3 temi di attualità affrontati durante la Milano Fashion Week

24 febbraio 2020


Nel bel mezzo del panico per il contagio da Coronavirus, a Milano si è svolta la consueta fashion week. Consueta non tanto, certo, perché l'epidemia globale aveva già dimezzato il numero dei buyers e della stampa estera e i contagi in Lombardia hanno costretto la Regione a chiudere la manifestazione con un giorno di anticipo. Ma, nonostante la paura, l'incertezza economica e l'atmosfera sempre più opprimente, le sfilate di Milano sono riuscite a far trapelare importanti temi di attualità in passerella


Che c'entrano i temi di attualità con la moda?

C'entrano tutto, perché la moda è attualità, è cultura, diffusione di messaggi, veicolo di cambiamenti e riflesso della società. Così è innegabile che, per centinaia di abitini e borsette la cui unica funzione (diciamoci la verità) è arricchire le tasche delle rispettive griffe, qua e là trapelano importanti messaggi. Lanciati dalla passerella, come richieste di S.O.S. su temi di attualità che sono cari agli stilisti o come commento al mondo di oggi. Sta a noi, che le passerelle le osserviamo con occhio critico, individuarli in mezzo al mare di lustrini e paillettes. 


1. La moda, le donne, il razzismo: il messaggio di Stella Jean

La collezione autunno inverno 2020 di Stella Jean ricalca i pattern tanto cari alla stilista, che da diversi anni si è imposta nel panorama della moda italiana con uno stile inconfondibile, melting pot di culture, vite e battaglie da combattere insieme. Nuovo è il modo di raccontarla, attraverso 20 ritratti che affrontano un tema di attualità centrale nella vita della stilista e in quella di ognuno di noi. Si chiama Italians in Becoming il progetto che ha visto protagoniste delle donne che hanno qualcosa in comune: sono italiane. Sono italiane in divenire, per meglio dire, perché in divenire è l'intero popolo che vive in questo stivale in mezzo al Mediterraneo dall'alba dei tempi. Pelle scura e occhi a mandorla, capelli afro e sguardi gelidi del Nord. Queste sono le donne dell'Italia di oggi, donne che ogni giorno combattono contro l'assurdità di dover dimostrare di essere italiane. Perché non lo sembrano. E il razzismo è un tema così presente nelle nostre vite quotidiane, di cittadine, di professioniste, di donne, che la moda non può ignorarlo.








2. Moda e sostenibilità ambientale per Dora Zsigmond

Uno dei brand presenti all'evento Budapest Select è quello di Dora Zsigmond, una creatrice che ha fatto del motto Pensa globalmente, agisci localmente il leit motif della sua moda sostenibile. Unendo allo stile rurale ungherese le influenze dello street style giapponese di stampo futurista, la designer ha creato una moda autunno inverno 2020 che celebra il rapporto con l'ambiente. La figura che ispira questa collezione è un esploratore rurale, che fa del suo legame con la natura una spinta all'innovazione. Se da un lato la tendenza al riciclo ha ispirato l'utilizzo di tessuti (soprattutto velluti) vintage, dall'altro la griffe ha portato alla Milano Fashion Week un tessuto nuovo: il Thindown, un piumino riciclato. Il tessuto 100% ecologico sposa le richieste di una moda sostenibile, ma è anche estremamente pratico perché impermeabile e lavabile. Insomma, la sostenibilità non è sempre sinonimo di sacrificio né di noia. 







