La tragedia di cercare scarpe per plantari quando hai 25 anni (e qualche consiglio)

31 ottobre 2017


Quest'estate ho dovuto affrontare la milionesima tragedia della vita quotidiana di un malato cronico: la ricerca di un paio di scarpe per i plantari. Ma partiamo dall'inizio. Non so se la fibromialgia, tra i suoi sintomi, mi abbia regalato il piede piatto o se si tratti di due cose distinte e separate, non lo sanno neanche i medici. So che tra i tanti dolori che mi affliggono da sempre c'è quello ai piedi. Sandali, ballerine, scarpe da running e stivali, per non parlare di decolleté e scarpe col tacco, qualsiasi calzatura mi provoca dolori atroci. Il che ha significato, per tanti anni, stancarmi da morire durante passeggiate e gite varie, nascondere la smorfia di dolore quando andavo a ballare con le amiche, evitare qualsiasi sport (anche) per questo motivo. E sentirmi dire sempre che ero pigra, svogliata, troppo deboluccia. Grazie, eh. 
Infine, quest'estate ho fatto i benedetti plantari su misura, che non risolvono del tutto il problema (adesso li uso da due mesi ininterrottamente, anche in casa, ma i dolori arrivano lo stesso) però aiutano. Il punto è che i plantari su misura non si possono indossare su qualsiasi scarpa, quindi il 90% della mia scarpiera (comunque esigua, perché un problema del genere non ti aiuta ad amare sandali e stiletti) è praticamente da buttare o donare in beneficenza. Bisogna cercare le apposite scarpe per i plantari, e fin qui niente di male. Giusto qualche seduta di shopping in più, qual è il problema? Il problema è che non ho 70 anni, fascia d'età a cui si rivolgono quasi tutti i brand che propongano questo tipo di calzature. 
Le scarpe per i plantari sono quasi tutte... va bene, lo dico: da vecchia. Hanno forme fuori moda da diversi decenni, colori che variano dal grigio topo al marrone al beige, una scelta limitatissima di modelli. E questo è il motivo per cui, pur essendo a fine ottobre, non mi sono ancora imbarcata nell'avventura di comprare le scarpe invernali. Qualche ricerca però l'ho fatta, così provo a darvi dei suggerimenti su come cercare scarpe per plantari che si possano indossare prima di arrivare alla pensione. 

- Scarpe di ginnastica. Ecco l'unico modello facile da trovare: quasi tutte le scarpe da ginnastica hanno la suola estraibile, che consente quindi di inserire i vostri plantari su misura. Quasi tutte tranne quelle che avevo io, ovviamente. Cercate tra i modelli Nike, Adidas e Puma
- Scarpe da passeggio. Nero Giardini, Hogan, Elena Milani propongono scarpe da passeggio con suola estraibile, carine e di ottima qualità. I prezzi sono quelli che sono, ma purtroppo lo sappiamo: con la salute non si scherza. Per fortuna la moda delle ultime stagioni ci consente di indossarle anche sotto abitini, gonne e tailleur. Basta un po' di fantasia negli abbinamenti, e potrete indossare le vostre scarpe con i plantari in ogni occasione. 
- Ballerine e slip-on. Credevo di poter dire addio alle mie amate ballerine, ma qualcuna in giro si trova. Igi & Co. realizza ballerine e altre scarpe per plantari, non comodissime ma molto carine e soprattutto moderne, dal design alla moda e di tanti modelli diversi. Anche da Decathlon potrete trovare ballerine con suola estraibile, ovviamente dallo stile più sportivo. 
- Stivali. Ecco il mio grande dilemma: esisteranno stivali per plantari? Fino ad ora non ne ho trovati, a parte forse qualche modello Nero Giardini e Geox. Si potrebbe provare a prenderli di una misura più grande e quindi inserire il plantare, ma occhio alle proporzioni. Se la suola è più ampia, lo sarà anche il collo del piede, il che rischia di lasciare troppo spazio al piede per tornare alla sua posizione scorretta. 

Vi è mai capitato di dover indossare scarpe col plantare? Avete trovato qualche soluzione carina e non da settantenne? Fatemi sapere ;) 






Gioielli e accessori by Rød Factory, come nasce un brand made in Italy

26 ottobre 2017


La ricetta per un brand di gioielli e accessori di successo? Non esiste, ovviamente. Gli ingredienti fondamentali sono la creatività, il talento e la determinazione, ma poi la storia di ogni creazione è a sé. Oggi vi racconto di un marchio made in Italy, che si chiama Rød factory e che ho conosciuto grazie alla mia amica Claudia di Blondywitch
Jessica Leoncini, fondatrice di Rød factory, si presenta così:

Chi sono non lo so ancora, mi piace rappresentarmi come qualcosa in continuo movimento che si plasma, arricchendosi di dettagli nuovi ogni giorno. Amo tutto ciò che implichi creatività concettuale perché, più del progetto, la differenza la fa ciò che metti dentro.


