Hermione per interpretare un altro personaggio iconico per i ragazzi degli anni '90. Ezra Miller, che curiosamente entrerà a far parte dell'universo di Harry Potter qualche anno dopo, rende reale e magnetico il personaggio di Patrick. Attorno, attori conosciuti come Paul Rudd, Joan Cusack e Nina Dobrev. 


Differenze tra libro e film Noi siamo infinito

Come già detto, la guida sicura di Chbosky impedisce che ci siano grandissime differenze tra l'animo originale di The Perks of Being a Wallflower e la sua trasposizione cinematografica Noi siamo infinito
Le sostanziali differenze tra libro e film sono nelle sfumature, grazie soprattutto alla differenza del mezzo narrativo. Laddove il romanzo, scritto in forma epistolare, racconta ogni evento dalla prospettiva di Charlie, il film è più corale e riesce a porre l'accento su personaggi straordinari come, appunto, il Patrick di Ezra Miller. Se la musica, appena accennata nel libro, diventa protagonista del film al pari dei personaggi, con la letteratura avviene l'inverso. Il professore interpretato da Paul Rudd, appena marginale nel film, ha un ruolo chiave nel romanzo. I libri che suggerisce a Charlie (di una difficoltà e di una profondità ben diversa da quella a cui sono abituati i suoi coetanei) influenzano la percezione e l'interpretazione del mondo da parte del ragazzino. Sono titoli di un certo spessore, da Il Grande Gatsby a Il buio oltre la siepe, passando per Il giovane Holden e Sulla strada di Kerouac. 

Insomma, le differenze tra libro e film di Noi siamo infinito sono minime, giocano sulle sfumature e sull'atmosfera più che sugli eventi (appena qualche scena viene tagliata, come è normale nella in qualsiasi trasposizione cinematografica), per cui la vera esperienza emozionale è dedicare a entrambi la stessa attenzione. Non importa che non abbiate più 13 anni, la storia di Charlie vi farà piangere in qualsiasi forma. 





Colore Pantone 2019: è l'anno del living coral

7 dicembre 2018

Living coral: colore Pantone 2019

Living coral, cioè un corallo vivo, acceso, che comunica voglia di brio e di leggerezza: è la nuance decretata colore dell'anno 2019 da Pantone, la massima autorità in materia che da anni detta legge su quelle che saranno le tendenze delle stagioni successive, nella moda, nell'arredamento e nel design. E in effetti già dalle sfilate della primavera estate 2019 ci eravamo resi conto di quanto questa tonalità fosse di tendenza. 


Perché il color corallo?

Pantone sceglie il colore dell'anno in base a diversi fattori, che non riguardano solo le tendenze della moda ma anche elementi socio-culturali, il clima del mondo in cui viviamo e le sensazioni di cui abbiamo bisogno in questo preciso momento storico. Ricordando ovviamente la barriera corallina, il mar dei Caraibi e in senso più generale la protezione dei nostri mari, il color corallo ci ricorda la delicatezza della questione ambientale in questo preciso momento storico. Ma la scelta del colore Pantone 2019 non è stata presa solo per questo motivo: un team di 20 persone lavora per 9 mesi alla scelta del colore dell'anno, analizzando i consumi, le tendenze, l'uso delle nuance nell'arte e nella fotografia. Il living coral si lega quindi anche al nostro uso dei social, in cui emergono sempre con più prepotenza i colori saturi, pieni, che spiccano su sfondi neutri. Il color corallo rispecchia questa natura brillante e giocosa, ma anche un gusto retro' che lo rende romantico nelle sue sfumature pastello. 