3. Donne e scienza nella moda CUKOVY

Moda e femminismo è un binomio che non smette mai di presentare nuove prospettive e angolazioni, nuovi punti di vista, nuovi strumenti con cui le donne possano muoversi nel mondo di oggi attraversando limiti e pregiudizi. Un altro brand della Budapest Select, CUKOVY, affronta il tema con il sorriso sulle labbra. La moda autunno inverno 2020 pensata dalla stilista della griffe ungherese, infatti, inserisce in maniera giocosa e divertente il tema del binomio donne e scienza. Le colonie batteriche osservate attraverso un vetrino diventano coloratissime stampe digitali su piumini dalla tecnologia all'avanguardia. La parola d'ordine è flessibilità: nei capi e soprattutto nei cappotti, che con giochi di zip e cinture si trasformano in continuazione, ma anche nella visione della donna nel mondo di oggi. Scienza e divertimento, femminilità e tecnologia diventano strumenti con cui giocare per diventare le donne che vogliamo essere nel prossimo decennio. 






Si ringrazia l'ufficio stampa Maximilian Linz

Come scegliere le fedi nuziali e sopravvivere

17 febbraio 2020


Fede mantovana, francesina, modello comodo, oro giallo, oro rosso, oro rosa, oro bianco, lavorazioni, tradizione, personalizzazione... sei già confusa? Benvenuta nel momento più stressante dell'organizzazione del matrimonio: la scelta delle fedi. Perché se decidere di stare con la stessa persona per tutta la vita è un passo importante, anche decidere di indossare lo stesso anello nuziale ogni santo giorno lo è.


Come scegliere le fedi, perché è così difficile?

Io non so se sia così per tutte le coppie di sposi, ma per noi questa è stata senza dubbio la parte più difficile: scegliere le fedi. Abbiamo cambiato idea almeno una decina di volte tra materiali, lavorazioni, colorazione dell'oro, stile, marchio. E al momento in cui scrivo, mancano un centinaio di giorni alle nostre nozze, non abbiamo ancora ordinato le nostre fedi. Ma perché è così difficile? Perché ehi, a parte il marito/la moglie, l'anello nuziale è l'unica cosa con cui dovrai veramente convivere ogni santo giorno della tua vita. Mica è cosa da poco. 
L'abito da sposa lo indossi quel giorno e via, il menù una volta digerito è andato (lo so, non è carino da dire ma è così), il segnaposto, il centrotavola e la bomboniera spariranno nei ricordi dei tuoi invitati dopo qualche settimana (di nuovo, non è carino da dire ma... andiamo, tu ti ricordi tutti i centrotavola di tutti i matrimoni a cui sei stata invitata?). Solo 3 cose resteranno per sempre nella tua vita, o almeno si spera:
- tuo marito/tua moglie,
- il tuo status giuridico e religioso che è cambiato per sempre,
- la fede nuziale.
Ora capisci la mia perplessità?




5 domande da porvi per scegliere la fede

1. Che materiale scegliere? L'oro giallo è quello della fede classica, che la indossi all'anulare sinistro e urla a chiare lettere SONO SPOSATO. Ma se l'oro bianco sta bene su tutto, quello rosa e quello rosso sono meno appariscenti, l'argento è meno costoso, materiali innovativi come il legno, la porcellana, il titanio sono originali e senza dubbio vi identificano come una coppia non convenzionale. E quindi la domanda da porvi veramente è: che coppia siete?
2. Quando la indosserete? La fede nuziale si porta sempre, tutti i giorni e tutte le notti, finché morte non vi separi. Almeno, così dice la tradizione. Ma chi se ne frega della tradizione! VOI, quando la indosserete? Che lavoro fate, che vita conducete, fate sport all'aria aperta, praticate attività che vi impediscono di portare gioielli, non riuscite a dormire con un anello al dito? Ricordate che niente di tutto questo è sbagliato, potete indossare la vostra fede tutti i giorni o scambiarvela il giorno delle nozze e poi chiuderla nel cassetto per sempre. Non è un cerchietto d'oro al dito a rendervi marito e moglie. 
3. Cosa vi fa sentire a vostro agio? Se fate parte della categoria fede-sempre-e-comunque, ogni volta che provate un nuovo modello consideratelo nelle diverse situazioni di vita quotidiana. Se la fede nuziale diventa parte integrante della vostra mano sinistra, deve essere confortevole in ogni senso. 
4. Cosa vi piace? Non sarà solo il vostro anulare sinistro ad avere a che fare con la fede nuziale ogni giorno, ma anche il vostro sguardo. Nello scegliere le fedi chiedetevi mi piacerebbe vedere questo anello ogni giorno?
5. Cosa incidere sulle fedi? Una volta scelti i vostri anelli nuziali nella forma, nel materiale e nel colore che preferite, c'è un'ultima cosa a cui pensare: l'incisione interna. Il segreto che resterà vostro per sempre, più vicino alla pelle. La tradizione vuole che ogni sposo abbia all'interno della propria fede il nome dell'altro e la data del matrimonio, ma se avete una frase, una parola, un simbolo che vi identifichi come coppia, questo è il momento di usarlo. 


