Cosa fare a casa quando ti annoi? Chiedilo a un malato cronico

11 marzo 2020


La situazione in cui ci troviamo in questi giorni in Italia sembra la trama di un disaster movie: tutti costretti a stare a casa, chi mostra sintomi di influenza deve stare in quarantena, nessuno spostamento è consentito se non per attività indispensabili. E la domanda sulla bocca di tutti è Cosa fare a casa quando ti annoi? Perché non lo chiedi a un malato cronico, cosa fa lui quando deve passare giorni, e settimane, chiuso a casa? Sono certa che avrà una lista lunghiiiissima e molto molto utile. 


Cosa fare in quarantena?

Questa è una situazione assurda per chi è in perfetta salute, lo so. Lo so che sei confuso, spaventato, arrabbiato, disperato. Lo so perché è quello che provo io non solo da quando lo spettro del Coronavirus ha cominciato ad alitare sul nostro paese, ma da sempre. E lo so, che almeno una volta da quando mi conosci (o da quando leggi il mio blog, o da quando conosci chiunque soffra di una malattia cronica) hai pensato che stessi fingendo. Lo so. Non ce l'ho con te. Forse hai pensato che fosse in qualche modo piacevole, rilassante, divertente, trascorrere giornate e giornate sul divano, senza la possibilità di uscire o di invitare qualcuno a casa, senza neanche potermi alzare dal divano certe volte. Io vivo questi giorni e queste settimane da sempre. Da quando sono una malata cronica. Da quando andavo a scuola. Da quando ne abbia memoria. E questo mi rende più forte di te, almeno da un punto di vista psicologico ed emotivo. Quindi lascia che ti dia qualche consiglio. 


6 cose da fare a casa quando ti annoi

So che pensi che queste settimane di isolamento forzato non finiranno mai, invece finiscono. Te lo assicuro. Arriverà il momento in cui potrai alzarti dal divano, uscire di casa, rivedere i tuoi amici e familiari lontani, andare a fare l'aperitivo e a prendere un caffè al bar, andare in chiesa o in palestra, all'università o al lavoro e la tua vita tornerà normale. E nel frattempo? Nel frattempo riposati, ritrovati, arricchisciti, cresci, conosciti, divertiti. Ci si può divertire anche da soli in casa, te lo giuro. 

1. Dormire. Non ci pensa nessuno, ma quante volte ti sei lamentato della sveglia al mattino, degli impegni quotidiani, delle ore di sonno arretrato? Recuperale. Nessuno verrà a chiamarti prima del 3 aprile. 

2. Leggere. Banale, lo so, ma che altro può suggerirvi una secchiona che trascorre la maggior parte del proprio tempo avendo a che fare con le parole? Recupera quel classico che ti sei sempre ripromesso di leggere; dai un'occhiata alle nuove uscite; immergiti in un saggio su un argomento che ti interessa o nel mondo immaginario di un romanzo fantasy: lì non c'è il Coronavirus.

3. Guardare la tv. Anche qui, banale ma inevitabile. Pensa che fortuna abbiamo avuto: non sappiamo quando finirà la quarantena, ma sappiamo che questo è il momento perfetto per viverla. Abbiamo infinite occasioni di intrattenimento casalingo, canali tematici, servizi streaming che ci offrono letteralmente qualsiasi film, programma o serie tv che ci venga in mente. Sei sicuro che non ci sia una serie da 10 stagioni che hai sempre voluto vedere e non ne hai mai avuto il tempo? Io sono sicura che c'è.

4. Studiare. E come, se le scuole sono chiuse fino al 3 aprile, e così le biblioteche, i musei e tutti i luoghi culturali? Prima di tutto, che so, ringrazia in cielo e in terra che l'università sia chiusa e ripassa ancora una volta quella materia così ostica. Comincia a pensare all'argomento per la tesi e a fare ricerche su internet. E se l'università l'hai finita da un pezzo (o non l'hai mai fatta) spulcia i tantissimi corsi e-learning che ti permettono di imparare qualsiasi materia online. Ci sono quelli organizzati dalle università mondiali più rinomate e quelli delle accademie private, quelli degli esperti auto-proclamati e quelli di insegnanti che proprio in questo momento di emergenza mettono a disposizione il loro sapere. Molti sono anche gratuiti, pensa!

