Imparare a porre limiti, stabilire i propri confini emotivi è sempre fondamentale, per tutti. Lo diventa un po’ di più, forse, quando si è malati cronici. Il proprio “vaso” come dice la mia psicologa, è già pieno fino all’orlo e non c’è abbastanza serenità mentale ed emotiva per accogliere le richieste di tutti. Vediamo cosa significa.

Cosa vuol dire porre dei limiti emotivi

Come la casa che abitiamo e lo spazio intorno a noi, anche la nostra sfera emotiva ha dei confini. Si tratta insomma di una proprietà terriera da recintare e difendere.

Tutto ciò non vuol dire costruire muri per lasciare fuori gli altri, ma creare una “bolla” difensiva in cui vivere sereni senza permettere a chi ci sta accanto di invaderla ogni volta che vuole.

Quali sono i tuoi confini?

Questo, baby, lo sai solo tu. Uno psicologo di fama mondiale scrisse

Porre dei limiti significa semplicemente stabilire cosa ti sta bene e cosa no.

Niente di più semplice, vero? Vero? Eh no. Se sei una persona empatica e tendenzialmente introversa, dal carattere pacato, porre dei confini attorno alla tua proprietà spirituale è un’impresa titanica.

In realtà, tu sai perfettamente cosa ti sta bene e cosa no. Lo so io, lo sai tu, lo sa la mia terapeuta, probabilmente lo sanno anche le persone che (volontariamente o meno) superano quei confini in maniera sistematica.

Vampiri emotivi e altre creature spaventose

Se dire di no ti è complicato, se aiutare una persona in difficoltà è un obbligo morale anche se non hai gli strumenti per farlo, se ascoltare gli altri e le loro lamentele è il tuo sport preferito… Sei la migliore preda per le persone tossiche.

Le persone tossiche, i cosiddetti vampiri emotivi, non sempre sanno di esserlo. Narcisisti, egoisti, vittime di professione, possono non sapere che stanno abusando emotivamente di te. Eppure lo fanno.

Per esempio, ti è mai capitato di sentirti letteralmente stremato dopo una conversazione, dal vivo o telefonica? Oppure hai mai provato una sensazione di nervosismo e insofferenza nell’interagire con qualcuno? Ecco, quello è un vampiro energetico.

Può essere chiunque, il tuo partner, un membro della tua famiglia, un amico, un collega. Di nuovo, può non rendersi conto della sua tossicità. Ma ciò, purtroppo, non vuol dire che tu non ne risenta.

Porre dei limiti se sei malato cronico

Lo sappiamo, noi malati cronici: abbiamo già tantissimi limiti, tantissime esigenze, tantissimi NO da dire rispetto a inviti, lavori, occasioni di socializzazione. Dobbiamo dire No così spesso, semplicemente perché stiamo male, che in noi subentra un serpeggiante senso di colpa.

Allora non diciamo di NO a nient’altro. Non sappiamo stabilire se una cosa non ci va, se semplicemente non fa per noi, se abbiamo di meglio da fare. Anzi: lo sappiamo perfettamente, ma ci sentiamo in colpa ad ammetterlo.

Ho detto di no alla zia per la cena di sabato perché avevo l’emicrania, oggi devo dirle per forza di sì anche se in tv c’è la mia serie preferita.

Davvero non possiamo porre dei limiti emotivi?

Ovviamente, la risposta è no. Tutti, sempre, abbiamo il diritto di porre dei limiti per qualsiasi motivo. Il fatto di avere una malattia cronica che ci impone dei sacrifici non vuol dire che dobbiamo fare tutto il resto. Non vuol dire che la malattia sia l’unico motivo al mondo per dire NO.

Se non ti va di andare dalla zia perché preferisci guardare la tua serie preferita, NO. Gli amici vogliono organizzare una mega festa anche se là fuori c’è una pandemia e tu ritieni che non sia prudente? Puoi dire NO. Oggi stai benissimo e hai voglia di fare una passeggiata al mare invece di trascorrere la giornata ad ascoltare le lamentele altrui? Spegni il cellulare. Disinnesca la miccia. Sganciati dalla situazione.

