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Bridgerton

Ogni volta che esce una nuova stagione, tiriamo fuori collettivamente la stessa domanda. Ma Bridgerton è una storia vera? E perché poi ci interessa saperlo? Ecco le mie riflessioni sulla serie tv e sull’ossessione odierna per l’accuratezza storica.

Bridgerton è una storia vera?

Bridgerton non è tratto da una storia vera ma da una serie di romanzi, pubblicati da Julia Quinn a partire dal 2000. Quindi partiamo dal principio: si tratta di finzione, e non solo. Quelli che iniziano con “Il duca ed io” e da 3 sono diventati 8 romanzi dedicati alla famiglia Bridgerton sono pura finzione storica. Nella definizione letteraria americana andrebbero sotto l’etichetta di “historical romance”. Eh sì, non solo Bridgerton non è una storia vera, ma è pure americana. Non per denigrare i cugini d’oltreoceano eh, ma va ricordato che questa storia d’amore ambientata nella Londra di inizio 1800 non è stata scritta da un’autrice britannica. Giusto per mettere le cose in prospettiva. Non stiamo leggendo né guardando Jane Austen.

Qual è la trama principale della serie Bridgerton?

La famiglia del titolo è protagonista di 8 romanzi e di una fortunatissima serie tv Netflix. Non è mai esistita nella storia, ma può essere certamente ispirata a molte famiglie aristocratiche del periodo Regency. La storia inizia con la più grande delle fanciulle, Daphne, pronta a debuttare in società. La stagione mondana nella Londra dell’era Regency è alle porte e una misteriosa scrittrice, Lady Whistledown, si diverte a diffondere pettegolezzi e scandali tra le famiglie della buona società.

Insomma, è un Gossip Girl prima che esistessero i blog. Se Lady Whistledown fosse un personaggio dei nostri tempi, sarebbe un’influencer che non mostra mai il suo volto, fino alla stagione 3 quando viene scoperta dalla regina Carlotta. Ecco, una parte reale della serie tv (e del suo spin-off La regina Carlotta) sono proprio i sovrani. Carlotta è stata la consorte di re Giorgio III “il folle” e ha gestito la famiglia e il regno quando la malattia mentale di quest’ultimo è diventata ingestibile. Ma, se hai visto la serie lo sai già, anche i dettagli di questi personaggi non sono storicamente accurati.

Cosa è vero e cosa è finzione in Bridgerton?

Ma come potrebbe essere una storia vera questa, raga? Ma perché dovrebbe esserlo? Bridgerton e la storia vera sono come la succitata Gossip Girl e la deontologia giornalistica: si conoscono di sfuggita. E non è questo il bello? In Bridgerton c’è la storia vera della stagione dei matrimoni nel periodo Regency e dell’imbarazzante quanto vitale rituale del corteggiamento tra aristocratici britannici; la corte della regina Carlotta, che è comunque molto molto diversa dalla sua realtà storica; e poco altro.

Il resto è un romanzetto Harmony infarcito di scene hot, dettagli storici decisamente inaccurati, canzoni di Ariana Grande ri-arrangiate per quartetti d’archi e bellissimi, splendidi vestiti in stile Regency. Ma soprattutto, molto più dei libri a cui è ispirata, la serie di Bridgerton aggiunge la finzione per ampliare la narrazione. I personaggi sono quelli di Julia Quinn, ma inseriti in un contesto molto più liberale sui temi del razzismo, del sessismo e delle istanze LGBTQIA+. Shonda Rhimes lo ha dichiarato in un’intervista alla BBC:

[Quando ho letto i libri] riuscivo a riconoscermi nei personaggi. Se una donna nera nel XXI secolo riesce a riconoscersi nell’Inghilterra Regency, vuol dire che la storia è buona“.

Questo l’ha spinta a partire proprio dalla saga di romance per inventare un’Inghilterra fantastica, che non esiste ma in cui possiamo ritrovarci indipendentemente dal colore della nostra pelle, dal nostro orientamento sessuale, dalla nostra coscienza femminista contemporanea. I personaggi sfidano l’idea che abbiamo della storia proprio perché da quella storia si discostano. Ci raccontano come sarebbe potuta andare la storia se il razzismo, il colonialismo, la misoginia non fossero mai esistiti (o fossero stati almeno decisamente attenuati). E se avessimo avuto le paillettes nel 1800. Non dimentichiamo le paillettes.

Perché l’accuratezza storica ci ossessiona così tanto?

Perché, ogni volta che vediamo una serie tv o un film tratto da una storia vera o semplicemente in costume, abbiamo questa ossessione di suddividere realtà storica e finzione narrativa? Abbiamo perso il gusto per una bella storia un po’ trash, leggera e senza pretese? Da quando ci siamo convinti che una serie tv debba insegnarci la storia?