Il color corallo nelle tendenze moda 2019

Lo studio dei colori svolto da Pantone si realizza quindi nel corso di diversi mesi, e tiene conto anche delle tendenze nella moda, nel design e nell'arredamento. Sulle passerelle delle fashion week primavera estate 2019 abbiamo avuto più di qualche assaggio della presenza del corallo. Lo abbiamo visto infatti declinato in diverse sfumature, che vanno appunto dal vivace living coral alle nuance più tenui, che virano verso i colori pastello. Abiti color corallo, pantaloni e accessori, top e dettagli hanno dato un tocco di romantica giocosità alle collezioni primavera estate 2019 di stilisti affermati, da Prada a Marc Jacobs a Giambattista Valli. Ma non solo: anche brand low cost e e-commerce della grande distribuzione hanno cominciato a parlare di color corallo tra le tendenze del prossimo anno. 


Come abbinare il color corallo?

Un po' scontata ma sempre vincente l'idea di abbinarlo ai toni chiari e caldi come il bianco, l'oro e il crema. Per il color corallo abbinamenti più audaci riguardano invece i toni freddi: è perfetto con tutte le nuance di blu e azzurro. Le tendenze 2019, però, lo hanno visto sfilare in passerella in meravigliose declinazioni ton-sur-ton. Roksanda e Brandon Maxwell abbinano il corallo acceso a rosa pallido, pesca, fucsia e arancio per look che ricordano la magia dei tramonti. Lasciati ispirare da questi 16 abiti e accessori corallo per il prossimo anno!

Dettagli da un look Brandon Maxwell primavera estate 2019

Abito corallo Event & Odd Curvy su Zalando

Abito color corallo Giambattista Valli primavera estate 2019

Vestito corto Glamorous su Zalando

Abito asimmetrico in pizzo color corallo H&M

Dettagli sfilata Marc Jacobs primavera estate 2019

Blusa in seta corallo Massimo Dutti su Zalando

Scarpe col tacco in varie sfumature di rosa e corallo Mint & Berry su Zalando

Total look sui toni del corallo: borsa New Look su Zalando

Borsa in pvc rosa con dettagli color corallo Parfois su Zalando

Total look Peter Pilotto primavera estate 2019

Dettagli sfilata Prada primavera estate 2019

Abito multicolor Roksanda primavera estate 2019

Total look Temperley London

Jumpsuit di seta corallo Zero + Maria Cornejo

Sneakers rosa e corallo Puma

8 cose che rovinano il Natale a chi soffre di fibromialgia

4 dicembre 2018


Le vacanze di Natale 2018 sono vicinissime, e tra canzoni di Natale e decorazioni in anticipo (anche basta, ragà), l'atmosfera si fa sempre più allegra e festosa. Ma, per quanto si possano amare i cenoni in famiglia e le lucine colorate, per chi soffre di fibromialgia anche le feste portano con sé diversi problemi. Ho ascoltato testimonianze e informazioni su vari gruppi e forum, raccogliendo (in maniera anonima, ovviamente) problemi e difficoltà di chi deve vivere con una malattia cronica ma non vuole rinunciare alla gioia del Natale.


8 cose che rovinano il Natale a chi soffre di dolore cronico e fibromialgia. 


1. Feste non stop.


Che belle le vacanze natalizie, eh? Due settimane intere di feste, cenoni, incontri, regali, mercatini di Natale, shopping folle, aperitivi di lavoro, serate di giochi a carte in famiglia. Già. Un vero tour de force per chi soffre di stanchezza cronica. Non siamo il Grinch, amiamo trascorrere del tempo con amici e familiari e passeggiare per il centro circondati da lucine, ma... non ogni giorno per due settimane consecutive. Dateci tregua. 


2. Natale: come mi vesto?


Chi non ha mai sofferto di dolore cronico e simili non ha idea di quanto sia difficile vestirsi a Natale (e più in generale, come vestirsi quando fa freddo). Chi soffre di fibromialgia ha una particolare sensibilità alle basse temperature, che acuiscono il dolore cronico, la rigidità muscolare e l'emicrania. Non parliamo, poi, degli sbalzi di temperatura tra i 3° all'esterno e i 30° all'interno di negozi e centri commerciali. Quindi, per favore, almeno in casa se vi chiediamo di regolare i riscaldamenti dateci una mano a soffrire meno. Grazie. 


