Non ci aspettavamo un Unbreakable Kimmy Schmidt 5 e sembrava che non ci fosse alcun motivo per continuare la serie comedy di Tina Fey e Robert Carlock conclusasi lo scorso anno. Eppure là dove noi spettatori non vedevamo nuove possibilità, Netflix ha esplorato il nuovo modello di storytelling del film interattivo. Il risultato è… in pieno stile Kimmy Schmidt. E onestamente, ne avevamo bisogno.

Kimmy vs. il Reverendo: la trama e la struttura del film interattivo

Dopo il successo di Bandersnatch, il film interattivo della serie Black Mirror, sembra che Netflix si sia appassionato a questo tipo di storytelling. Anzi, gli spettatori si sono appassionati all’idea di un prodotto di intrattenimento del tipo choose-your-own-adventure.

Le similitudini con Bandersnatch, però, finiscono qui. Unbreakable Kimmy Schmidt non è mai stata considerata una serie tv di Netflix dal successo planetario: la sceneggiatura e i personaggi sopra le righe la rendono poco appetibile al pubblico mainstream. Ma è proprio il suo substrato di nonsense a dare a questa serie la struttura perfetta per un film interattivo.

Alla fine della quarta stagione, avevamo lasciato Kimmy finalmente ben inserita nel mondo reale (beh… più o meno) e in odor di successo mondiale grazie al suo libro per ragazzi. Il film Kimmy vs. Il Reverendo riprende qualche anno dopo. La nostra ragazza-talpa preferita è sempre una svampita ingenua e dal cuore d’oro, ma ha finalmente incontrato l’amore vero. Si tratta di Frederick, un delizioso Daniel Radcliffe (ve ne parlerò più avanti), 12° in linea di successione al trono d’Inghilterra. Tre giorni prima del matrimonio, Kimmy scopre in una tasca segreta del suo zainetto Jenny un libro che non aveva mai visto (proprio del tipo choose-your-own-adventure) e scopre così che ci sono o ci sono state altre donne prigioniere del Reverendo oltre alle quattro inquiline del bunker di Durnsville. Comincia così un’avventura che la porterà a tentare di salvare le ragazze intrappolate.

Ad accompagnare Kimmy, i personaggi che i fan hanno imparato ad amare: l’egocentrico Titus, la snob Jaqueline, la completamente folle Lillian e le tre ex-prigioniere Cyndee, Gretchen e Donna Maria. E, ovviamente, il Reverendo.

Allo spettatore vengono proposte scelte via via più complesse che portano alla risoluzione della storia. Si va dalla scelta dell’abito da sposa di Kimmy all’ardua sentenza con cui uccidere o risparmiare il Reverendo. A differenza di quanto ci si possa aspettare da un film interattivo, però, qui la scelta giusta è solo una. Solo un percorso porta al lieto fine, e non sempre la scelta che sembra più azzeccata è quella corretta. Ogni volta uno dei personaggi compare sullo schermo ad avvisare lo spettatore: hai scelto male, torna indietro. E così le numerose gag e scene al limite dell’assurdo si ripetono finché non si giunge all’inevitabile happy ending.

5 motivi per guardare il film interattivo di Kimmy Schmidt

Se ogni volta che lo spettatore sbaglia una scelta deve tornare indietro, vuol dire che l’idea del film interattivo non ha funzionato, giusto? Sbagliato. Con Unbreakable Kimmy Schmidt il risultato è divertente e ben riuscito, grazie alla sceneggiatura impeccabilmente nonsense e ai personaggi costruiti con maestria. Ecco 5 motivi per guardare Unbreakable Kimmy Schmidt: Kimmy vs. Il Reverendo.

