Nel bel mezzo del panico per il contagio da Coronavirus, a Milano si è svolta la consueta fashion week. Consueta non tanto, certo, perché l’epidemia globale aveva già dimezzato il numero dei buyers e della stampa estera e i contagi in Lombardia hanno costretto la Regione a chiudere la manifestazione con un giorno di anticipo. Ma, nonostante la paura, l’incertezza economica e l’atmosfera sempre più opprimente, le sfilate di Milano sono riuscite a far trapelare importanti temi di attualità in passerella.

Che c’entrano i temi di attualità con la moda?

C’entrano tutto, perché la moda è attualità, è cultura, diffusione di messaggi, veicolo di cambiamenti e riflesso della società. Così è innegabile che, per centinaia di abitini e borsette la cui unica funzione (diciamoci la verità) è arricchire le tasche delle rispettive griffe, qua e là trapelano importanti messaggi. Lanciati dalla passerella, come richieste di S.O.S. su temi di attualità che sono cari agli stilisti o come commento al mondo di oggi. Sta a noi, che le passerelle le osserviamo con occhio critico, individuarli in mezzo al mare di lustrini e paillettes.

1. La moda, le donne, il razzismo: il messaggio di Stella Jean

La collezione autunno inverno 2020 di Stella Jean ricalca i pattern tanto cari alla stilista, che da diversi anni si è imposta nel panorama della moda italiana con uno stile inconfondibile, melting pot di culture, vite e battaglie da combattere insieme. Nuovo è il modo di raccontarla, attraverso 20 ritratti che affrontano un tema di attualità centrale nella vita della stilista e in quella di ognuno di noi. Si chiama Italians in Becoming il progetto che ha visto protagoniste delle donne che hanno qualcosa in comune: sono italiane. Sono italiane in divenire, per meglio dire, perché in divenire è l’intero popolo che vive in questo stivale in mezzo al Mediterraneo dall’alba dei tempi. Pelle scura e occhi a mandorla, capelli afro e sguardi gelidi del Nord. Queste sono le donne dell’Italia di oggi, donne che ogni giorno combattono contro l’assurdità di dover dimostrare di essere italiane. Perché non lo sembrano. E il razzismo è un tema così presente nelle nostre vite quotidiane, di cittadine, di professioniste, di donne, che la moda non può ignorarlo.

2. Moda e sostenibilità ambientale per Dora Zsigmond

Uno dei brand presenti all’evento Budapest Select è quello di Dora Zsigmond, una creatrice che ha fatto del motto Pensa globalmente, agisci localmente il leit motif della sua moda sostenibile. Unendo allo stile rurale ungherese le influenze dello street style giapponese di stampo futurista, la designer ha creato una moda autunno inverno 2020 che celebra il rapporto con l’ambiente. La figura che ispira questa collezione è un esploratore rurale, che fa del suo legame con la natura una spinta all’innovazione. Se da un lato la tendenza al riciclo ha ispirato l’utilizzo di tessuti (soprattutto velluti) vintage, dall’altro la griffe ha portato alla Milano Fashion Week un tessuto nuovo: il Thindown, un piumino riciclato. Il tessuto 100% ecologico sposa le richieste di una moda sostenibile, ma è anche estremamente pratico perché impermeabile e lavabile. Insomma, la sostenibilità non è sempre sinonimo di sacrificio né di noia.

3. Donne e scienza nella moda CUKOVY

Moda e femminismo è un binomio che non smette mai di presentare nuove prospettive e angolazioni, nuovi punti di vista, nuovi strumenti con cui le donne possano muoversi nel mondo di oggi attraversando limiti e pregiudizi. Un altro brand della Budapest Select, CUKOVY, affronta il tema con il sorriso sulle labbra. La moda autunno inverno 2020 pensata dalla stilista della griffe ungherese, infatti, inserisce in maniera giocosa e divertente il tema del binomio donne e scienza. Le colonie batteriche osservate attraverso un vetrino diventano coloratissime stampe digitali su piumini dalla tecnologia all’avanguardia. La parola d’ordine è flessibilità: nei capi e soprattutto nei cappotti, che con giochi di zip e cinture si trasformano in continuazione, ma anche nella visione della donna nel mondo di oggi. Scienza e divertimento, femminilità e tecnologia diventano strumenti con cui giocare per diventare le donne che vogliamo essere nel prossimo decennio.

Si ringrazia l’ufficio stampa Maximilian Linz