Ci risiamo: dopo la storia di Ellie Goldstein, la nuova modella Gucci fa ancora scalpore. Da settimane non si parla (e non si sparla) d’altro che di Armine Harutyunyan, la modella armena scelta da Alessandro Michele & co. Solo questione di marketing, si dice. Ma perché si discute ancora e ancora e ancora di questa ragazza?

 

Tuto è marketing, baby!

Della povera Armine (che povera non è: fa la modella per Gucci!) si è detta la qualsiasi. Che sia brutta, che sia bella, che sia una delle donne più belle del pianeta Terra o un’aliena proveniente da chissà dove. Una cosa però è chiara a tutti: è tutto marketing

Eh. Tutto marketing. La gente lo scrive sui social network come fosse un insulto. Ma non lo avete capito, che è tutto marketing? è una frase che ho letto almeno 10 volte nell’ultima settimana. Sì, lo abbiamo capito. Non avevamo mica bisogno di te, l’intellettuale che la sa sempre più lunga degli altri. Quello/a che mica si fa fregare, no, lui/lei lo ha capito che è tutto marketing

Beh sai che ti dico, intellettuale dei social network da strapazzo? Tutto è marketing, baby! Anche quello che faccio io, quando decido di pubblicare un post o un altro su facebook, è marketing. Anche la tua frasetta sprezzante sul fatto che è tutto marketing, sveglia!, anche quello è marketing. Nell’era in cui siamo tutti in vendita (per lavoro, per popolarità, per puro ego) ogni nostra mossa, volontariamente o involontariamente, aiuta a farci pubblicità. E non venire a dirmi che non è così, che tu te ne freghi dei like e dei cuoricini. Perché se così fosse, i tuoi pensierini arguti li scriveresti su un diario e non su un social network accessibile a chiunque. Vero?

Ora pensa. Se tu, che di mestiere fai il carpentiere/l’infermiera/la maestra elementare/l’idraulico usi il marketing ogni giorno… perché fare marketing dovrebbe essere una cosa negativa per un’azienda dal fatturato miliardario? No pensaci, poi voglio la risposta. 

Cos’è il marketing?

“Il complesso delle tecniche intese a porre merci e servizi a disposizione del consumatore e dell’utente in un dato mercato nel tempo, luogo e modo più adatti, ai costi più bassi per il consumatore e nello stesso tempo remunerativi per l’impresa”.

Questa è la definizione di marketing da vocabolario, eh. In due parole: fare marketing vuol dire aumentare le possibilità di vendita di un prodotto. Ora, capiamoci, il marketing si può fare in mille modi e ultimamente, come tutte le cose del mondo, è sempre più orientato al digital. 

Più si parla della nuova modella Gucci, più Gucci vende. Capito come? Il 31 agosto 2020 Armine Harutyunyan è stata la parola più cercata su Google in Italia. La più cercata in assoluto. Cioè, gli italiani hanno imparato a scrivere Harutyunyan pur di vedere le foto della nuova modella Gucci

Hai idea di che impatto possa avere tutto ciò sull’azienda Gucci? Lo sai che significa essere al primo posto sulle ricerche Google mentre nel mondo c’è una pandemia e il sistema moda (come tutti gli altri) è in piena crisi? Significa che il reparto marketing di Gucci funziona come un orologio svizzero. Punto. Eh sì, perché fare marketing è una scienza che unisce economia, psicologia, copywriting, studio dei social network. Il signor responsabile-marketing-di-Gucci sapeva perfettamente cosa faceva, quando ha presentato al mondo Armine Harutyunyan come nuovo volto della griffe. Non gli serviva l’intellettualoide di twitter a dirgli che ehi, questo è marketing. Lo sapeva già. Lo fa per mestiere. Un sacco di persone fanno marketing per mestiere e sono quelle che indirizzano, più o meno inconsciamente, la scelta del tuo shampoo e quella del tuo voto alle elezioni regionali. Hai capito, intellettualoide di twitter? C’è uno, da qualche parte nel mondo, che è pagato per decidere di cosa parlerai domani. E tu lo accontenti sempre. Ci sono tantissime persone pagate per decidere di cosa parlerai domani, me compresa. 

La pubblicità è l’anima del commercio

Ora io te l’ho buttata lì, intellettualoide di twitter, ma non prenderla sul personale. Fare marketing non è un reato. Non vogliamo impiantarti un microchip nel cervello per convincerti a comprare un prodotto invece di un altro (a quello ci penserà Elon Musk, dice che già ha tuttecose pronte). 

Facciamo il nostro lavoro: presentare le caratteristiche di un brand nella maniera più positiva, inclusiva e provocatoria possibile. Eh sì. Dobbiamo creare un dibattito intorno all’azienda che ci paga. Così ti diciamo: questa è la nuova modella di Gucci. E lo sappiamo, che se sarà magra alta e bionda griderai alla standardizzazione dei corpi; se sarà disabile dirai che siamo bravi buoni e belli però boh, io avrei scelto una normale; se sarà una ragazza con il nasone e le sopracciglia folte dirai che eri meglio tu. Però comunque parlerai di Gucci. E Gucci venderà. E questo è quello che Gucci vuole, così ci pagherà di più. Capito?

Il marketing non è reato, ma neanche un lasciapassare

Tutto è marketing baby, te lo dico di nuovo: tutto è marketing. Sai cosa non è marketing? Sai cosa nessun copywriter né responsabile della comunicazione potrà mai decidere per te? La tua reazione. 

Gucci prende una nuova modella, la mette in uno scatto glamour, la sceglie appositamente per la sua diversità. Lo sa che scatenerà una serie di reazioni. Ma la reazione schifata, quella di scrivere che Armine è brutta, che è un ce**o, che non te la sco***esti neanche morto, è tua. Sei tu che lo hai pensato, sei tu che lo hai scritto.

Sei tu che ritieni accettabile insultare una persona in maniera così meschina, misogina, schifosa e che nulla ha a che vedere con il suo lavoro (almeno, che io sappia il contratto di modella per Gucci non ti obbliga ad avere rapporti sessuali con tutti gli utenti di twitter e facebook. Se mi sbaglio, fatemi sapere). Sei tu che fai schifo. Non dare la colpa al marketing.