3. Cose da non dire a chi soffre di fibromialgia


Lo ripeto: passare dei momenti in famiglia o con gli amici è bellissimo e le vacanze di Natale sono in momento perfetto per farlo. Soprattutto per chi, a causa del dolore cronico e dell'ansia che questo comporta (avete mai pensato a quanto sia complicato organizzare qualcosa e anche solo uscire di casa con il costante terrore che da un momento all'altro avrai dolore ovunque?). Perciò, vi prego, non rovinateci questi momenti di festa con domande delicate, giudizi sgradevoli e battute poco divertenti. Non ce n'è proprio bisogno. 


4. Natale: cosa fare per dare una mano a chi soffre di fibromialgia


Se la persona che soffre di dolore cronico è un adulto, una donna o (peggio ancora) una donna adulta, è probabile che avrà parecchi grattacapi durante le vacanze di Natale. C'è da decorare l'albero, preparare il cenone, comprare i regali per tutti, organizzare giochi e passatempi per i più piccoli. Se si va oltre i limiti naturalmente imposti dal proprio fisico, però, è facile che la stanchezza cronica e il dolore rovivino il Natale un po' a tutti. Non è meglio suddividere i compiti in partenza e non lasciare tutto il lavoro a una sola persona? Eh dai, è Natale, fate una buona azione (o due, o ventisette, o quattromila, o tutte quelle di cui la persona malata ha bisogno).


5. Natale a casa (non è così male)


Vivere con una malattia cronica è difficile per un milione di motivi, uno di questi è l'impossibilità di godere di una vita sociale appagante. Vi vogliamo bene, vogliamo passare del tempo con voi, dare un'occhiata ai mercatini di Natale, partecipare al cenone di Capodanno e guardare l'alba del 2019 insieme a voi. Ma a volte, semplicemente, non ce la facciamo. Se trasferissimo i festeggiamenti in casa, sul divano e con una copertina sulle gambe? Sarebbe così male?


6. Cenone di Natale e dintorni


Non so se questo accada solo al sud, dove le vacanze di Natale sono un unico pasto che va dal 23 dicembre al 6 gennaio. Ed è bellissimo. Ma è un po' troppo anche per chi è perfettamente in salute, vero? Quindi per favore, per favore, non insistete a farci assaggiare tutto-ma-proprio-tutto quello che c'è in tavola, non vi offendete se non abbiamo ripulito il piatto dalla ventisettesima portata. Chi soffre di fibromialgia ha di solito anche altre patologie, che comprendono il morbo di Crohn, gastriti continue, intolleranze alimentari. Non stiamo facendo gli schizzinosi, stiamo evitando di passare il Santo Natale abbracciati alla tazza del water, capite?


7. Abbassate il volume


Di tutto. Della tv, delle chiacchiere, delle litigate tra parenti che la pensano diversamente, delle discussioni attorno al tavolo da bacarà. Vivere con una malattia cronica ci mette in una situazione di costante allerta dei sensi e ogni cosa arriva alla nostra mente amplificata per 10 volte. Lo stesso vale per le decorazioni psichedeliche, per i profumi aggressivi, per il sovraffollamento in sala da pranzo. Diminuite il volume di tutto, basta pochissimo per farci stare meglio. 


8. Depressione e fibromialgia


Le vacanze di Natale sono un periodo felice e spensierato, giusto? Giusto? Beh, non sempre. Non per tutti. Trascorrere giornate intere con familiari che non ci piacciono; sentirci ripetere mille volte che, ehi, a quest'età dovremmo essere in discoteca con gli amici la notte di Capodanno; constatare come la nostra malattia cronica ci abbia allontanati da tanti amici e persone care può indurre ansia e depressione in chi soffre di fibromialgia. Dateci una mano. Basta un messaggino di auguri, una telefonata, un pensiero carino. Anche solo la decisione, come dicevo, di trascorrere una serata di festa con noi sul divano invece di andare a quel party tanto cool e tanto rumoroso. Ve ne saremo grati. 



La mia gallery su Instagram