5. Fare attività fisica. Non devi uscire di casa se non per esigenze comprovate, non puoi stare in luoghi affollati, le palestre e le piscine sono chiuse. Ma ciò non toglie che tu possa dedicarti alla tua forma fisica. Molti istruttori mettono gratuitamente a disposizione le proprie competenze, su youtube o sulle piattaforme e-learning di cui sopra. Puoi fare una corsa o una camminata per le vie del paese, purché tu tenga la necessaria distanza dagli altri cittadini che sono in giro. Puoi seguire i corsi di yoga per la fibromialgia come faccio io: ti giuro, se riesce a farli un malato cronico ci riuscirai anche tu. 

6. Meditare, pregare, riflettere. Questa è la cosa che ti fa più paura, vero? In tutta questa situazione, non è il virus a terrorizzarti, non è la perdita del lavoro, non è la preoccupazione per i tuoi cari. Cioè forse sì, ma la paura principale è quella di stare da solo. Lo so. Non è facile per nessuno. Ci vogliono anni e anni di esercizio, un malato cronico lo sa, per imparare a stare con te stesso nel silenzio di casa tua. E a volte anche dopo anni cadi comunque in quei percorsi autodistruttivi che ti portano a pensare alle cose sbagliate, ti fanno sprofondare nei tuoi errori e nelle tue mancanze, ti mettono di fronte al te stesso nello specchio che non ti piace proprio per niente. Cosa credi? Ognuno di noi malati cronici fa i conti con la propria solitudine, oggi tocca anche a te. Impara a rispettare il silenzio, a riconoscere le emozioni che si muovono dentro di te quando non c'è nessuna distrazione intorno. Impara a meditare e trovare il tuo centro, o prega se sai che l'unico centro che possa tenerti al sicuro è la fede. 

Impara a trasformare questa paura paralizzante dei confini, della solitudine e della noia in un'opportunità unica. Sì unica, perché forse a te non capiterà più di essere costretto a casa da solo con i tuoi pensieri. Te lo auguro, ma un po' spero che imparerai a farlo lo stesso, quando tutto questo sarà finito e non avrai alcuna imposizione. Spero che troverai la tua risposta personale al cosa fare a casa quando ti annoi. Spero che imparerai l'arricchimento costante e la preziosa fortuna di saper stare con te stesso. E spero che capirai un po' meglio i tuoi amici, parenti e conoscenti che soffrono di una malattia cronica. Magari vai a trovarli, regala loro un libro, offrigli la tua compagnia per qualche ora, quando tutto questo sarà finito. 


Anna di Frozen II è il vero villain del film (soprattutto se sei una persona introversa)

3 marzo 2020


Voi avete visto Frozen II, giusto? Eh certo, se no non sareste qui. E io torno a fare quello che mi riesce meglio nella vita: prendere un personaggio Disney molto amato e spiegarvi perché, in realtà, è un grandissimo stronzo. Potete ringraziarmi più tardi. 

Anna ed Elsa in Frozen 2: chi è il cattivo?

Partiamo dal presupposto che Frozen 2 fa un po' schifo, per essere un film Disney che ha guadagnato una barca di soldi. Fa un po' schifo anche rispetto al cartone animato originale, quello che è stato il film di maggior successo economico della Disney e ha reso Anna ed Elsa le due eroine della maggior parte delle bambine (e non solo) di tutto il mondo. Ma non fa così schifo se pensate che, in fondo, è un sequel. Andate un attimino su Google e cercate le immagini del sequel di Aladdin. O del sequel de La Bella e La Bestia. Fatto? Ecco, sono sicura che adesso Frozen 2 vi sembri un ottimo film, tutto sommato. 
Il problema non è il film in sé, però: sono le sue protagoniste. Anna ed Elsa, Elsa e Anna, due sorelle che più diverse di così non si può. Una è la gelida regina degli introversi che desidera solo non avere mai più a che fare con la gente (e chi può darle veramente torto?), l'altra è una rottura di balle di dimensioni cosmiche, e se nel primo film ha una storyline comunque interessante e provoca compassione, in Frozen 2 rivela la sua vera natura di incubo ad occhi aperti. 


