"Vox Lux" al Festival di Venezia: Natalie Portman è una popstar nel film che parla anche dell'11 settembre

11 settembre 2018

Natalie Portman al Festival del Cinema di Venezia

Non ha vinto premi al Festival del Cinema di Venezia, ci sta riprovando in questi giorni a Toronto, Vox Lux. Il film angosciante e oscuro sulla vita di una popstar americana, attraverso la sua vicenda infernale, racconta (come dice il sottotitolo) "Un ritratto del XXI secolo". Natalie Portman è la protagonista, insieme a Jude Law, Stacy Martin e Raffey Cassidy, di una parabola discendente che ruota attorno a tre avvenimenti sanguinosi dell'Occidente negli ultimi vent'anni: la strage della Columbine; l'11 settembre; l'attentato al concerto di Ariana Grande nel 2017. 

Trama di Vox Lux. 
Celeste (Raffey Cassidy) è una ragazzina talentuosa, timorata di Dio, buona e gentile quando, nel 1999, un compagno di classe entra in aula armato e spara all'insegnante, poi a quasi tutti gli studenti. Si tratta di una rappresentazione, anche se non direttamente appellata, della strage della Columbine, in cui rimasero uccisi 12 studenti e un'insegnante e 24 furono i feriti. Brady Corbet, regista e sceneggiatore del film, ha vissuto in Colorado e ricorda bene quella strage avvenuta a pochi km da casa sua. Celeste si salva miracolosamente, riportando una ferita al collo che coprirà per il resto della vita. Questo tragico evento, però, la cambierà per sempre. Durante la convalescenza, la sorella più grande (e ben più talentuosa) di Celeste, Eleanor "Ellie" interpretata da Stacy Martin, la distrae suonando canzoni, componendo insieme a lei, aiutandola a ritrovare la sua voce dopo il trauma. Così Celeste viene invitata ad esibirsi a una commemorazione delle vittime, canta una canzone scritta con Eleanor in cui racconta il proprio dolore e nel cui testo, all'ultimo momento, la parola "io" viene sostituita da "noi". Il dolore di Celeste, raccontato dall'ironico narratore Willem Dafoe (Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile al Festival di Venezia per At Eternity's Gate), diventa il dolore di una scuola, di una città, di una nazione intera. Il talento di Celeste, unito alla sua drammatica storia, attira le case discografiche e il manager interpretato da Jude Law, e in breve la ragazzina diventa una popstar. 

Il secondo evento drammatico che unisce la nazione alla storia personale di Celeste è l'11 settembre. Anche questo avvenimento non viene mai nominato direttamente. Vediamo la ragazzina perdere la propria innocenza insieme ad Eleanor che, erroneamente, ritiene che la tragedia vissuta dalla sorella l'abbia rafforzata a tal punto da poterla considerare una donna fatta. Il sesso, la droga, l'alcool, niente può essere traumatico per una ragazzina che ha visto la morte in faccia, no? Ma un giorno Celeste entra in camera di Eleanor e la trova a letto con il suo manager, definitiva conferma per lei che nessuno è innocente, che dalla tragedia della sua vita stanno guadagnando un po' tutti. Celeste era entrata in camera della sorella per dirle la frase che molti di noi hanno detto o sentito l'11 settembre: "Un aereo ha colpito un palazzo a New York, ci sono tantissime vittime, è un inferno, accendi la tv".

