Posizioni yoga per la fibromialgia: altri 6 esercizi per il dolore alle gambe e alla schiena

29 marzo 2019


Come vi ho raccontato in questo post su yoga e fibromialgia, da quasi un anno mi dedico alla pratica di questo sport tutte le volte che posso. Vivere con una malattia cronica, e con il dolore cronico in particolare, può spingere ad abbandonare per sempre ogni forma di attività fisica, ma questo sarebbe un errore. Praticare esercizi e posizioni yoga mirate ad alleviare il dolore è utilissimo per favorire l'elasticità dei muscoli che, altrimenti, nei pazienti fibromialgici sono perennemente contratti. 



Altri 6 esercizi di yoga per la fibromialgia (e non solo!)

Se nel primo post sullo yoga per la fibromialgia vi avevo mostrato 8 posizioni utili ad allentare la tensione sulla parte superiore del corpo (cervicale, spalle, parte alta della schiena), pian piano il mio programma si è ampliato con nuovi esercizi che puntano ad alleviare il dolore alle gambe e alla parte lombare della colonna. Anche in questo caso gli esercizi sono stati estrapolati dal video di un'istruttrice di yoga professionista, che vi linko in basso. Vi invito sempre a prendere questi post come delle indicazioni e a parlare sempre con un medico e/o un istruttore professionista per essere sicuri di svolgere gli esercizi correttamente e non aggravare i vostri dolori. 


1. La posizione del rilascio dei venti, relax per la schiena e le gambe  Per quanto sembri ridicolo il suo nome, originariamente Pavana Muktasana, questa è una delle posizioni yoga più importanti per la schiena. Almeno per me. Distesi sul tappetino in posizione supina, con le braccia lungo il corpo, inspirate e portate entrambe le ginocchia verso il petto, circondandole con le braccia. La posizione corretta prevede di toccare con la mano il gomito opposto, ma se avete dolori alla parte alta del corpo questo vi sarà molto difficile. Arrivate dove riuscite senza dolore e tenete schiena, testa e collo rilassati. Respirate profondamente finché riuscite a mantenere la posizione, poi espirando rilassate braccia e gambe e tornate in posizione supina. 



2. Rilascio dei venti a gambe alternate. Questo esercizio si chiama Eka Pada Pavana Muktasana ed è una variante della stessa posizione yoga precedente, ma sollevando una sola gamba alla volta. La gamba che rimane a terra va mantenuta dritta e allungata, mentre collo, spalle e testa devono rimanere rilassati. Entrambe le versioni, come suggerisce il nome, oltre ad essere utilissime come posizioni yoga per la schiena dolorante, aiutano anche la digestione e combattono il gonfiore addominale. 



3. Rotazione da seduti Marichyasana 3Simile ad alcuni esercizi del post precedente, questa posizione yoga è utile sia per le gambe che per la schiena. Dalla posizione Dandasana (seduti con le gambe distese e la schiena dritta, come se due fili vi tirassero la colonna vertebrale e le gambe in maniera perpendicolare), respirate profondamente per qualche secondo. Poi, inspirando, piegate la gamba destra portando il piede accanto al ginocchio della sinistra. Poi ruotate il busto, circondando la gamba destra con il braccio sinistro e portando il destro all'indietro. Mantenete la posizione per qualche respiro, rilassando il più possibile collo e spalle. Espirando ritornate alla posizione di partenza e ripetete dall'altra parte. 



4. Marjariasana, la posizione del gatto. La cosiddetta posizione yoga del gatto (o del gatto e della mucca) è un vero toccasana per i dolori alla schiena. Fate attenzione, però, a praticarla se i dolori della fibromialgia vi affliggono soprattutto su spalle, braccia e mani, o se soffrite di tunnel carpale, perché potrebbe essere troppo impegnativa. Posizionatevi a quattro zampe, con le mani perpendicolari alle spalle e sistemate alla stessa larghezza e le ginocchia perpendicolari al bacino e larghe quanto i fianchi. Inspirando profondamente, inarcate la schiena verso il basso e alzate il mento verso l'alto (posizione del gatto), espirando inarcate la schiena verso l'alto e il mento verso il basso (posizione della mucca). Ricordate di tenere sempre il collo rilassato, le orecchie lontane dalle spalle e il peso equamente distribuito tra gambe e braccia. 


5. Balasana, posizione del bambino. Dopo la sequenza del gatto e della mucca, potete provare, dalla stessa posizione, ad allungare una gamba portandola all'indietro e poi l'altra. Queste posizioni, come dicevo, potrebbero caricare troppo braccia, spalle e schiena, quindi per riequilibrare la situazione provate con Balasana. Detta anche la posizione del bambino, consiste nel poggiare i glutei sulle ginocchia, ancorandovi bene al tappetino con gli stinchi e il collo del piede. Poi allungate le braccia in avanti, distendendo la colonna vertebrale. La posizione dovrebbe essere completamente rilassante, quindi se non lo è mettete un cuscino sotto la testa per sostenere la schiena e la cervicale in una situazione di rilassamento. 


6. La posizione distesa del calzolaio. Alla fine della vostra seduta di yoga per la fibromialgia (io di solito alterno questi esercizi per la schiena e le gambe con quelli del post precedente), cercate di rilassarvi del tutto con la posizione distesa del calzolaio, anche detta Supta Baddha Konasana. Dalla posizione supina, distesi sul tappetino, portare i talloni a toccarsi flettendo le gambe. Le cosce rimangono in tensione, cercando di avvicinare il più possibile le ginocchia al pavimento, mentre la schiena, il petto, le spalle e il collo dovrebbero rimanere rilassati. Per aiutarvi a distendere la colonna vertebrale, allargate le braccia e poggiatele a terra con i palmi rivolti in su. 