Chi è Anna di Frozen

La sorella minore della regina di Arendelle ha le sue qualità positive. Una ragazza allegra, che non si lascia abbattere dalla solitudine, dalla morte dei genitori, dal gelo perenne che ha intrappolato il suo regno, neanche dalla rivelazione che il suo futuro sposo sia in realtà il villain del film. Brava Anna. Nel primo film, però.
Ma chi è Anna in Frozen 2? Un mostro dal chiacchiericcio intollerabile, che non conosce una cosetta semplice semplice chiamata confini, che non rispetta il carattere e i desideri di sua sorella e che rende la vita di quel sant'uomo del suo fidanzato un inferno. Anna di Arendelle rappresenta il peggior incubo di una persona introversa, ed essendo sua sorella Elsa la regina degli introversi, ciò fa di lei la vera cattiva di Frozen 2. Non è il nonno delle principesse, che ha portato la guerra ad Arendelle, non sono i giganti della terra che devastano tutto ciò su cui camminano, è Anna il motivo per cui Elsa va in esilio forzato e non vuole tornare ad Arendelle manco per una partita ai mimi. E c'ha ragione, pora stella


3 motivi per cui anche tu dovresti odiare Anna

1. Anna è una tale egoista che non capisce cosa stia passando sua sorella. Capiamoci, entrambe hanno avuto un'infanzia difficile per colpa dei due genitori, che sono i più stronzi di tutti ed è inutile che Frozen 2 cerchi di redimerli. Questi due hanno separato le loro figlie, obbligandole entrambe a un isolamento forzato, pur sapendo che una delle due aveva dei poteri incontrollabili che avrebbero prima o poi preso il sopravvento. Ma proprio per questo la vittima in tutto ciò è Elsa, lasciata a sé stessa, a combattere i propri demoni e ad imparare da sola come controllare dei poteri di cui non sapeva nulla. Costretta a nascondersi da chiunque, neanche fosse un mostro, per poi scoprire alla sua prima uscita pubblica che sì, forse in effetti è un mostro. Potete criticarla se ha qualche difficoltà a relazionarsi con gli altri? Vogliamo lasciarle del tempo per abituarsi ad essere contemporaneamente la regina, la sorella maggiore di una psicopatica, e una strega potentissima? Vogliamo lasciarla in pace per un po', poraccia

2. Anna non comprende e non accetta le differenze tra lei ed Elsa, a nessun livello. Talmente concentrata su sé stessa, Anna ha il suo fidanzato, i suoi amichetti, tutto il popolo che la ama, ma non le basta. Vuole essere ovunque, partecipare ad ogni cosa, essere la protagonista sempre e non accetta di essere messa da parte in nessuna situazione. Dobbiamo fare tutto insieme, bla, bla, bla, blatera senza senso mentre sua sorella cerca di salvare il mondo. Sai perché Elsa si butta nel fuoco e tu non dovresti, Anna? Perché lei ha dei poteri che le permettono di combattere il fuoco e tu no, idiota!

3. Anna tratta male Kristoff senza alcun motivo. Lo so, lo so, Kristoff è il comic relief di Frozen 2, l'elemento di leggerezza e comicità che si inserisce nelle tragedie psico-emotive di Elsa e Anna. Va bene. Ma perché trattarlo così male, poveretto? E perché mai lui dovrebbe voler sposare Anna, che non ha fatto altro che trattarlo come una pezza da piedi e costringerlo a infinite serate di giochi in famiglia? Si è dimenticata della sua esistenza per metà film! Scappa Kristoff, baby, sposa una renna. Sono sicura che sarai più felice. 



In definitiva Anna di Frozen è l'incubo di qualsiasi persona introversa, appartiene a quella specie diabolica chiamata estroversi e non ha la più pallida idea di cosa sia il rispetto per il carattere, la personalità e i desideri altrui. In fondo, Elsa voleva solo conoscere meglio sé stessa, la propria storia e i propri poteri, e aveva tutto il diritto di farlo da sola secondo i propri tempi e le proprie esigenze. E alla fine rinuncia anche al titolo di regina pur di togliersi di torno quella rompipalle di sua sorella. Ora, se qui ci fosse la mia psicologa, ci spiegherebbe tutto sul proiettare le proprie emozioni su una principessa Disney ecc, ma lei non c'è. Ci siamo solo io, Anna, Elsa e la mia campagna a difesa degli introversi. Vi voglio bene, spero che non abbiate una Anna di Frozen nelle vostre vite e, nel caso l'aveste, vi auguro di riuscire a scappare in un castello di ghiaccio lontanissimo da lei. Let. It. Go. 


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