Dior haute couture 2018: un inno al surrealismo femminista da red carpet

23 gennaio 2018


La sfilata Dior haute couture 2018 ha conquistato la Paris Fashion Week grazie alle suggestioni colte e alle allusioni oniriche che Maria Grazia Chiuri ha saputo infondere negli abiti d'alta moda della griffe. La stilista italiana ha preso ispirazione da Christian Dior stesso e dall'arte surrealista a lui tanto cara. In particolare, la sfilata haute couture dedicata alla primavera estate 2018 ha preso spunto dalla figura e dalle opere di Leonor Fini, artista surrealista che lo stesso Dior scelse di esporre nella galleria in cui lavorava, prima di rivoluzionare per sempre il mondo della moda. 
Scacchi e maschere, tessere del domino e gabbie di gesso: gli elementi delle tele di Leonor Fini si trasferiscono su splendidi abiti da sera, tuxedo, tailleur, cappe e gilet in un tripudio di bianco e nero. E forse non è un caso se proprio in apertura della stagione dei red carpet, quest'anno tinti di total black per protestare contro le molestie a Hollywood, il numero di abiti da sera neri sia lievitato. Maria Grazia Chiuri non ha mai nascosto il suo animo da femminista, riempiendo le sfilate Dior di slogan e messaggi di empowerment. Indossare un Dior sul red carpet è diventata una scelta (anche) politica, e la stilista non si tira indietro con la sua sfilata haute couture. D'altra parte "il surrealismo parla dei sogni e dell'incoscio, e spesso del corpo femminile, ed è molto vicino alla moda". Così la citazione di un'artista d'avanguardia come Leonor Fini e le sfide del femminismo odierno si compenetrano in passerella, raccontando una storia fatta di sogni e incubi, potere e gabbie. 
L'elegante sobrietà firmata Dior si sviluppa in una collezione in bianco e nero, con qualche accenno di rosso e argento. Asciutte, eteree o sconvolgenti, le linee degli abiti da sera e dei completi incorniciano un corpo con il quale si esprimono anche messaggi femministi. E che sicuramente saranno ribaditi la notte degli Oscar sul red carpet



















Foto da Vogue.com

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