I benefici dello yoga per fibromialgia quando hai dolore lombare e alle gambe

Come vi dicevo la scorsa volta, lo yoga è uno degli sport più adatti alla fibromialgia: movimenti morbidi e lenti, muscoli rilassati e allungati e una respirazione corretta dovrebbero alleviare un minimo il dolore cronico. Ricordate che chi soffre di fibromialgia sperimenta spesso dolori e limitazioni fisiche completamente diverse, quindi cercate gli esercizi e le sequenze che siano più adatti alla VOSTRA personale situazione. 

Ancora una volta, vi linko il video in cui ho trovato queste posizioni (che però è in inglese) per vederle meglio: Yoga for tired legs di Yoga with Adriene, e vi segnalo anche l'istruttrice italiana del canale La Scimmia Yoga ha creato una sequenza video di Yoga per la fibromialgia, che però non ho ancora provato.

(Altri) 7 bei documentari su Netflix per tutti i gusti

26 marzo 2019


Se il cinema per come lo intendiamo solitamente è sogno, finzione, emozione, uno strumento narrativo spesso sottovalutato è il documentario. Breve o lungo, impegnato o divertente, apre un mondo verso figure storiche o politiche o dello spettacolo, luoghi, mondi e realtà che non conoscevamo o che vogliamo approfondire. Ecco allora 7 documentari da vedere su Netflix che approfondiscono le mie tematiche preferite.


Documentari storici


1. Secrets of Great British Castles. Partiamo da una serie di documentari che è stata una delle prime cose che abbia visto su Netflix. Composta da 2 stagioni e 12 episodi, questa serie tv in forma di documentario racconta in ogni puntata un grande castello della Gran Bretagna. Dalla Torre di Londra al Castello di Edimburgo, tutti narrati dal fighissimo e tatuatissimo storico inglese Dan Jones (scusa Alberto Angela, ma...)


2. The Story of God con Morgan Freeman. Cambiamo genere con uno dei documentari più amati degli ultimi anni: Morgan Freeman (che lo ha interpretato nell'esilarante Una settimana da dio) va alla ricerca di Dio, o meglio delle culture e delle religioni del mondo, per studiare il loro rapporto con la divinità, la morale, il peccato. Anche questo documentario del National Geographic è in forma di serie tv, con due stagioni per un totale di 9 episodi. 


Documentari sulla moda


3. Dries. Dopo i documentari sulla moda da guardare su Netflix che vi avevo suggerito tempo fa, la piattaforma ne ha inseriti di nuovi e interessantissimi. Uno di questi è Dries, un film documentario che racconta il talento visionario e lo spirito bohemian dello stilista belga Dries Van Noten, definito come "cerebrale" dal New York Times. 


4. House of Z. Un altro film documentario su un'altra affascinante figura del fashion system, House of Z trova il suo focus in Zac Posen, stilista americano e giudice di Project Runway che da anni regala una couture incantevole dai volumi architettonici alla New York Fashion Week. 


5. 7 Days Out. Questa serie di documentari, composta da da 6 episodi, è una produzione originale Netflix e racconta il dietro le quinte degli eventi più importanti del mondo. L'episodio sulla moda è il quinto, "CHANEL Haute Couture Fashion Show". Girato nei 7 giorni precedenti alla sfilata haute couture Chanel, si è reso più rilevante dopo la morte del compianto Karl Lagerfeld, direttore della maison. Curiosamente però, il protagonista non è lui ma le sue première, cioè le splendide sarte che confezionano gli abiti d'alta moda seguendo disegni e direttive del Kaiser Karl.

Documentari sul femminismo


6. Femministe: ritratti di un'epoca. Un documentario Netflix originale, che parte dalla visione degli scatti che nel '77 immortalarono il risveglio delle donne, al di fuori di quelle restrizioni culturali che avevano caratterizzato la loro infanzia. Diretto da Johanna Demetrakas, il documentario intervista alcune protagoniste di quegli scatti, comprese le attrici amatissime da Netflix Jane Fonda e Lily Tomlin. 


7. Il ciclo del progresso. In inglese Period. End of sentence, questo titolo ha vinto l'Oscar 2019 al miglior cortometraggio documentario. In appena 26 minuti, racconta la pacifica rivoluzione sessuale delle donne indiane, partendo da un punto tanto semplice e naturale quanto stigmatizzato della vita femminile: il ciclo, appunto. Un gruppo di donne ad Hapur in India apre un laboratorio per la creazione di assorbenti igienici, combattendo i pregiudizi che vedono le donne allontanate dal tempio, dalla scuola e dalla famiglia in quei fatidici giorni del mese. 




Perché visitare Firenze in primavera? 5 buoni motivi

21 marzo 2019


Buon inizio primavera! E quale inizio migliore, se non pensando a organizzare i weekend e i ponti primaverili che ci attendono? Pasqua cade vicinissima al 25 Aprile, poi ci saranno il Primo Maggio e il 2 Giugno a spezzare le settimane di lavoro. E, se stai pensando a un weekend romantico, o artistico, o a base di buon vino, la tua meta è Firenze

Perché visitare Firenze in primavera? 5 buoni motivi

Sono stata a Firenze lo scorso weekend (è stato il mio viaggio regalo di compleanno) e, ancora una volta, mi sono resa conto di quanto questa città sia stupenda. Perfetto punto d'incontro tra il caldissimo e disorganizzato sud Italia e le grandi e nebbiose città del Nord, il capoluogo toscano è perfetto per i weekend assolati (ma non troppo) della primavera 2019

1. Perché basta un giorno per amarla


Caratteristica principale di un weekend è, ahimè, la brevità. Per fortuna basta visitare Firenze in un giorno per amarla. Il cuore del centro storico offre scorci mozzafiato, una bellezza storico-artistica dietro l'altra e l'imbarazzo della scelta tra quale museo visitare per primo. ma soprattutto, è una città a misura d'uomo, calda, accogliente, perfettamente visitabile a piedi. Il secondo giorno in cui mi trovo lì, mi sembra già casa. 