Tutto è cominciato con i film in costume e poi con le serie tv (The Crown ha una bella fetta di colpa qui). Finiamo di guardare una puntata e corriamo su Wikipedia a cercare come siano andate veramente le cose. Ma in fondo, che ci frega? Non è bellissimo che un uomo e una donna possano essere liberamente bisessuali in una storia d’amore in costume? Non è splendido vedere una donna nera o un uomo di origini cinesi indossare deliziosi abiti di seta e chiffon? Io dico che è splendido.

Bridgerton storia vera

Storia vera e finzione narrativa possono coesistere

Anzi, devono coesistere. In tante serie tv così come in Bridgerton la storia vera fa da contorno a vicende di puro intrattenimento. Chi se ne frega, se la famiglia dei protagonisti è vissuta realmente a Londra o no? Abbiamo tutta questa necessità di puntare il dito contro la presenza o meno di nobili di colore alla corte di Re Giorgio III? Se sì, studiamo la storia della Regina Charlotte, effettivamente considerata la prima royal di sangue africano. Una serie tv o un film in costume possono spingerci a scoprirne la storia vera, ad informarci sui fatti, a conoscere personaggi affascinanti.

Ma dovremmo smetterla, davvero, di confondere realtà e finzione. Una serie tv è una serie tv, non è un documentario. Se guardando The Favourite ci ha incuriosito la figura della Regina Anna, cerchiamo un documentario o una biografia ufficiale. Studiamo la storia. Ma separiamola dall’intrattenimento. Che è quello che Bridgerton è, nella sua forma più pura e deliziosamente piacevole da guardare. Mentre il mondo brucia, per me una coppia innamorata che balla i Coldplay in versione quartetto d’archi è una cosa straordinaria. Ne avessimo di più.

Bridgerton storia vera

I dettagli sulla nuova stagione di Brigerton

Ma perché stiamo (di nuovo) parlando di cosa è vero e cosa no in Bridgerton? Perché è appena uscita una nuova stagione, ovviamente. E non vediamo l’ora di immergerci in abiti color pastello, storie d’amore romantiche e un po’ stucchevoli e tanto, tanto gossip.

Quando esce Bridgerton stagione 4 su Netflix?

I primi 4 episodi sono disponibili su Netflix dal 29 gennaio, la seconda parte della quarta stagione dal 26 febbraio 2026. Raccontano in particolare il quarto libro della serie Bridgerton, quello dedicato a Benedict. “La proposta di un gentiluomo” è un romance che si ispira chiaramente alla storia di Cenerentola e si basa sul romance trope di un membro dell’aristocrazia che si innamora di una domestica.

Bridgerton 4, la trama è reale o ispirata a fatti storici?

No, ancora una volta la serie si prende moltissime libertà dal punto di vista storico. Insieme ad altri personaggi che conosciamo, compare la famiglia di Sophie (Baek/Penwood) di origine asiatica, e chiaramente nell’Inghilterra Regency non c’erano aristocratici con questo background. Inoltre, la quarta stagione esplora ancora più a fondo il tema della bisessualità, che allora sarebbe stato un tabù.

La storia di Francesca Bridgerton: differenze tra la serie tv Netflix e i romanzi di Julia Quinn

Oltre alla coppia principale della stagione, la serie tv ha inserito man mano anche le storyline degli altri fratelli e delle altre sorelle Bridgerton, anticipando alcune trame che nei libri compaiono più avanti. Da un’apparizione sul red carpet dell’autore Chris Van Dusen, sappiamo che le prossime stagioni saranno dedicate a Eloise e Francesca Bridgerton. Quest’ultima, protagonista del sesto libro della serie “Amare un libertino” ha una delle storyline che più si discostano dal romanzo.

ATTENZIONE SPOILER SUL LIBRO “AMARE UN LIBERTINO” E SULLE PROSSIME STAGIONI DI BRIDGERTON

Nel libro, dopo la morte del primo marito John Sterling (già apparso in Bridgerton 3 e 4), Francesca Bridgerton si innamora perdutamente di suo cugino Michael Sterling. Già alla fine della terza stagione però, abbiamo visto che nella serie tv Micheal è stato sostituito da Michaela, in quel tentativo di ampliare la narrazione anche dal punto di vista degli orientamenti sessuali. Sembra quindi che anche Francesca sarà bisessuale (o pansessuale) come Benedict. E necessarie modifiche andranno apportate all’argomento figli, che è centrale nel romanzo. Aspettiamo con ansia di scoprire come zia Shonda abbia reimmaginato questa storia, con un po’ di dispiacere nel non incontrare la versione “live action” di Micheal (che è un bellissimo personaggio), ma con grande curiosità nei confronti di Michaela.

storia di Francesca Bridgerton

Tutte le immagini appartengono a Netflix.

Puoi acquistare qui La proposta di un gentiluomo, il romanzo a cui è ispirata la stagione 4 di Bridgerton.

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