Un'anima creativa, che si lascia ispirare da qualsiasi stimolo. Il suo brand nasce, come spesso accade, da un caso: una collana vista in un mercatino, che Jessica ha personalizzato per renderla più adatta al proprio stile. Da lì gli sono arrivati gli studi all'Accademia Costume e Moda di Roma, gli esperimenti con gioielli, t-shirt e accessori e infine Rød factory. Il nome del marchio arriva dalla traduzione in danese del suo colore preferito, il rosso, e da una delle figure che ispirano il suo percorso creativo: Andy Warhol e la sua Factory. Così come per il re della pop art, l'energia creativa di questa designer risponde a stimoli diversi. Collane, orecchini, gioielli vari recuperano le forme della carpenteria di famiglia, cioè dadi e rondelle che si intersecano con forme astratte e frange, icone della pop art e design ispirati a Kandinsky. Il risultato è una collezione di accessori dal gusto contemporaneo e squisitamente pop, a cui si aggiungono le t-shirt dipinte a mano e le shopper della linea #powerfulgirl.
Che ne pensate di Rød factory? Vi lascio qualche foto e il link al sito web da eplorare ;) 














Moda autunno inverno 2017-18: abbigliamento in oro e argento

24 ottobre 2017

Da sinistra: abito lungo Alexander McQueen, completo bustier + gonna midi Max & Co., stivaletto spuntato JF London, bomber Hunter, borsetta con catenella Salvatore Ferragamo, pochette Miu Miu, sabot Gucci, minidress Balmain


La moda autunno inverno 2017-18 è tutta un luccichio: dalle passerelle delle città della moda, finalmente sono arrivati in vetrina i vestiti per il nostro guardaroba. La stagione fredda si illumina di bagliori cangianti, presentando abiti e accessori in oro e argento da mozzare il fiato. 
Queste tonalità hanno infatti invaso le collezioni autunno inverno di Chanel e Balmain, Ferragamo e Gucci, creando look dai riflessi luminosi. Vestiti maxi e mini, stivaletti e pochette, bomber e total look si ricoprono di tessuti metallizzati, lavorazioni glitter, paillette e applicazioni color oro e argento. Perfetti abbinati ai colori neutri (nero, bianco, panna, grigio), nell'autunno inverno 2017-18 è bene anche abbinarli tra loro per un outfit sfavillante. Se non te la senti di osare, scegli piccole dosi di luccichii, limitandoti agli accessori: una borsa o un paio di scarpe metallizzate illumineranno anche il look più semplice con un tocco contemporaneo e alla moda. 

Dolcevita di paillette Blumarine

Total look argento Chanel

Ricami in oro Dolce e Gabbana

Minidress oro e argento Moschino

Maglia metallica Balmain

Maxi paillettes oro e argento Christopher Kane

Cappa in velluto con applicazioni oro Alberta Ferretti

Giacca oro effetto glitter Gucci

Top con ricami oro Haider Ackermann

Blusa e calzini argento Isabel Marant

Minidress argento Mugler

Abito sottoveste argento Paco Rabanne

Stivali ricoperti di brillanti Saint Laurent

Milano Fashion Week, la primavera asimmetrica di Ujoh

17 ottobre 2017


Androgina e asimmetrica: ecco le parole chiave della primavera estate 2018 Ujoh. Alla Milano Fashion Week anche questo brand giapponese è stato presentato da Giorgio Armani, e ha sfilato nell'ultimo giorno della manifestazione dello scorso settembre. Lo stilista nipponico Mitsuru Nishizaki, mente creativa dietro il brand, ha dichiarato che "I tagli asimmetrici si adattano perfettamente alla primavera", almeno nella sua moda asciutta, futuristica, che prende in prestito linee e tessuti dallo sporstwear. 
Sulla passerella della Milano Fashion Week, Ujoh ha fatto sfilare pantaloni parachute con una sola bretella, minidress dalla silhouette lineare in tessuto gessato, tailleur destrutturati. Anche per la primavera estate 2018 i colori rimangono neutri: bianco, nero, grigio, blu navy, qua e là intervallati da total look magenta e fantasie a fiori vivaci. L'asimmetria dall'anima futuristica è riequilibrata da tessuti leggeri e tagli precisi, da complessi studi sartoriali volti a una femminilità quasi asettica, genderless. Tra i look in passerella compaiono capi must have rivisitati: il capospalla color tabacco è in un innovativo tessuto drytouch, il tailleur è fatto da pantaloni fluidi e lunghissimi gilet, la camicia diventa uno chemisier. Canvas di cotone e noiseless taffeta aggiungono una leggerezza che esplora le nuove tecnologie in fatto di tessuti e materiali. 
Ujoh ha portato alla Milano Fashion Week il minimalismo futuristico giapponese, che senza dubbio continuerà a tenere banco nelle prossime stagioni. 
















Si ringraziano Ujoh e l'ufficio stampa Negri Firman

Gli abiti seconda pelle di Ricostru alla Milano Fashion Week

14 ottobre 2017


Presentata lo scorso anno da Giorgio Armani, Ricostru ha mostrato la sua terza collezione alla Milano Fashion Week. Per la moda primavera estate, la stilista cinese che firma il brand ha esplorato il concetto di abiti seconda pelle
La sfilata alla Milano Fashion Week mostra infatti tessuti lievi e fluidi che aderiscono perfettamente alla pelle, scivolano con grazia e brillano in un gioco di bagliori metallici dal gusto futuristico. Abiti lunghi e lievi, maglieria sottile e underwear aderente sono gli ingredienti principali di questa sfilata firmata Ricostru. Su tutto, domina la luminosità metallica dell'ecopelle e dei tessuti morbidi e lucenti. Perfino la maglieria, che ricorda la cotta di maglia dei cavalieri, diventa leggerissima e aderisce alla pelle, formando lunghi abiti sottoveste, capispalla e tailleur futuristici. 
La moda primavera estate 2018 di Ricostru presenta una femminilità inedita, fatta di linee fluide e luminescenze, lievi strati di tessuto e trasparenze che lasciano la biancheria a vista. Sensuale e ipermoderna. 












Si ringraziano Ricostru e l'ufficio stampa Attila & Co.

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