2. La luce del Rinascimento


Bastano poche ore, dicevo, per capire come mai artisti e poeti si siano innamorati di questa città: la sua magia sta nella luce. Seppure visitare Firenze con la pioggia possa avere il suo fascino, il sole che accende i marmi color pastello della Cattedrale di Santa Maria del Fiore e che si riflette sull'Arno con i suoi luccichii le dona un fascino particolare. Per questo, se dovete visitare Firenze in un giorno o in weekend di primavera mordi-e-fuggi, a malincuore consiglio di evitare i musei e i luoghi chiusi e passeggiare per il centro. C'è abbastanza bellezza da riempirvi il cuore.

3. Musei da visitare a Firenze


Se riuscite a trascorrere un po' più tempo in città o non è la prima volta che visitate Firenze, indugiate pure nelle lunghe file per entrare nei musei fiorentini. Ne vale la pena, soprattutto quest'anno: il 2019 ricorre il 500° anniversario della morte di Leonardo da Vinci e tutta la città (anzi tutta Italia) celebra il Maestro. Il Codice Leicester, di proprietà di Bill Gates dal 1994, torna a Firenze per festeggiare l'anniversario di Leonardo, in mostra alle Gallerie degli Uffizi. Ma non solo: il maestro di Leonardo, Verrocchio, è celebrato a Palazzo Strozzi mentre il museo Galileo racconta la vita di Leonardo e le sue invenzioni tramite un ologramma interattivo. E poi, se avete tempo, passate anche a Vinci, uno dei borghi da visitare nei dintorni di Firenze anche per celebrarne il più famoso figlio. 


4. Ristoranti a Firenze in centro


In questa mia terza visita fiorentina (la prima quando ero ancora nel passeggino, la seconda a settembre 2017) mi sono resa conto della quantità e la varietà di ristoranti a Firenze in centro. Siamo stati in un ottimo ristorante giapponese, in un delizioso ristorante biologico che celebra le meraviglie enogastronomiche della Toscana in un ambiente hipster-chic e abbiamo visto innumerevoli osterie, pub, ristoranti vegetariani e vegani. Ce n'è davvero per tutti i gusti! 

5. I vini toscani


E, già che si parla di cibo, come dimenticare la formidabile accoppiata Chianina + Chianti? I vini toscani sono tra i più celebri d'Italia, e per un ottimo motivo. Un aperitivo a base di Chianti con vista sul Ponte Vecchio, mentre il sole tramonta e illumina d'oro la città, è il perfetto coronamento del perfetto weekend a Firenze


Le foto di questo post vengono dal profilo instagram di Carlo Pantaleo e dal mio.

Come cambia la tua vita (da lettore) quando cominci a comprare libri usati

13 marzo 2019


Partiamo da un concetto facile facile: un libro è un oggetto. Eh lo so, lo so, è dura ammetterlo. Ma un libro è un oggetto. Solo un oggetto, fatto di carta e altri materiali, stampato in una fabbrica, uguale identico ad altri milioni di libri fatti con la stessa carta, sui quali sono state stampate le stesse parole, nella stessa fabbrica. Sì, caro lettore compulsivo che sta leggendo questo post, il tuo libro non è un oggetto sacro, non è una persona, non soffre se una sera dimentichi di metterlo a posto e il giorno dopo lo ritrovi sgualcito tra i cuscini del divano. E lo dico, lo sapete, da amante della letteratura. Amo, appunto, la letteratura. Quello che c'è DENTRO un libro e che non si modifica se si strappa la copertina, se fai le orecchie alle pagine perché non trovi un segnalibro nei paraggi e neanche se ci rovesci sopra del caffè. 



I peccati capitali per chi ama i libri (che non sono poi dei veri peccati)

Per il lettore compulsivo, quello vero eh, quello ossessionato non da un libro ma dal POSSEDERE un libro, quello che annusa le nuove copie in libreria (ragà smettetela, è inquietante 'sta cosa), quello che se sfiori gli scaffali rigorosamente ordinati in camera sua sei morto, quello che se non hai un segnalibro a portata di mano e fai le orecchie hai compiuto un crimine contro l'umanità, il libro è un oggetto sacro
Il punto non è la storia che c'è dentro, la scelta delle parole da parte dell'autore, la sensazione che ti ha trasmesso, la possibilità di relazionarsi con i personaggi e comprenderli, e amarli, e odiarli. Il punto è IL LIBRO. Oggetto sacro e venerato, oggetto non da usare ma da guardare. 
Occhio: mi riferisco solo a una certa schiera di lettori, ovviamente. Quelli che anche se hanno odiato un libro lo tengono lì, sulla libreria, perché la copertina de L'eleganza del riccio è figa e far pensare che ami L'eleganza del riccio ti rende figo (io odio L'eleganza del riccio, che per caso si è capito?). Insomma, quelli che preferiscono la forma al contenuto. 

Io sono sempre stata una che agli oggetti ci tiene poco, a qualunque oggetto. Una che butta la gonna di seta in lavatrice e se esce fuori tutta strappata pazienza, è solo una gonna. Una che mangia le patatine e poi tocca il cellulare e se sul cellulare restano le ditate pazienza, è solo un cellulare. Non avevo mai comprato, però, dei libri di seconda mano. Finché una mia amica (ciao baby, se mi leggi) mi ha regalato i primi 5 libri di Harry Potter. Io stavo malissimo, avevo appena avuto la diagnosi di fibromialgia, perso il lavoro ed ero tornata a casa con la coda tra le gambe e una cartella medica che non significava niente e allo stesso tempo significava qualcosa di terribile. E mi sentivo sola. E in una sera di gennaio, dopo la morte di Alan Rickman, ho scoperto l'esistenza di Harry Potter (sì, ok, sapevo dell'esistenza di Harry Potter ma non l'avevo mai visto né letto). Così lei mi ha portato i primi 5 libri della saga. Erano i suoi, li aveva letti da ragazzina e non le erano piaciuti, così se ne stavano a prendere polvere sulla sua libreria. Sulla mia hanno trovato nuova vita, sono rinati, hanno assolto il compito che i libri dovrebbero avere: mi hanno raccontato storie. 