  1. Daniel Radcliffe. Sì lo so, sembra pazzesco metterlo al primo posto: in fondo, è una guest star. Ma il pubblico che lo ha seguito nella sua carriera post-Harry Potter sa che questo posto è meritato. Dopo aver smesso i panni del mago più famoso del mondo, Daniel Radcliffe ha intrapreso quasi solo progetti indipendenti e dalle premesse assurde e ha realizzato film nonsense ma spettacolari. Titoli come Swiss Army Man e Guns Akimbo hanno reso celebre la sua vena comica. Con tempi ed espressioni sempre sul pezzo, è perfetto nel ruolo del futuro marito di Kimmy Schmidt: una parodia del principe Harry e della sua relazione con Meghan Markle.
  2. I personaggi. Come abbiamo già detto, non tutti hanno apprezzato Unbreakable Kimmy Schmidt e, nonostante le numerose candidature a premi prestigiosi, la serie tv di Netflix non ha mai raggiunto una popolarità assoluta come altri prodotti del colosso dello streaming. Vi siete chiesti perché? Perché non ci sono personaggi “normali”. Il grande pubblico non ha un eroe classico (uomo, bianco, cristiano, eterosessuale) in cui identificarsi e questo manda in pappa il cervello di moltissimi spettatori. Che testoline vuote, eh?
  3. Inclusività e nonsense. Questo punto si ricollega direttamente a quello precedente. I personaggi e le storyline di Unbreakable Kimmy Schmidt sono assurdi. O no? Oppure siamo così disabituati a vedere la sensibilità in un uomo etero che Dong Nguyen ci sembra irreale? E forse non tolleriamo che una vecchietta pazza come Lillian sia una rivoluzionaria e non una Karen? Magari pensiamo al mondo dei nativi americani in maniera talmente stereotipata che Jaqueline e la sua famiglia ci sconvolgono? Certamente un mix delle due cose. Realtà e assurdità.
  4. La scrittura di Tina Fey. Il lavoro della comica e sceneggiatrice è talmente sopraffino che aver creato un mondo complesso e strambo come quello di Unbreakable Kimmy Schmidt sembra facile. Ma non lo è. Proprio per tutti i motivi di cui sopra. Tina Fey (insieme al co-sceneggiatore Robert Carlock) ha creato un caleidoscopio di umanità talmente variegata che possiamo anche perdonarla per la mancanza di inclusività in 30 Rock. Che dite?
  5. Lo storytelling del film interattivo. Grazie a questa sceneggiatura calibrata sulla follia, la struttura di Kimmy vs. Il Reverendo funziona alla perfezione. Funziona perché conosciamo la serie tv e sappiamo che ognuno di questi personaggi potrebbe fare letteralmente qualsiasi scelta fuori dalle righe. Funziona perché, nonostante sia la scelta sbagliata, scovare ogni scena nascosta tra le pieghe del film è una deliziosa caccia al tesoro. In quelle che in un film tradizionale sarebbero “scene tagliate” scopriamo battute ininfluenti che fanno morire dal ridere, riferimenti alla cultura pop e quella satira politica e sociale camuffata da assurdità che tanto amiamo in Unbreakable Kimmy Schmidt.

 

Essere Kimmy Schmidt in tempo di pandemia

Nonostante sia stato scritto in tempi non sospetti (e sia arrivato in Italia con un notevole ritardo proprio a causa della pandemia e della difficoltà a tradurre un prodotto così complesso), il film di Kimmy Schmidt è esattamente quello che ci serviva in questa estate segnata dal Coronavirus. Mentre i casi tornano a risalire, temiamo un nuovo lockdown e non sappiamo cosa fare delle nostre ferie, ci serve proprio una Kimmy Schmidt.

Un personaggio femminile che ha una forza raramente vista in una protagonista di una serie tv: la forza della gentilezza, ma mai sdolcinata. Kimmy ha vissuto un trauma che la segnerà per il resto della vita, eppure si rialza. Sceglie sempre (piccolo spoiler che vi aiuterà nel proseguire con il film interattivo) di essere gentile, a qualsiasi costo. Anche con il suo aggressore. Anche con i suoi amici egocentrici e dalle pretese assurde. Anche con la sua famiglia che l’ha abbandonata nel momento del bisogno. Attenzione: Kimmy non è un modello da seguire. Una donna che viene molestata, aggredita o ferita in qualsiasi modo ha tutto il diritto di cancellare dalla propria vita chi le ha fatto del male. Però è un segnale di un modo di affrontare le cose che potrebbe servirci durante e dopo la pandemia. Possiamo affrontare il mondo con maggiore empatia, con maggiore innocenza, con maggior genuino stupore per le cose belle della vita nonostante ci sia piombata addosso una tragedia. Come fa Kimmy.