Quando ho letto la sinossi di Spire e Radici, il romanzo di Erika Poderi, due parole hanno attratto il mio sguardo: folklore trentino. Hai mai letto un libro fantasy o, come in questo caso, un paranormal romance ambientato in Italia? Io no, e questa prima esperienza è stata esattamente quello che desideravo: un’immersione deliziosa in storie, tradizioni e ambientazioni che conoscevo solo superficialmente.

Spire e Radici, la trama
La struttura è quella del classico paranormal romance: una storia d’amore, con elementi spicy, che è ambientata nel mondo contemporaneo ma nasconde magia e stregoneria. I protagonisti sono Elena e Colin, due studenti alle prese con l’ultimo anno del liceo. Entrambi sono arrivati da poco a Pergine Valsugana. Lei dopo una serie di trasferimenti in cui i suoi genitori l’hanno trascinata, stanca e desiderosa di mettere radici. Lui con una storia molto più misteriosa alle spalle.
Tra le consuete vicende liceali, gli amori non corrisposti, le cotte per i prof e la preoccupazione per interrogazioni ed esami di maturità, si fanno strada misteri e curiosità sulla vera storia di Colin. Chi è questo bellissimo ragazzo che dice di arrivare dall’Irlanda ma racconta poco e niente di sé? La trama di Spire e Radici si avvolge attorno a questa domanda, con una struttura narrativa che ci porta a voler scoprire tutto di lui e di chi lo sta cercando.
Gli elementi ispirati alle leggende trentine (attenzione, da qui in poi piccoli spoiler sulla trama di Spire e Radici)
Già dal principio sappiamo che Colin non è chi dice di essere: il primo capitolo ci porta nel mezzo di un’azione concitata, quando si presenta a casa di Elena con vistose ferite sulla testa. Ma non sappiamo cosa le abbia provocate. Solo nel flashback successivo, seguendo pian piano il dipanarsi della loro storia in doppio POV, ci viene rivelato che il ragazzo conosce bene le creature del folklore trentino. E non solo: conosce moltissime cose, ha una memoria di ferro, sembra aver vissuto mille vite. Perché le ha vissute.
Scopriamo che Colin è un Haselwurm, egli stesso una creatura mitologica trentina. Si chiama anche verme del nocciolo ma in alcune leggende, e nella storia di Spire e Radici, è un mutaforma che assume le sembianze di un grande serpente. La sua connessione con la natura è solo uno dei poteri che lo rendono sovrumano, paranormale appunto. Percepisce i cambiamenti climatici e le sensazioni fisiche delle persone e degli animali intorno a lui, e si trasforma ogni 9 anni in una nuova persona. Quella di Colin è solo la sua “versione” più recente, che di tutte le vite precedenti mantiene la memoria ma non i sentimenti.
Spire e Radici è un romanzo fantasy romantico?
Sì, Spire e Radici riscrive il folklore trentino nella narrativa contemporanea e nel suo genere più amato: il romance. Al cuore della storia c’è l’amore tra Elena e Colin, un legame puro molto lontano dai tropes più diffusi della narrativa contemporanea. Colin è un essere paranormale che ha più di 500 anni, ma è anche un ragazzo estremamente gentile, empatico, comprensivo. Il suo legame con la natura lo rende più sensibile di altri ai cambiamenti d’umore e alle impercettibili paure di Elena, ma io voglio pensare che sia anche la sua esperienza secolare ad avergli insegnato un certo rispetto per i sentimenti altrui.
Ecco, per noi amanti dei bad boys Colin è una ventata d’aria fresca. Dopo aver trascorso diversi secoli a evitare le relazioni umane e a soffrire in silenzio per un trauma subito, conoscere Elena gli fa scoprire il vero amore. Un amore che non pretende ma lascia spazio, non si impone ma apre alla completa autodeterminazione. Ed Elena di determinazione sa qualcosa: è lei a scegliere se, come, quanto aprirsi con questo ragazzo misterioso. Il suo desiderio di scoperta e il suo sentimento la portano a voler conoscere tutto di Colin, anche i lati apparentemente spaventosi della sua natura immortale. Soprattutto, a lavorare con lui per sconfiggere il perfido Paracelso.
I temi portanti del romanzo
Nonostante usi elementi tipici del romance spicy contemporaneo con scene esplicite, l’autrice Erika Poderi ha fatto un grosso lavoro di ricerca, di editing e di cesellatura della trama di Spire e Radici per aggiungere profondità. Seppure al centro del romanzo ci sia la storia d’amore, i temi secondari sono importanti per il proseguimento della narrazione e si intersecano con intelligenza agli elementi puramente romantici. Ci sono il legame con il territorio, le radici che Elena tanto desidera e che per Colin sono un miraggio.
Nella trama si inserisce anche il trauma, con le drammatiche storie familiari dei due protagonisti che li spingono a trovare un’ancora e una speranza l’uno nell’altra. Non mancano gli stilemi classici della narrativa young adult: battibecchi tra amiche, paure per il futuro, la classica e intramontabile incomunicabilità tra figli e genitori, che pure Erika Poderi ha saputo esplorare in modo originale. Ci sono sprazzi di comprensione, di apertura, di ricerca di una connessione in tutte le relazioni secondarie dei protagonisti.
E soprattutto c’è un forte sentimento di connessione con la natura. Il territorio trentino è forse il terzo protagonista della storia, con le sue montagne aspre e i boschi impervi, e le creature naturali e innaturali che vi abitano. Il nocciolo, fonte del potere di Colin e in qualche modo suo genitore, accoglie e nutre, spaventa e affascina. Nella figura del malvagio Paracelso, il leggendario alchimista che ha ispirato tante delle storie fantasy che più amiamo, non è difficile ravvisare il simbolo del cambiamento climatico. L’arroganza dell’uomo che sfrutta la natura per cibarsi all’infinito di potere e supremazia.