Lo hanno fatto mentre ero a letto malata, incapace di reagire, e leggevo nelle posizioni più strane, stropicciando la copertina. Mentre il mio comodino era cosparso di scatole di farmaci, e così qualcuna di quelle è stata strappata per diventare segnalibro di fortuna. Mentre mi innamoravo di un personaggio (suvvia, sapete di chi sto parlando) e sottolineavo ogni sua battuta, ogni descrizione della sua voce e delle sue mani, perché rileggerle mi avrebbe calmata. In quei mesi, su quel letto, mi sono resa conto che mi ero persa un mondo nei primi 24 anni della mia vita, e non solo il mondo di Harry Potter. Mi ero persa quel mondo in cui un libro è un oggetto sì, ma un oggetto che va usato, va vissuto, va letto. 


Ed è così che ho cominciato a comprare libri usati e la mia vita da lettrice è cambiata. Quegli oggetti non erano più sacre reliquie da adorare sull'altare della mia libreria, erano personaggi, messaggi, intenzioni, interpretazioni. Erano parole. E se quelle parole non avevano avuto effetto su un'altra persona (com'era capitato alla mia amica con Harry Potter) potevano averne su di me. Invece di rimanere, immacolati e spenti, sulle librerie altrui, potevano rivivere tra le mie mani. Così ho cominciato a spulciare i siti di Libraccio e Comprovendo Libri, il marketplace di Facebook e i gruppi dedicati alla compravendita di libri usati. Ho cominciato a fare i conti e a capire che potevo leggere un'intera saga spendendo l'equivalente di un solo libro nuovo. E questo non vuol dire che abbia smesso di comprare libri nuovi, solo che ci penso su prima di spendere il doppio per il mero piacere di possedere una cosa SOLO MIA.

E mi sono resa conto che c'è un piacere diverso nel sapere che, invece, quella cosa è appartenuta ad altri. A volte le persone da cui compro libri usati non li hanno mai letti, mi spediscono il libro intonso e quasi come se non fosse mai stato aperto. A volte il libro è un po' ingiallito, e mi chiedo dove abbia passato la sua vita precedente. In cantina, in garage, in un salotto impolverato? A volte trovo sorprese deliziose e inaspettate. Un disegno di Anakin e Obi Wan all'interno di Star Wars - La vendetta dei Sith, vergato da un bambino che poi è cresciuto e ha smesso di amare quella saga. Delle righe verticali sul dorso di Espiazione che dimostrano che sì, quel libro è stato letto. E non è piaciuto, e chissà chi è questa ragazza a cui non è piaciuto Espiazione, che cosa fa, cosa le piace invece, che carattere ha? Un bigliettino che dice "buona lettura", con un segnalibro e la bustina di una tisana, dentro Chiamami col tuo nome. Perché hai venduto Chiamami col tuo nome, ragazza sconosciuta? Per te non è stata una buona lettura e ti auguri che invece lo sia per me? Mi hai mandato una tisana perché speri che mi faccia stare meglio, mentre mi raggomitolo sul divano con il tuo (il mio) libro tra le mani? Forse qualche goccia di quella tisana ci finirà, sulle pagine del libro, non posso prometterti niente. 


Milano Fashion Week 2019: 5 trend avvistati alla sfilata di Laura Biagiotti

11 marzo 2019


Ormai fermamente nelle mani della figlia Lavinia, il Brand Laura Biagiotti continua a perpetrare il mito del proprio heritage: portabilità, sobrietà, tantissimo bianco Biagiotti e un tocco personale, che rende questa una delle mie sfilate di Milano preferite da sempre. 


Laura Biagiotti autunno inverno 2019-20: lo spessore culturale della moda

Da sempre portatrice sana dei valori di sartorialità e stile made in Italy, spesso dimentichiamo che Laura Biagiotti è stata anche una pioniera. La stilista italiana, scomparsa nel 2017, è stata la prima a portare la moda europea in Cina (evento a cui si è ispirata per la sfilata autunno inverno 2016-17) e, pur rimanendo uno dei brand più amati dalla borghesia milanese e non solo, ha raccontato di donne giovani e moderne, femminili e rilassate. Con collezioni e sfilate alla Milano Fashion Week sempre estremamente eleganti, abiti portabili e dettagli d'artigianato e lavorazioni a maglia che l'hanno resa la regina del cashmere. Oggi a raccontare l'eredità della mamma, ma a farla in qualche modo sua, è Lavinia Biagiotti, con una sfilata milanese che ha confermato lo spirito tradizionale del marchio italiano ma anche la volontà di ricercare una cifra stilistica personale. 


5 trend dalla sfilata Laura Biagiotti alla Milano Fashion Week



1. Il leggendario abito "bambola"

Rivoluzione della moda anni '70 e must have di ogni sfilata alla Milano Fashion Week, gli abiti Laura Biagiotti modello "bambola" sono sempre presenti eppure sempre nuovi. Volumi ampi, linee rinnovate e ampliate da grandi ruches si evolvono con stampe, colori, tessuti metallizzati. Resta l'idea di fondo di mamma Laura: liberare la silhouette femminile da qualsiasi costrizione e donarle la leggerezza che merita.


Abito Biagiotti "bambola"


2. Maglieria Laura Biagiotti

Il vero culmine della moda femminile firmata dalla signora del cashmere non può che essere la maglieria Laura Biagiotti, da sempre fulcro delle sue sfilate e dei guardaroba da signora. Lavinia reinterpreta il tema sconfinando nello sportswear: i jumper della collezione autunno inverno 2019-20 sembrano usciti da una palestra per entrare nella dimensione del casual-chic. 


