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C’è un libro piccino piccino che, una volta letto, ti cambierà la vita. Si chiama L’arte della Guerra ed è un trattato militare, scritto dal generale Sun Tzu circa 25 secoli fa. Ma cosa c’entra un trattato militare cinese con il fatto che la fibromialgia d’estate peggiora? Ecco, da L’arte della Guerra le lezioni che ho imparato sono applicabili anche in questo caso, e ti spiego come.

L’arte della Guerra, le lezioni che ho imparato

Se conosci il nemico e te stesso, la tua vittoria è sicura. Se conosci te stesso ma non il nemico, le tue probabilità di vincere e perdere sono uguali. Se non conosci il nemico e nemmeno te stesso, soccomberai in ogni battaglia.”

L’arte della Guerra, Sun Tzu

Ecco la frase forse più significativa del libro, quella che veramente si può applicare a tutte le situazioni della vita. E se è vero che la vita è una guerra, per i malati cronici la battaglia infuria costantemente.

Ma la rabbia continua e il contrasto irrefrenabile non ti aiuteranno a stare meglio, anzi. Peggioreranno i tuoi sintomi. Come puoi affrontare l’estate, ancora una volta con la pandemia di mezzo, senza impazzire? Conosci te stesso e conosci il tuo nemico: Sun Tzu la sa lunga.

Nella malattia il tuo nemico sei spesso tu. Eh sì, è brutto da dire, ma è così. Il tuo corpo, quando è malato, lotta contro di te e anche la tua mente non se la passa tanto bene. Ma puoi vincere anche questa battaglia, come tutte le altre.

Conosci te stesso: la fibromialgia d’estate peggiora e lo sai

Conosci il tuo corpo da quando sei nato e la fibromialgia, forse, altrettanto bene. O comunque siete amici di vecchia data. Sai bene quale dei tuoi sintomi della fibromialgia peggiora d’estate, sai quali sono i tuoi punti deboli e i tuoi punti forti. Se non lo sai, imparalo. Osservati, studiati, conosci te stesso. Sii il tuo studio sul campo.

Quando saprai quali sono i sintomi peggiori, cosa li scatena, quali condizioni ti fanno star male, sei in grado di evitarle o attenuarle. O almeno di capire se il gioco vale la candela: quella festa in spiaggia ti farà venire la cervicale, i dolori alle cosce perché stai seduto a gambe incrociate e inasprirà i problemi del pavimento pelvico perché avrai difficoltà a trovare un bagno pulito. Però forse ne varrà la pena, per cantare le tue canzoni preferite a squarciagola con gli amici. O forse no. Solo tu puoi saperlo.

Valuta con calma i giorni (o le ore) di pausa tra un’attività impegnativa e l’altra. Soprattutto, impara a dire no quando il tuo corpo te lo chiede.

Conosci il tuo nemico: i sintomi peggiori

La fibromialgia d’estate peggiora più o meno per tutti. Indipendentemente dai tuoi sintomi abituali, le temperature sahariane e i temporali estivi probabilmente influiscono. Ma ancora una volta, solo tu sai cosa puoi sopportare e cosa no.

Gioca d’anticipo: organizza giorni di relax tra una giornata al mare e l’altra; evita l’aria condizionata diretta; cerca luoghi di vacanza adatti alle tue difficoltà. Non dimenticare di portare con te tutto ciò che può servirti a stare meglio (farmaci, pomate, olii, cuscini da viaggio, abiti e accessori confortevoli). Cerca di creare le condizioni ideali per vivere serenamente le tue ferie.

Ciò non vuol dire che non avrai dolori o momenti di flare up, ma che forse saprai gestirli meglio. Prepara il campo di battaglia e affronta la guerra come meglio puoi.

Quando il nemico non sei tu (né la fibromialgia d’estate)

Capiterà, te lo dico, che il nemico in questa battaglia non sia tu. E che non sia neanche la tua patologia. Capiterà che il “nemico” siano in realtà i tuoi amici, i tuoi familiari, il tuo partner, le persone che ti stanno accanto e che ti vogliono bene.

Non lasciarti trascinare in battaglie che non vuoi e non puoi combattere. Conosci te stesso, abbiamo detto, no? Allora riconosci anche gli argomenti che non vuoi affrontare, le liti che non vuoi avere, le persone tossiche con cui non vuoi avere a che fare. O almeno da evitare il più possibile.

Evita tutti coloro che:

  • vogliono conoscere tutti i dettagli della tua malattia mentre magari ti stai godendo la giornata in spiaggia;
  • ti raccontano ca**i e mazzi della LORO malattia mentre, per una volta, non stai pensando alla tua;
  • si permettono di giudicare le tue terapie, le tue abitudini, le precauzioni che prendi per affrontare la fibromialgia d’estate (fosse anche solo preferire il caldo all’aria condizionata o viceversa);
  • osano dirti che “beh allora non stai così male”, se per una volta in vacanza ti permetti qualche vizio;
  • non rispettano i tuoi confini fisici, mentali o emotivi che siano.

Hai affrontato un (altro) anno di pandemia. Per altri 12 mesi hai sopportato il dolore, lo strazio, la solitudine, la stanchezza dovute alla tua malattia. Te le meriterai due settimane di pace, o no? Eh.

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