Il terzo atto di Vox Lux fa un ulteriore salto in avanti. La Celeste adulta, Natalie Portman, è una popstar di fama mondiale, veste alla Lady Gaga, ha una figlia adolescente (anche lei interpretata da Raffey Cassidy) di cui si occupa praticamente solo la zia Ellie e una dipendenza da alcool e droga che condivide con il suo manager (insieme, occasionalmente, al letto). La sua adolescenza traumatica l'ha segnata per sempre, ma a distruggerla è stato il tentativo di anestetizzare il dolore con la fama. Si intravedono sedute di fisioterapia, ma il trauma della strage a scuola non è mai stato affrontato, analizzato, risolto. Il dolore di Celeste è stato impacchettato in album di successo, concerti sold out, una pioggia di glitter e un numero indefinito di collari stravaganti che coprono la ferita. Il dolore di una nazione intera, del mondo, viene impacchettato con lustrini e paillettes e mai analizzato, mai risolto, mai affrontato. Il terzo attentato terroristico legato alla vita di Celeste si svolge su una spiaggia in Croazia. Uomini che indossano le maschere luccicanti del suo tour sparano all'impazzata sulla folla, proprio nel giorno del ritorno della popstar sul palco nella sua città Natale. Un chiaro riferimento all'attentato del concerto di Ariana Grande nel 2017. Il cerchio si è chiuso. Il film inizia con Celeste che affronta il dolore del terrorismo e delle conseguenze che avrà nella sua vita personale e professionale nella sua città, si chiude allo stesso modo. Con un concerto grandioso che mette a tacere il dolore, il trauma, il senso di colpa del sopravvissuto.

Recensione e opinioni su Vox Lux
Il film di Brady Corbet è un progetto ambizioso e angosciante, il cui risultato non è all'altezza di altri titoli in concorso al Festival del Cinema di Venezia, ma supera comunque le aspettative che la trama e il trailer avevano creato. Così come il film di debutto del regista "Infanzia di un capo", anche Vox Lux racconta l'ascesa agli inferi (figurata e letterale, secondo il narratore Willem Dafoe) di un mondo che non sa gestire la violenza, la fama, il PSTD (disturbo da stress post traumatico) e il senso di colpa del sopravvissuto. Un mondo che quel dolore lo rende un bene fruibile, uno spettacolo, una pioggia di luci e di glitter sotto cui nascondere le guance rigate dal pianto e scavate dalla dipendenza. Non a caso, Natalie Portman lo ha definito "Il film più politico che abbia mai fatto". 
Una menzione speciale va al personaggio di Ellie, la sorella che subito dopo l'incidente dice a Celeste "Sono così felice che tu sia viva" e continua a ripeterglielo ogni volta che la star la umilia, le ruba l'uomo e la carriera. Ellie ha dedicato la propria vita a Celeste che, come specifica Brady Corbet in conferenza stampa, non è un mostro ma una vittima. Eppure è capace di fare altre vittime. 
Brava Raffey Cassidy, la giovanissima attrice che ricorderete come la bambina inquietante di Tomorrowland, o come la bambina inquietante di Dark Shadows, o come l'adolescente inquietante de Il Sacrificio del Cervo Sacro (il film per cui Yorgos Lanthimos, quest'anno Leone d'Argento al Festival del Cinema di Venezia con The Favourite, aveva raggiunto la notorietà). Qui la ragazza interpreta due personaggi, Celeste da giovane e sua figlia Albertine "Alby", riuscendo a dare sfumature diverse eppure simili alle due. 
Vox Lux, oggi in concorso anche al Festival del Cinema di Toronto, ha ricevuto recensioni contrastanti. Forse un progetto troppo ambizioso per un regista così giovane. Ma io che ne so? Sono più giovane di lui di 4 anni!


Raffey Cassidy sul red carpet del Festival del Cinema di Venezia

Natalie Portman sul red carpet del Festival del Cinema di Venezia

Natalie Portman in una scena di Vox Lux

Natalie Portman e Raffey Cassidy in una scena di Vox Lux

Natalie Portman in una scena di Vox Lux

Raffey Cassidy e Natalie Portman sul set di Vox Lux
Natalie Portman, Brady Corbet, Stacy Martin, Raffey Cassidy sul red carpet del Festival del Cinema di Venezia


P.s. Soffrendo di alcune patologie neurologiche, mi sento di sconsigliare la visione a chi soffre di epilessia e condizioni simili: le luci psichedeliche e i colori fortissimi possono scatenare attacchi.

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