Lady Gaga e la malattia: cosa significa il suo documentario su Netflix per chi soffre di fibromialgia


Per qualche giorno non si è fatto altro che parlare del documentario di Lady Gaga, arrivato su Netflix a fine settembre, e della malattia che, tra le altre cose, racconta. Quella malattia è la fibromialgia
Un po' perché presa dalla visione di Game of Thrones, un po' perché spaventata da qualcosa che mi riguarda così da vicino, ho rimandato a lungo la visione del documentario "Gaga: Five Foot Two". Alla fine, però, l'ho fatto. Ed è stato difficile come immaginavo. Premetto di non essere una grande fan di Lady Gaga, di lei conosco giusto i singoli usciti in questi anni, che mi piacciono ma niente di più. Ammetto, però, che dopo aver visto il suo documentario ho ascoltato con più attenzione le sue canzoni, in particolare quelle inserite nell'ultimo album Joanne
Proprio la realizzazione e l'uscita di Joanne sono al centro di "Gaga: Five Foot Two", che rivela dettagli a volte sconvolgenti della vita della cantante. Una donna, a dispetto della fama e di tutto ciò che ne consegue, estremamente fragile. Una donna che ha sofferto per amore, ha sofferto per la mancata accettazione di sé, ha sofferto e soffre di dolore cronico. Che Joanne (sia l'album che la canzone in esso contenuta) fosse una dedica alla zia, morta a 19 anni a causa del Lupus, Lady Gaga l'aveva raccontato già, rivelando anche una sua predisposizione verso la malattia autoimmune. Il documentario su Netflix, però, fa un passo avanti, e rivela che la cantante soffre anche di fibromialgia, a causa probabilmente del trauma fisico subito dopo un'operazione all'anca. 
La fibromialgia è una malattia complicata, nessuno può saperlo meglio di chi ne soffre. Non sappiamo da dove venga, quali siano le cause, come evolverà nel tempo. Letteralmente: chi soffre di fibromialgia può svegliarsi relativamente bene e finire la giornata sul letto in preda a dolori indicibili. Si tratta di una patologia spossante, che ti impedisce di fare tante cose, che ti fa sentire inutile e privo di forze, che ti spinge sempre a superare i tuoi limiti per vivere una vita quanto più possibile normale. Né più meno di altre malattie croniche, eh? Però c'è una differenza con altre malattie: la fibromialgia è ancora, soprattutto in Italia, stigmatizzata come un qualcosa di inventato, di esagerato, addirittura come qualcosa che non esiste. Per questo, non è riconosciuta dal Sistema Sanitario Nazionale e men che meno dall'opinione pubblica. Chi non soffre di dolore cronico non può immaginare cosa voglia dire aver letto, all'indomani dell'uscita del documentario, i commenti della gente. Spezza il cuore leggere che la fibromialgia venga chiamata malattia immaginaria, Lady Gaga un'esibizionista che avrebbe inventato la patologia per farsi pubblicità. 
Una sola domanda: Lady Gaga ha veramente bisogno di pubblicità? Se anche ne avesse bisogno, sarebbe una mossa di marketing intelligente annullare un intero tour, con conseguente rimborso dei biglietti e migliaia di fan delusi in giro per il mondo? Certo che deve avere un pessimo addetto stampa, la povera Gaga, se le ha suggerito una mossa del genere!
Scherzi a parte, se leggere gli articoli e i commenti è stato doloroso, guardare il documentario su Netflix lo è stato ancora di più. Lady Gaga racconta la malattia attraverso immagini che spezzano il cuore. Guardarle è come guardarsi allo specchio, solo che un malato cronico, nei momenti di crisi più acuta, evita di guardarsi allo specchio. La fibromialgia non viene mai nominata all'interno di "Gaga: Five Foot Two", ma quello che la cantante dice tra le lacrime è la stessa cosa che dico io, distesa su un divano, quando sento che il mio corpo non ce la fa proprio più. 
Al netto di tutti i commenti negativi, derisori, offensivi, il documentario di Lady Gaga significa molto per i malati di fibromialgia. Per esempio, da quando è uscito ho notato un cambiamento netto nelle ricerche delle parole chiave su Google Trends. Se prima "fibromialgia" era considerato un termine, oggi è sotto la dicitura di argomento. Significa che molte più persone ne parlano, ne scrivono, ne discutono. Anche in Italia. Un piccolo passo per l'uomo, un grande passo per i malati di fibromialgia.