Insatiable, il cibo, la vendetta, la superficialità umana. La mia recensione della serie tv Netflix più discussa del 2018

27 agosto 2018


Se ne parla da ben prima che arrivasse su Netflix: senza dubbio Insatiable è una delle serie tv più discusse dell'anno. Le premesse per creare un telefilm super trash, come vi avevo raccontato nel post di qualche giorno fa, c'erano. E, da questo punto di vista, Insatiable non ha deluso. La trama è glitterata, assurda, fuori controllo.
La trama di Insatable in breve: La liceale Patricia "Patty" Bladell è una ragazzina in sovrappeso, vittima di bullismo tra le mura della scuola, di una totale negligenza da parte della madre (giovanissima, alcolista e spesso in competizione con lei), della mancanza di una figura paterna. Trova rifugio solo in 3 cose: Nonnie, l'amica di sempre, che le sta al fianco in qualsiasi situazione; i film di Drew Berrymore, sua icona di vita; il cibo. Costretta per tre mesi a una dieta di soli liquidi dopo lo scontro con un vagabondo che le rompe la mascella, la ragazza dimagrisce e comincia a dedicarsi alla propria vendetta contro chiunque l'abbia mai derisa o maltrattata. E cerca di farlo diventando le reginetta dei concorsi di bellezza della sua città (e non solo). 

Occhio, da qui cominciano gli spoiler sulla prima stagione di Insatiable!!!

Allora, perché dovreste guardare questa serie tv Netflix che inneggia al dimagrimento per raggiungere i propri obiettivi, alla ricerca di una giustizia personale e all'esaltazione della bellezza esteriore?
Perché nessuna di queste cose è realmente al centro della trama. Non la vendetta, non la bellezza, non il cibo. Quest'ultimo, laddove il trailer della serie tv Netflix aveva fatto pensare fosse il fulcro della storia di Patty, è solo un pretesto per raccontare una gran varietà di personaggi, tutti appunto insaziabili. Di vendetta, di potere, di ricchezza. Lo squallore che ognuno di loro mette in atto, in modi e con mezzi diversi, nasconde profonde insicurezze e la volontà di mantenere una facciata di perfezione nascondendo la propria reale natura. 
Emblema di questo concetto sono proprio i due protagonisti, Patty e Bob (il suo avvocato difensore nella causa contro il vagabondo e poi coach nel mondo glitterato dei concorsi di bellezza). Entrambi sono allo stesso tempo protagonisti e voci narranti della storia, e in alcuni episodi lo è anche la moglie di Bob, Coralee. Tutti e tre ci raccontano la storia dal loro punto di vista, dipingendosi come delle vittime, mentre vediamo letteralmente la storia svolgersi in un modo completamente diverso davanti ai nostri occhi. Con la loro fame di riscatto e la loro errata convinzione che, avendo subito dei torti in passato, possano permettersi adesso di ferire chiunque perché "adesso è il loro turno", vengono presentati fin dalla prima puntata come dei narratori inaffidabili. Sono stati e forse sono vittime, ma sono anche carnefici, così come lo sono quasi tutti i personaggi secondari. Nello show sono presenti toni di body-shaming, fat-shaming, omofobia, trasfobia, ma sono SEMPRE messi in bocca a personaggi che sappiamo essere dei narratori inaffidabili
"Essere magri è magico" è una frase ripetuta da Bob e da Patty, titolo del secondo episodio, ma non è ciò in cui crede lo show: essere dimagrita non risolve i problemi di Patty, alimenta solo il suo egoismo e la sua fame di vendetta. "I bisessuali sono come i demoni o gli alieni: non esistono" è una frase offensiva e disgustosa, ma viene pronunciata da un personaggio che si scoprirà alla fine bisessuale. "Le vincenti vincono. Punto" è la frase (e anche in questo caso, titolo di un episodio) che inneggia al raggiungimento dei propri obiettivi a qualsiasi costo, anche ferendo gli altri e usando mezzi scorretti, tradendo e mentendo, ma sappiamo alla fine della storia che NESSUNO dei personaggi ha ottenuto una reale vittoria. Anzi, forse l'unica che termina la stagione arricchita rispetto all'episodio pilota è Nonnie, completamente estranea ai meccanismi dei concorsi di bellezza, Nonnie che rinuncia al suo momento di celebrità per non scavalcare la sua migliore amica, Nonnie che alla fine trova la pace solo in sé stessa, nell'accettare la propria sessualità senza fare compromessi per proteggere un'immagine superficiale e finta, come invece fanno tutti gli altri. 

Certo, non si può dire che la serie tv sia educativa (e infatti, per fortuna, è vietata ai minori di 14 anni). Ma non deve essere educativa, deve raccontare una storia e lo fa bene, mostrando il perfetto squallore di ogni singolo personaggio. Inoltre, Insatiable affronta personaggi e temi estremamente importanti e rilevanti, che non avevo mai visto esplorati così bene in una serie tv "adolescenziale":
- la bisessualità narrata dal punto di vista di un adulto, che è cresciuto reprimendo la sua vera identità ma alla fine comprende la profondità e la varietà delle identità sessuali e di genere;
- l'omosessualità raccontata attraverso personaggi completamente diversi fra loro, fino a mostrare che un uomo gay non debba per forza amare le luci stroboscopiche e i gilet di pelle come TROPPI film e serie tv ci avevano insegnato;
- transessuali effettivamente interpretati da attori transessuali, la cui storyline racconta come sentirsi in un corpo che non è il proprio comporta anni e anni di lavoro per accettare la propria nuova immagine (sia nel caso della transizione che in quello dell'improvviso dimagrimento);
- una pedofila che viene beccata e finisce in prigione, perché la violenza è SEMPRE violenza e la pedofilia è SEMPRE pedofilia, che la vittima sia un ragazzo o una ragazza (tema incredibilmente centrale in questi ultimi giorni);
- una falsa accusa di molestia che compromette la serenità, la vita familiare e la carriera del personaggio in questione perché un'accusa così infamante, se falsa, può renderti una vittima;
- un discorso aperto e intelligente sull'aborto in cui, anche se un personaggio è contrario e non lo ha fatto a tempo debito, è disposto a supportare un altro personaggio che voglia farlo, affrontando tutte le difficoltà psicologiche ed emotive che ne derivano.

Insomma, è una serie tv trash? Sì. Trash ed eccessiva, con trame sopra le righe e a volte francamente assurde, con qualche battuta che non fa ridere. Ma riesce nel suo intento: raccontare la mediocrità umana quando si ferma alla superficie delle cose. Compresa la nostra, che abbiamo visto il primo trailer di Insatiable su Netflix e non avevamo capito niente di dove sarebbe andato a parare. 










La mia gallery su Instagram