10 abiti haute couture che sublimano il rapporto tra moda e architettura

5 febbraio 2020

Giambattista Valli Couture

Il rapporto tra moda e architettura è stato studiato da stilisti e artisti di ogni tipo: e che cos'è, infatti, un abito, se non la casa che abitiamo per qualche ora? Proporzioni, volumi, armonia sono le parole che legano indissolubilmente queste due arti, ancora una volta messe a confronto durante la Paris Haute Couture Week 2020

L'abito come casa del corpo: moda e architettura nell'haute couture

L'analisi artistica, psicologica e sociologica della moda ha la sua espressione più alta nelle sfilate haute couture, le ultime tenutesi a Parigi lo scorso gennaio. Nelle collezioni d'alta moda primavera estate 2020, i couturier hanno ripreso in mano tessuti rigidi e volumi architettonici, creando attorno al corpo femminile case e gabbie, sculture e spazi da abitare. Nel rapporto tra moda e architettura il volume e le linee sono tutto: uno spacco diventa finestra sul mondo, un abito d'alta moda il bozzolo in cui avvolgersi per chiudersi in sé stesse, un angolino di mondo che appartiene solo a quella donna - beata lei - che potrà indossare queste opere d'arte uniche. 
Ecco 10 abiti scultura che hanno raccontato il rapporto tra moda, architettura e design alle ultime sfilate di Parigi

Partono dagli accessori Viktor & Rolf e Givenchy, che per la sfilata haute couture primavera estate 2020 creano cupole moderniste attorno alle proprie creazioni, rendendo i cappelli non solo una parte integrante dell'abito, ma sua esaltazione ed elevazione ad opera architettonica. 

Givenchy

Viktor & Rolf

L'ispirazione arriva dalle piramidi per due grandi nomi dell'haute couture mondiale, Armani Privé e Chanel. Se non possono essere propriamente definite opere architettoniche, le gonne dei loro abiti da sera sono certamente sculture che donano una silhouette precisa e volumi definiti alla donna della primavera 2020.

Armani Privé

Chanel
 Più complesso il rapporto tra moda, architettura e design elaborato da Elie Saab, Ralph & Russo e Valentino, che giocano sui vuoti e i pieni con abiti da sera asimmetrici, monospalla, spacchi vertiginosi e volumi quasi stranianti. 

Elie Saab

Valentino

Ralph and Russo
Infine Iris Van Herpen, Rahul Mishra e Schiaparelli creano abiti d'alta moda che sono opere d'architettura da esterni. La prima, sempre affascinata dal rapporto tra il corpo femminile e l'abito che lo avvolge come una scultura, si ispira alle onde del mare. Il secondo crea sulla modella un giardino fiorito d'haute couture. Infine la griffe celebre per i suoi abiti d'alta moda dal gusto stravagante crea volumi esagerati con un mantello che potrebbe essere tenda, igloo, casa da abitare. 

Iris Van Herpen

Rahul Mishra

Schiaparelli

Foto da Vogue.com

La mia gallery su Instagram