Total look in maglieria, Laura Biagiotti

3. LB Monogram

Il simbolo della maison italiana invade tutto: dalla maglieria agli abiti, dalle mantelle ai leggins fino alle vistose collane, tutta la sfilata Laura Biagiotti ci ricorda le sue iniziali (un delizioso accenno alla continuità del brand, visto che LB corrisponde anche a Lavinia Biagiotti). Alla Milano Fashion Week nessuno ha ancora dimenticato la regina del bianco, e come potremmo? Almeno sappiamo che il suo nome e la sua moda sono in ottime mani.


Total look LB Monogram

4. Vintage ma cool

I vestiti firmati Laura Biagiotti, in ognuna delle sue sfilate a Milano, hanno raccontato il suo amore per le stampe vintage. Dall'optical all'etnico, dalle stampe tappezzeria a quelle più contemporanee, la stilista amava le fantasie. Così nella collezione autunno inverno del prossimo anno, Lavinia punta sul paisley: insieme etnico anni '70 e contemporaneo hipster. 

Total look in stampe paisley dal gusto vintage


5. Bianco Biagiotti

Non si è mai vista una sfilata Laura Biagiotti che non comprendesse massicce dosi di bianco. Il colore-non colore, che li contiene tutti e non ne mostra nessuno, è stato per anni associato alla moda sobria e femminile della maison italiana. Così anche alla Milano Fashion Week 2019 torna prepotente, inondando di luce tutta la seconda parte della sfilata Laura Biagiotti. Esplode sugli abiti e la maglieria Biagiotti, raccontandoci una storia che è ancora da scrivere ma che non si allontana dalle radici del suo successo. Brava Lavinia!

Total look in bianco Biagiotti






Si ringrazia l'ufficio stampa Laura Biagiotti per l'invito alla sfilata autunno inverno 2019-20.

Game of Thrones 8, chi morirà tra i personaggi del Trono di Spade e cosa succederà? 105 domande

5 marzo 2019


Mancano 40 giorni all'uscita in Italia di Game of Thrones 8, l'ultima stagione della serie tv che ci ha tenuti incollati al divano tra morti (quante morti!), tradimenti e colpi di scena nel mondo fantasy di George R. R. Martin. E così, come una quaresima nerd, è il momento di dissertare su ogni dettaglio, su ogni battuta, su chi morirà, cosa succederà, chi tra i personaggi del Trono di Spade sarà re quando sui nostri schermi apparirà la parola FINE. 
Per farlo, seguo le 105 domande su Game of Thrones 8 del canale Youtube bridge4, provando a darvi le mie previsioni in base all'arco narrativo della serie tv e della saga letteraria. Via!


105 domande su cosa succederà nel finale di Game of Thrones

1. La barriera crollerà per intero? Sì.

2. Qual è il destino del Re della Notte? Conosceremo la sua backstory, verrà "guarito" dal trauma e dal dolore che lo hanno reso un Estraneo e alla fine, inevitabilmente, morirà.

3. Cersei sopravviverà? No.

4. Chi governerà Grande Inverno alla fine di Game of Thrones? Sansa Stark.

5. Chi ucciderà la Montagna? Arya Stark. 

6. Arya darà a Sandor il Dono della Misericordia? Purtroppo sì. Ciao Sandor, insegna agli angeli a rubare polli alle taverne. 

7. Arya ucciderà Bran con la daga d'acciaio di Valyria? Assolutamente no. 

8. Chi sarà il re sul Trono di Spade alla fine? Tyrion Lannister, reggente per l'orfano di Jon e Daenerys. 

9. Chi sarà la regina alla fine? Nessuno o Sansa Stark (che nei libri de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco è ancora sposata con Tyrion, eh).

10. Daenerys morirà di parto? Assolutamente sì.

11. Chi darà il colpo mortale ad Re della Notte? Samwell Tarly.

12. Bran è il Re della Notte? No. 

13. Arya e Gendry staranno insieme alla fine della serie? Certo che sì.

14. Daenerys avrà un bambino? Sì, certo (vedi domanda 10).

15. Daenerys e Jon Snow si sposeranno? Non credo ci sarà il tempo. 

16. Jon Snow cavalcherà un drago? Sì, Rhaegal.

17. Cersei diventerà la Regina della Notte? Mmm non credo. 

18. Samwell Tarly farà partorire Daenerys? Può essere. Non vedo chi altri possa farlo. 

19. Jon Snow verrà legittimato come Targaryen? Può essere, ma al 100% non cambierà nome. 

20. Jon Snow verrà legittimato come Stark? No. Il suo arco narrativo perderebbe qualsiasi senso se cambiasse nome.

21. Cersei verrà assolta dai suoi crimini? No. 

22. Verrà forgiato altro Acciaio di Valyria? Mmm non credo.

23. Jon Snow sopravviverà? No. Jonny-Boy morirà di nuovo.

24. Daenerys Targaryen sopravviverà? No, ancora una volta, morirà di parto. 

25. Bran Stark sopravviverà? Sì.

26. Arya Stark sopravviverà? Sì.

27. Sansa Stark sopravviverà? Sì.

28. Tyrion Lannister sopravviverà? Sì.

29. Jaime Lannister sopravviverà? Non saprei, avrebbe narrativamente senso sia farlo sopravvivere che farlo morire. 

30. Samwell Tarly sopravviverà? Sì. Lui, Gilly e il piccolo Sam saranno la nuova famiglia da cui ripartirà la storia di Westeros.

31. Chi è Azor Ahai/Il Principe che fu Promesso? Rhaegar Targaryen.

32. Portatrice di Luce/Lightbringer è una spada? No, è una persona. Jon Snow. 

33. Chi è il Valonqar (fratello o sorella minore) che ucciderà Cersei? Arya Stark. La profezia parla di UN fratello o sorella minore, non di SUO fratello minore. 

34. Chi è "un'altra, più giovane e più bella" della profezia di Cersei? Brienne di Tarth, detta in maniera dispregiativa "La Bella" (occhiolino).

