Le 5 sfilate della Milano Fashion Week più chiacchierate

27 febbraio 2019

La sfilata Versace alla Milano Fashion Week 2019

Anche la settimana della moda di Milano è giunta al termine, un po' sottotono rispetto alle edizioni precedenti. Senza dubbio influenzata dalla morte di Karl Lagerfeld, annunciata lo stesso giorno dell'inaugurazione della Milano Fashion Week (e alcuni credono che non sia un caso e che il tempismo dell'annuncio sia quantomeno sospetto). Certo è che uno dei più grandi couturier della storia recente ci ha lasciati, e la sua dipartita ha avuto un forte impatto sulla moda italiana: Lagerfeld è stato direttore creativo di Fendi dal 1965, e certe cose lasciano il segno. Insomma, le sfilate di moda italiana sono rimaste in ombra, forse anche perché, come diceva la grande Coco Chanel (altra figura fondamentale nella vita di Karl Lagerfeld) "La moda riflette sempre i tempi in cui vive anche se, quando i tempi sono banali, tendiamo a dimenticarcene". 


Le 5 sfilate più chiacchierate della Milano Fashion Week 2019



1. Missoni, vestiti a maglia "anche se sembra che non lo siano"

Così l'erede della dinastia di stilisti, Angela, ha raccontato dietro le quinte la sfilata Missoni 2019. E non è facilissimo crederle: dai look iperdecorati ai tailleur in lurex talmente trasparente da risultare impalpabile, molti dei capi non sembrano realizzati a maglia a un primo sguardo. Invece lo sono, come nella migliore tradizione dei vestiti Missoni che hanno fatto la storia (coloratissima e rilassata) della moda italiana, e che oggi guardano decisamente al mondo arabo.






2. Roberto Cavalli, la ricerca dell'equilibrio

L'equilibrio in questione è quello che Paul Surridge, direttore creativo del marchio da un anno e mezzo, cerca di trovare tra il suo punto di vista e quello di Roberto Cavalli. Che non potrebbero essere più diversi. Se Cavalli ci ha abituati al more is more, alle stampe animalier, ai design sensuali e selvaggi, la carriera di Surridge tra Prada, Jil Sander, Calvin Klein e Zegna è stata sempre votata alle linee pulite e al minimalismo. Come incontrarsi a metà strada? Se nelle collezioni di moda uomo si comincia a intravedere un punto di incontro, la sfilata Roberto Cavalli alla Milano Fashion Week dedicata alla collezione femminile non convince. Ritenta, Paul.






3. La sfilata Versace alla Milano Fashion Week: ode all'imperfezione

Donatella Versace lo ha detto dietro le quinte della sua sfilata a Milano: "L'imperfezione è la nuova perfezione". E allora ecco che la collezione autunno inverno 2019-20 va alla ricerca del dettaglio inaspettato, della stonatura, dell'asimmetria. Di quel fragile equilibrio tra lusso e grunge che da sempre le collezioni Versace sono in grado di creare. D'altra parte, nella stagione in cui il ritorno alla moda anni '90 è prepotente, anche Donatella decide di tornare alle sue origini: la moda Versace è sensuale, eccessiva, indomabile. 






4. Sfilata Prada 2019, tra film dell'orrore e impegno politico

Miuccia Prada non ha mai nascosto quello che è: una signora milanese attenta all'attualità. Una borghese che partecipava ai cortei studenteschi in gonnellona. Una stilista in grado di educare al gusto e al disgusto. Ed ecco che i due temi si fondono nella collezione autunno inverno 2019-20. Sulla passerella della Milano Fashion Week sfilano abiti gotici, che riprendono il tema dell'ultima collezione di moda uomo; linee romantiche ed eteree da fiaba; applicazioni di fiori che nascondono abiti dalla chiara ispirazione militare. Perché è tempo di combattere, e Prada lo fa da sempre, dalla parte delle donne. 





5. Fendi e l'addio a Karl Lagerfeld

Se, come raccontavo in apertura, la morte di Lagerfeld ha lasciato scosso e senza parole tutto il mondo della moda, a risentirne maggiormente non potevano che essere Fendi e Chanel (che sfilerà il 5 marzo chiudendo la Fashion Week di Parigi). Visibilmente emozionata dietro le quinte, Silvia Venturini Fendi ha ricordato l'amico e mentore senza tristezza, dedicandogli l'intera sfilata della Milano Fashion Week 2019. I tocchi distintivi che il Kaiser Karl ha impresso sulla casa di moda romana sono tutti qui: la sartorialità geometrica, quei colletti Edwardiani che lui stesso amava indossare e l'inconfondibile logo Fendi con le due F sovrapposte, disegnato da Lagerfeld e per questo chiamato Karligraphy. Ci mancherà. 




Foto da Vogue.com

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