the-bold-type

The Bold Type è arrivata da poco su Netflix con le sue prime 3 stagioni. Manca la quarta, già uscita in USA e attualmente visibile in Italia solo su Sky. Ma non importa come finirà: possiamo già fare un confronto con la sua “mamma” televisiva, Sex & The City.

The Bold Type è il nuovo Sex & The City

Lo abbiamo cercato in lungo e in largo, abbiamo pensato che fosse Girls (nope). Abbiamo pensato persino che Emily in Paris potesse essere il nuovo Sex and The City (ma proprio nope).

L’unico vero nuovo Sex & The City è The Bold Type. Nella sua terribile traduzione italiana “Ragazze Audaci”, questa serie tv è la vera erede del telefilm cult anni ’90-2000. Ragazze audaci sì, ma mica sceme.

Kat, Jane e Sutton hanno una differenza essenziale con Samantha, Carrie e compagnia bella: sono delle Millennials. E questo avrebbe potuto giocare a favore o a sfavore del telefilm, ma sorprendentemente funziona.

New York, New York

Se Sex & The City aveva una quinta, silenziosa protagonista, New York, ecco che la città riappare prepotente in The Bold Type. New York fa da sfondo alle giovani protagoniste, ma è anche protagonista lei stessa. Più di un episodio la vede al centro di dibattiti tra le ragazze e con i personaggi secondari.

Perché se c’è una cosa di queste serie tv che non si può assolutamente cambiare, e che non cambia neanche con la rivoluzione generazionale e a vent’anni di distanza, è che la vita di queste donne non sarebbe la stessa in nessun’altra città al mondo.

La città che non dorme mai è il fulcro del mondo del giornalismo e della moda, così presenti in entrambe le serie, ed è anche il battesimo del fuoco di ogni giovane donna americana. If I can make it there, I’ll make it anywhere, cantava Liza Minnelli già nel ’77. Infatti aveva ragione. Accanto alla carriera, all’amicizia e agli amori, all’impegno sociale e alle lotte femministe, New York è una sfida e un’amica per le protagoniste di queste serie tv.

Le differenze tra The Bold Type e SATC

Una delle differenze più evidenti tra le due serie tv è chiaramente la mancanza di una “quarta” amica. The Bold Type rompe gli schemi delle serie tv che devono avere sempre un numero pari di protagonisti (2, 4 o 6) e ne impiega 3.

Sono tre giovani donne (molto più giovani dei loro corrispettivi in SATC) completamente diverse tra loro. Eppure si incontrano e si scontrano in quelle che sono le sfide quotidiane di qualsiasi millennial: la ricerca di una carriera e di un’identità, le difficoltà sentimentali, il rapporto con la moda e i social media, l’impegno politico.

Ed ecco un’altra grossa differenza con Sex & The City. Carrie & co. erano donne adulte, realizzate nella carriera, pronte a “sistemarsi” in un settore o nell’altro. Certo, hanno raccontato l’amore e il sesso come mai erano stati raccontati da voci femminili. Ma ecco cosa facevano. Raccontavano.

Carrie vs. Jane

Se Carrie Bradshaw è l’emblema della giornalista newyorkese dal successo inspiegabile (con una rubrica settimanale riesci a pagare un monolocale di lusso a Manhattan, Carrie?), la sua controparte in The Bold Type non potrebbe essere più diversa.

A parte il rapporto con gli uomini (molto più votato alla costruzione di una relazione equa che alla spasmodica ricerca del lui perfetto), la differenza principale tra le due protagoniste è nel loro lavoro. Carrie racconta, con uno stile frizzante e pungente, la sua vita quotidiana. Il sesso e la città.

Jane è una reporter. Certo, costretta dalle circostanze e dai suoi capi a dedicarsi a volte a lavori degradanti (scrivere quiz per Scarlet è un duro lavoro, ma qualcuno dovrà pur farlo). Ma nell’anima è una reporter. Una che cerca la notizia e la racconta senza paura. A volte con una pedanteria che la rende poco simpatica, c’è da dire.

The Bold Type vs. SATC

Ed ecco forse qui riassunto il fulcro della querelle The Bold Type vs. Sex & The City. Se alla fine degli anni ’90 le ragazze avevano bisogno che qualcuno raccontasse la loro vita, le loro sfide, le loro romantiche fantasie, oggi le millennial vogliono di più. Vogliamo di più. Vogliamo la carriera e l’amore, la famiglia e gli amici, vogliamo vivere la vita vera della città e quella virtuale (e altrettanto vera) dei social network.

Soprattutto, come ci insegnano Jane, Kat e Sutton, non vogliamo fermarci né sistemarci. Non nel senso letterale del termine. Quello che vogliamo, in amore e nel lavoro, nella vita e nella società, è una libertà totale e incondizionata. Vogliamo essere donne e vogliamo essere libere. E le serie tv che ci raccontano non saranno mai abbastanza.