35. Bran discuterà con Jaime della spinta dalla torre? Jaime proverà a parlarne, ma il Corvo con Tre Occhi lo perdonerà a prescindere da qualunque cosa dica. 

36. Chi scriverà le imprese di Jaime nel Libro Bianco della Guardia Reale? La nuova Lady Comandante Brienne di Tarth.

37. Il piccolo Sam sarà sacrificato o morirà? Assolutamente no (vedi domanda 30).

38. Brienne bacerà qualcuno? Sì, Jaime. Mi dispiace, fan della coppia Brienne/Tormund, non accadrà mai. Non ha narrativamente senso separare Brienne da Jaime, sorry.

39. Il Re della Notte è imparentato con gli Stark? Sì, è il figlio bastardo di uno Stark. 

40. Il Re della Notte (Night King) della serie tv e il 13° Lord Comandante dei Guardiani della Notte (Night's King) dei libri sono la stessa persona? Sì.

41. Il Re della Notte è il Bastardo di Grande Inverno (figlio di Bael il Bardo) dei libri? Assolutamente sì, vedi domanda 39. 

42. Tutti i metalupi moriranno? Sì. 

43. Tutti i draghi moriranno? Sì. Nel nuovo mondo di Westeros tutte le creature magiche saranno estinte (i Figli della Foresta e i Giganti si sono già estinti e lo stesso accadrà a draghi, Estranei, metalupi).

44. Cersei darà fuoco ad Approdo del Re? Ci proverà, ma verrà fermata da Jaime. #MadQueen.

45. Rimarranno Estranei dopo la battaglia finale? No, vedi domanda 43.

46. Brienne diventerà un cavaliere? Certamente.

47. Podrick Payne diventerà cavaliere? Sì, sarà investito proprio da Brienne.

48. Riforgeranno Ghiaccio (la spada in Acciaio di Valyria di Ned Stark)? Sì.

49. Bran "entrerà" nel corpo di un drago? Non credo e comunque non è così importante. La frase del Corvo con Tre Occhi "Non camminerai mai più, ma volerai" si riferisce a volare nel tempo e nello spazio, non al volare fisicamente (anche se lo ha comunque già fatto attraverso i corvi).

50. Vedremo uova di drago nelle Cripte di Grande Inverno? Può essere, probabilmente nei prossimi libri di George R. R. Martin ma non nella serie tv. 

51. C'è un'entrata segreta nelle Cripte di Grande Inverno? Sì.

52. Cersei è la madre di Gendry? No.

53. Jaime è un figlio bastardo del Re Folle Aerys? No, non credo.

54. Howland Reed (il padre di Jojen e Meera) possiede i resti di Ned Stark? Sicuramente sì nei libri e spero che compaia anche nella serie tv.

55. Hodor ritornerà come un non-morto? Credo di no, sarebbe già apparso. 

56. Estate tornerà come un non-morto? Questo mi sembra più plausibile, ma comunque non credo. 

57. Melisandre resusciterà Arya? No, non credo che Arya morirà.

58. Vedremo un narratore che racconterà le storie di Game of Thrones? Sì, Sam completerà Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco iniziate dall'Arcimaestro aestro Ebrose (che ovviamente morirà).

59. Ci sarà un altro Patto (tra gli umani e gli Estranei)? No, gli Estranei non ci saranno più. Vedi domanda 43.

60. Sandor Clegane resusciterà Sansa con l'Ultimo Bacio? No, Sansa non morirà.

61. Sandor riceverà finalmente una canzone dal suo Uccelletto (Sansa Stark)? Spero di sì, ma non avrà niente di romantico. 

62. La battutta di Gilly "Sea...see...they spell different but they sound the same" avrà un significato? Sì. Tutti i giochi di parole (anche se in italiano non hanno la stessa potenza) significano qualcosa per George R. R. Martin. 

63. Sarà indetto un Gran Concilio prima della fine della storia? Sì, per stabilire chi sarà il regnante al posto del figlio neonato di Jon e Daenerys. 

64. Daenerys appiccherà accidentalmente un incendio con l'altofuoco su Approdo del Re? Non credo. 

65. Ci sarà una nuova Barriera di Vetro di Drago (come sembra suggerire il primo teaser trailer?) No, non ci saranno divisioni nel nuovo Westeros.

66. Jorah Mormont diventerà il nuovo Lord Comandante dei Guardiani della Notte? No. Non esisterà più la Barriera e non esisteranno più i Guardiani della Notte. 

67. Jaime diventerà il nuovo Lord Comandante dei Guardiani della Notte? No, per lo stesso motivo. 

68. Il colpo mortale al Re della Notte sarà dato scagliando una freccia? Può darsi. Una freccia o una daga. 

69. Brienne sopravviverà? Sì.

70. Davos Seaworth sopravviverà? Sì.

71. Tormund Giantsbane sopravviverà? No. 

72. Varys sopravviverà? Purtroppo no, è uno dei miei personaggi preferiti ma il Gioco del Trono è finito e i giocatori non servono più alla storia. 

73. Jorah sopravviverà? Non credo che avrebbe un grande impatto a livello narrativo. Magari si sacrificherà per salvare Daenerys o Jon. 

74. Gilly sopravviverà? Assolutamente sì.

75. Gendry sopravviverà? Sì.

76. Missandei sopravviverà? Non saprei.

77. Verme Grigio sopravviverà? Anche qui, non saprei ma propendo per il no.

78. Sandor sopravviverà? Assolutamente no. Riceverà una ferita grave (probabilmente dal fratello) e Arya gli farà il Dono della Misericordia uccidendolo.

79. Bronn sopravviverà? No. L'ultima stagione di Game of Thrones sarà molto sanguinosa, e Bronn è narrativamente sacrificabile. Per quanto sia diventato un fan-favourite, è un personaggio assolutamente irrilevante, soprattutto nei libri.