La mia recensione
Quando un’autrice mi consegna tra le mani la sua opera, ormai lo sai, faccio di tutto per raccontartela in maniera rispettosa e onesta. Non ti dirò mai che un libro non abbia difetti o sbavature solo perché mi è stato regalato. Ma davvero Spire e Radici è un romanzo che funziona in tutto e per tutto. Pensa, l’ho iniziato in un pomeriggio di dolore e finito con 10 giorni di anticipo rispetto alla tabella di marcia. Sa dosare con delicatezza la storia d’amore e l’elemento fantasy. Ci sono episodi molto vicini a quelli che ho vissuto nell’anno della maturità e la ricerca ossessiva di un alchimista pazzo per la vita eterna.
Mi sono sentita lì, con Elena e Colin, a sbuffare sull’ennesimo progetto scolastico quando hai 18 anni (o più di 500) e il tuo pensiero è altrove. Alla persona per cui ti sei presa una cotta forse. Oppure alla lite con tua mamma. O alla preoccupazione per la tua migliore amica incasinata in una storia pericolosa. O ancora a quello che farai quando il liceo sarà finito. Mi sono sentita anche lì in Trentino, tra quei boschi che conosco poco e amo molto e che l’autrice ha saputo trasformare in un’ode alla connessione tra tutte le creature. Naturali e soprannaturali, accomunate dal ciclo di vita, morte e rinascita che in fondo sperimentiamo anche noi.
Lo stile narrativo di Erika Poderi
Ho divorato Spire e Radici perché lo stile narrativo di Erika Poderi è appassionante e nel suo romanzo di esordio si leggono tutta la sua attenzione e la sua esperienza editoriale. Erika lavora come grafica, editor e correttrice di bozze e la sua professionalità si sente. Dopo aver presentato Spire e Radici alla seconda edizione del Premio Arcimago ottenendo così interesse nel mondo del fantasy italiano contemporaneo, ha lavorato e rilavorato sulla sua bozza. E si sente.
Questo è un romanzo autopubblicato. Anch’io, se ti ricordi, ho autopubblicato un libro, e ho commesso tutti gli errori da principiante che ci si aspetta. Erika no. Soprattutto, non ha avuto fretta. Ha lasciato al suo romanzo il tempo per respirare, per trovare il suo pubblico, per diventare una creatura adatta al mercato. Lo ha ripulito delle scene non necessarie, come racconta lei stessa su Instagram, lo ha sottoposto a un processo di editing serrato. E ha portato in libreria un prodotto davvero ottimo. Chapeau a lei per la costanza, la ricerca, l’impegno e l’innegabile talento. Senza falsa retorica, sono curiosa di vedere in quali altri mondi ci condurrà.

Ringrazio Erika Poderi per questo inaspettato e delizioso regalo.
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