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Sempre di più, per fortuna, le bambine hanno modelli positivi a cui ispirarsi. Storie di donne coraggiose, libere, anticonformiste, che hanno saputo costruire la propria vita al di là dei freni della società e degli stereotipi. Proprio come ha fatto Maud Wagner, la prima tatuatrice americana.

Carlotta De Melas racconta questa figura storica così poco conosciuta in Italia in questo libro, splendidamente illustrato da Maria Lucia Carbone ed edito da Maschietto Editore. «Ho scelto di raccontare la storia di Maud Wagner dal punto di vista della figlia», mi ha detto, «per puro istinto. Io stessa mi sono chiesta come potrebbe raccontarmi, un domani, mia figlia. Credo che tutti noi facciamo parte di un grande libro, e la nostra storia dipende da chi la racconta o da chi l’ha vissuta. Narrare Maud come mamma mi ha aiutata a indagare quanto possa essere strano ritrovarsi in una famiglia che nei primi del ‘900 gira l’America. Una famiglia che non ha, apparentemente, una radice, per poi scoprire che la radice più importante è quella che tiene unite le persone come una calda coperta».

Un’illustrazione di Maria Lucia Carbone all’interno del libro

Chi era Maud Wagner?

Il racconto parte proprio dalla domanda «Lotteva, dove si trova la tua casa?». La bambina percorre a ritroso la storia di mamma e papà, un’artista circense e un esploratore e navigatore, che avevano in comune la passione per i tatuaggi. Non voglio svelarti troppo del libro, ma l’incontro tra Maud e Gus sembra disegnato nel loro destino. Entrambi sono alla ricerca di qualcosa, qualcosa che spesso tendiamo a considerare il contrario di una casa: un orizzonte da raggiungere e superare. Lo raggiungono, lo superano, ne trovano un altro da inseguire. Nasce così una famiglia atipica, in cui l’amore, i disegni sul corpo, le storie e le avventure sostituiscono il focolare domestico.

Quando la creatività è uno stile di vita

Maud Wagner è una donna realmente esistita, ed è stata davvero la prima tatuatrice d’America. Quella di lei e Gus è una favola moderna, che si dipana tra invenzioni scientifiche, evoluzioni circensi, viaggi alla fine del mondo e, ovviamente, tatuaggi. Sono un modo per esprimere sé stessi, raccontarsi, ma anche separarsi idealmente e visivamente da un mondo che li vorrebbe diversi. Più composti, più stabili, meno vagabondi, meno avventurosi. Lotteva recepisce le belle e brutte reazioni che la sua mamma suscita nella gente. Una donna, la prima, tutta dipinta da capo a piedi, bellissima, coraggiosa, indomita. Che affascina e spaventa e per questo viene a volte additata. Ma il suo è uno stile di vita a cui non può sfuggire. Maud è creatività pura e la sua intera vita è un’opera d’arte.

Un’illustrazione di Maria Lucia Carbone all’interno del libro

Un esempio per le bambine grandi e piccine

La delicatezza con cui Carlotta ha raccontato la storia di Maud Wagner mi ha commossa. Questa non è una mamma qualsiasi, ma è una mamma splendida. Unica, priva di preconcetti, creativa e visionaria come l’uomo con cui ha scelto di dividere la sua vita e la sua famiglia. E proprio con gli occhi di Lotteva scopriamo il più importante insegnamento. Lei non si è mai tatuata, nonostante abbia imparato a leggere, scrivere e tatuare all’età di sei anni. Perché il punto non è mai stato il tatuaggio in sé. Il punto è dare a ogni bambina, a ogni bambino, ma anche a ogni persona adulta, la piena libertà di essere sé stessa. Di raccontarsi, di tracciare la propria via, di narrare la propria storia come e con chi vorrà.

Perché leggere Mia mamma Maud Wagner

A questo punto lo avrai capito: perché di questo piccolo, poetico promemoria abbiamo tanto bisogno. Il libro illustrato è consigliato dagli 11 anni in su, ma io credo che tu possa leggerlo anche se hai superato da un po’ quest’età. Se ami i tatuaggi e l’arte in generale, perché le illustrazioni sono stupende. Se ami la poesia e la storia, perché il racconto le intreccia in un equilibrio perfetto. Se vuoi scoprire personaggi femminili forti che non indossano un’armatura, ma si fanno strada nel mondo a modo proprio. Per me è stato un piacere immenso conoscere la storia di Maud e della sua famiglia e chiedermi anch’io che storia sto scrivendo? Come verrò raccontata un domani? Non lo so ancora, ma ho scoperto che voglio disegnarla a modo mio.

Mia mamma Maud Wagner libro

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Io ringrazio Maschietto Editore e Carlotta De Melas per questo gradito omaggio.

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