80. Ed l'Addolorato sopravviverà? Mmm non credo, stesso discorso di Bronn.

81. Euron Greyjoy sopravviverà? Assolutamente no, impossibile.

82. Theon Greyjoy sopravviverà? No, si sacrificherà per la sorella. Non avrebbe senso completare il suo arco narrativo in qualsiasi altro modo.

83. Yara Greyjoy sopravviverà? Sì, sarà la prima regina delle Isole di Ferro.

84. Podrick sopravviverà? Sì.

85. Melisandre sopravviverà? Impossibile. 

86. Qyburn sopravviverà? No.

87. Meera Reed sopravviverà? Sì.

88. Il nome del Re della Notte è Jon Snow? Sì, sicuramente. Ci sono decine di indizi nei libri di Game of Thrones e negli spin-off.

89. Cosa farà Samwell Tarly alla fine della serie tv? Sarà il Lord di Altogiardino, con Gilly e il piccolo Sam.

90. Arya scivolerà tra le gambe della Montagna quando lo ucciderà? Sicuramente. Di nuovo, decine di indizi nei libri e nella serie tv.

91. Arya infilzerà la daga nel viso della Montagna? Sì, stesso motivo.

92. Alla fine di Game of Thrones Davos sarà Primo Cavaliere? Sì.

93. Edmure Tully sopravviverà? Probabilmente sì. Pensavo che sarebbe successo solo nei libri, ma le ultime indiscrezioni parlano di un ritorno dell'attore nell'ultima stagione. 

94. Ned Umber sopravviverà? Personaggio secondario apparso solo in un episodio e che vive a pochi km dagli Estranei? Mortissimo, senza ombra di dubbio. 

95. Alys Karstark sopravviverà? Anche se nei libri de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco è un personaggio leggermente più importante, no, creperà anche lei.

96. Lyanna Mormont sopravviverà? Eh certo, chi l'ammazza?

97. Robyn Arrin sopravviverà? Santo cielo, spero di no.

98. Robett Glover sopravviverà? Come Alys Karstark, è un personaggio più importante nei libri che nella serie tv, ma morirà in entrambi.

99. Yohn Royce il Bronzeo sopravviverà? Può darsi... mmm, non lo so. Ci vorrà pure qualcuno che governi la Valle.

100. Talla Tarly sopravviverà? Non saprei, non avrà comunque alcun impatto sulla storia.

101. Ci sarà un Giudizio dei Sette (come nello spin-off Il Cavaliere dei Sette Regni)? Credo di no.

102. Ditocorto tornerà? No, arrendetevi, è morto. Così come Varys, è un giocatore e il gioco è finito. Vedi domanda 72.

103. Vedremo un evento che somigli alla storia dei "3000 di Qohor" (raccontata nello spin-off Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco)? Spero di sì.

104. Vedremo di nuovo Jaquen H'ghar? No, sicuramente non nella serie, forse nei libri. L'arco narrativo di Arya con gli Uomini Senza Volto è terminato.

105. Vedremo di nuovo Benjen Stark/Manifredde? Assolutamente no. Il suo ritorno nella settima stagione è stato già abbastanza inutile, grazie, basta così. 

Ecco, queste sono le mie 105 teorie e previsioni sui personaggi del Trono di Spade, chi morirà, chi sopravviverà e cosa succederà in Game of Thrones 8. Provate a fare le vostre (se andate sul video di bridge4 potete donare 4,99€ all'ospedale pediatrico di Philadelphia, la sfida delle 105 domande è iniziata così) tornate qui alla fine dell'ottava stagione, e vediamo chi ne ha azzeccate di più! :) 


Lady Gaga, Selma Blair, Sarah Hyland: come affrontare una malattia cronica sul red carpet

1 marzo 2019


Degli Oscar 2019 si è parlato in lungo e in largo, ma ci sono dei dettagli che sono sfuggiti ai più. Ben tre attrici presenti alla notte delle stelle hanno portato sul tappeto rosso la propria testimonianza di guerriere, combattenti, donne. C'era ovviamente Lady Gaga, la cui malattia è stata oggetto di speculazioni e news da quando nel suo documentario su Netflix ha rivelato che soffre di fibromialgia. C'era Selma Blair, a un anno dalla diagnosi di sclerosi multipla. C'era Sarah Hyland, reduce da due trapianti di rene per la malattia cronica che la affligge da quando era bambina, la displasia. E ognuna di loro ha calcato il red carpet in maniera diversa, e ognuna di loro va celebrata per averlo fatto. 



Come affrontare una malattia cronica sul red carpet?

O meglio, per essere più terra terra: come affrontare una malattia cronica in qualunque situazione che richieda di essere belle, eleganti, perfette? Questo quesito me lo sono posta spesso, ai matrimoni e alle sfilate, al Festival del Cinema e quando esco a cena fuori. Come posso essere ben vestita quando il mio corpo è letteralmente allo sfascio? Come posso nascondere le scarpe ortopediche sotto l'abito da sera? Come posso spiegare che no, non ho alcuna intenzione di andare in giro per Milano a febbraio con le gambe scoperte, anche se è la Fashion Week e i collant sono considerati un crimine contro l'umanità
La verità è che non lo so. La verità è che i canoni che ci vengono imposti dalle riviste femminili, dai social media (se n'è parlato in questi giorni su Instagram grazie alle stories di Simona Melani), dagli stessi eventi mondani che amiamo ammirare dal divano di casa, non ci permettono di applicare il concetto di femminilità a un corpo sofferente. Queste tre donne però, ci hanno mostrato come affrontare una malattia cronica sul red carpet, in tre maniere diverse e tutte e tre assolutamente valide e ammirevoli. 