In una parola: difendi i confini.

L’autodifesa deve essere il tuo pensiero costante

E questo non vuol dire stare perennemente sulla difensiva. Vuol dire riconoscere cosa è tossico per te, cosa ti fa stare male o ti rovina la giornata quando stai già male di tuo. O quando, per una volta, finalmente, stai bene.

Il tuo benessere fisico va preservato sempre e il tuo benessere emotivo… anche. Impara ad armare la guarnigione. Prepara la via di fuga dalle cose, dalle situazioni, dalle persone tossiche. Anche se le ami, anche se vuoi loro un mondo di bene. Se ti fanno del male, vanno evitate. O almeno limitate, perché non superino quei famosi confini della tua serenità mentale ed emotiva.

Alcuni trucchetti per porre limiti senza essere aggressivi

So cosa stai pensando: come faccio a porre dei limiti con le persone che amo? Come faccio a dire loro che sono tossiche per il mio benessere mentale? Non devi, non necessariamente.

In effetti non devi una spiegazione a nessuno su nessuna delle tue scelte. A meno che non sia illegale, pericolosa per te stesso o per gli altri, qualsiasi cosa scegli di fare va bene. Non devi giustificarti.

Allora ecco qualche trucchetto per disinnescare le situazioni tossiche senza creare conflitti:

  • Spegni il cellulare. I know, right? Chi spegne veramente il cellulare di questi tempi? Sicuramente non io, che con il cellulare e i social media ci lavoro. Però posso mettere il silenzioso, lasciarlo sul tavolino abbastanza lontano da me da non sentire il bisogno di controllare ogni singola notifica ma allo stesso tempo accorgermi se c’è un’emergenza.
  • Crea una via di fuga. Quando sai di dover interagire con una persona che per te è tossica (anche se le vuoi bene), prepara una via di fuga. Puoi dire che il cellulare è scarico se siete al telefono, così a un certo punto staccherai la chiamata. Puoi fingere che qualcuno ti stia chiamando dall’altra stanza. Oppure inventare un impegno successivo se vi vedete di persona. Insomma, limita il tempo da trascorrere con questa persona o in questa situazione, per limitare l’effetto negativo che ha su di te.
  • Cambia argomento quando la situazione si fa pesante. Ok, ci sono persone tossiche, ma ci sono anche argomenti e atteggiamenti tossici. Anche la persona che ami di più può diventare un vero peso quando fa un monologo su qualcosa che ti innervosisce o insiste su un argomento che non vi vede d’accordo. Se sei un malato cronico, questo ha spesso a che fare con la malattia. Ci convivo tutti i giorni, non voglio sentirne parlare anche mentre sono al telefono o davanti a un’aperitivo con le amiche. Così cambio argomento, faccio una battuta per alleggerire l’atmosfera o, se la persona che ho davanti insiste, uso la via di fuga di cui sopra. Bye bye!

Limiti emotivi e malattie croniche

Eh sì, c’è una stretta correlazione tra le due cose. Se convivi con una malattia cronica, magari da tutta la vita, hai trascorso più tempo di quanto vorresti a leggere, ascoltare e parlare di malattie. Troppo.

Così, soprattutto in questo periodo di pandemia, può essere veramente dannoso continuare a parlarne. Sviscerare i sintomi, cercare risposte, lamentarti dei medici che non capiscono e i vaccini che non arrivano e l’emicrania che non ti lascia in pace.

Disinnesca. Quando qualcuno tira fuori l’argomento, fai un’inversione a U. Puoi farlo con una battuta, con un cambio di argomento o anche semplicemente dicendo “non mi va di parlare di questo adesso“. Sei pienamente libero di gestire la narrazione della tua malattia come vuoi. Quando vuoi. Con i mezzi e gli strumenti che preferisci e con le persone con cui ti senti a tuo agio.

Il resto, se è tossico, deve restare fuori dai confini. Metti del filo spinato attorno alla questione.