Selma Blair, agli Oscar 2019 con il bastone

Da La rivincita delle bionde ad American Crime Story, forse conoscete quest'attrice per la sua carriera al cinema e in tv. Ma più probabilmente la conoscete perché qualche mese fa ha raccontato la sua diagnosi di sclerosi multipla«Appena me l’hanno detto, ho pianto. Non erano lacrime di paura, né di panico. Erano lacrime consapevoli, di chi sa che deve arrendersi a un corpo di cui ha perso il controllo. Era come se provassi, persino, un pizzico di sollievo» ha raccontato l'attrice rivelando un sentimento che, per quanto sembri assurdo, chi soffre di dolore cronico ha provato sulla propria pelle. Per chi sa che il dolore sarà proprio compagno per tutta la vita, non c'è consolazione, ma c'è la consapevolezza. C'è il momento in cui arriva la diagnosi e no, non sei pazza, non è tutto nella tua testa, è nel tuo corpo e sarà così per sempre. Non è molto ma è meglio di essere considerata pigra o pazza perché provi dolore ogni giorno in ogni momento.
Sul red carpet degli Oscar 2019, Selma Blair ha fatto una cosa che ha reso orgogliosi tutti i malati cronici in giro per il mondo: ha sfilato con il bastone. Il suo bellissimo abito da sera e accanto il bastone, segno che la sclerosi multipla c'è e non può (e non vuole) nasconderla. «Sono disabile, a volte cado, faccio cadere anche le cose, la mia memoria è nebulosa, e il mio lato sinistro sta chiedendo indicazioni a un gps rotto - ha raccontato Selma a Vanity Fair - Non so esattamente cosa farò, ma so che farò del mio meglio».



Lady Gaga e la fibromialgia che per una volta, non è stata la protagonista

Lady Gaga è diventata una sorta di paladina dei malati cronici quando, circa un anno e mezzo fa, ha dichiarato di soffrire di fibromialgia. La cantante è stata anche pesantemente attaccata per i motivi più disparati: perché lei può permettersi cure migliori e più costose delle nostre, e quindi non ha il diritto di lamentarsi; perché lei comunque fa spettacoli e lavora, quindi forse non soffre quanto noi; perché parlare di fibromialgia nel documentario Netflix e nelle interviste successive è stata solo una mossa di marketing (anche se rivelando i suoi problemi di salute ha annullato diverse tappe dei suoi tour e di fatto ha perso milioni di dollari in biglietti da risarcire); perché parlare di fibromialgia non basta, se non fai qualcosa di concreto per aiutare gli altri malati che non hanno i tuoi stessi privilegi. Ve lo giuro, ne ho lette di ogni tipo su gruppi facebook e forum dedicati alla malattia. Fare un giro su queste community dimostra che sì, parlare con altri malati può essere liberatorio, può farti sentire meno sola, darti la sensazione di appartenere a qualcosa, a un gruppo di persone che possono capirti perché provano ciò che provi tu. Ma dimostra anche che soffrire di una malattia cronica non ti rende migliore degli altri (e sapeste quante volte ho letto che "Chi soffre di fibromialgia è più sensibile e buono, gli str***i sono tutti in salute" e ho pensato che, beh, se scrivi una cosa del genere un po' str***o lo sei anche tu). 

La cosa importante, però, è che sul red carpet degli Oscar 2019 Lady Gaga ha brillato. Così come durante tutto il resto della stagione dei premi, dal Festival del Cinema di Venezia ai Golden Globes, non si è fatta parola della malattia cronica della cantante. Si è parlato del suo talento, del suo esordio al cinema in A Star is Born, dei suoi vestiti spettacolari. Look che io non avrei mai potuto indossare perché la collana Tiffany che ha portato al collo la notte degli Oscar è tra le più pesanti al mondo, i tacchi non li metto neanche sotto tortura, gli abiti da sera sono troppo impegnativi e pesanti per me. Ma per lei no, e ciò non rende la sua malattia meno reale e meno importante della mia. Ci rende diverse come ogni essere umano, che soffra di fibromialgia o che sia in perfetta salute. 


Sarah Hyland, su Instagram scoppia il panciera-gate

Afflitta da displasia renale da quando era bambina, la Sarah Hyland di Modern Family è stata molto aperta e sincera nel raccontare di aver subito due trapianti di rene (l'ultimo dei quali lo scorso dicembre), di aver pensato al suicido a causa dei pensieri negativi che le malattie croniche e i farmaci usati per tenerle a bada possono scatenare, di non essere ancora completamente a proprio agio in quel corpo imperfetto. Il giorno dopo gli Oscar 2019 la povera Sarah, come ha fatto spesso in altre occasioni, ha affidato ai social i suoi pensieri su come affrontare una malattia cronica sul red carpet, mostrando con ironia delle foto dall'after party e rivelando di indossare due panciere sotto l'aderente abito da sera. In pochissimo tempo la ragazza (che è bellissima e anche molto magra) è stata ricoperta di insulti perché, secondo alcuni lettori, darebbe alle ragazzine un messaggio sbagliato in merito al dover apparire magrissime e perfette. 
Peccato che nessuna delle persone che ha commentato soffra di una malattia cronica e abbia subito degli interventi così invasivi da portarla a non riconoscersi più nel proprio corpo. La doppia panciera che Sarah Hyland indossava sul red carpet degli Oscar, infatti, serviva a nascondere la protuberanza lasciata sull'addome della ragazza dai due interventi subiti, come ha poi dovuto spiegare. 

Insomma, qual è il modo giusto di presentarsi sul red carpet degli Oscar, o a un matrimonio, o a qualsiasi evento importante quando soffri di una malattia cronica e il tuo corpo lo dimostra? Semplicemente, quello che ti fa sentire più a tuo agio. Se vuoi mostrare fieramente la tua disabilità, fallo. Se vuoi nasconderla perché non te la senti di condividerla con il mondo, fallo. Se vuoi essere semplicemente favolosa e te la senti di soffrire un po' per indossare un bell'abito da sera, fallo. Se non te ne frega una ceppa e vuoi indossare i sandali ortopedici sotto un abito Valentino haute couture come Frances McDormand senza dare spiegazioni a nessuno, fallo


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