Moda, slip dress per un look anni '90

28 marzo 2018


Look anni '90 per la primavera estate 2018: è un ritorno al passato, anche in questa stagione, sulle passerelle e nello streetstyle. A raccontare uno stile grunge, il preferito da Kate Moss e Naomi Campbell nei loro anni d'oro, stavolta è lo slip dress. Anche detto abito sottoveste, lo slip dress ha una sensualità sobria ed elegante, che passa con disinvoltura dal boudoir alla moda primavera. Non a caso, è uno dei modelli preferiti di stilisti come Alexander Wang, Ermanno Scervino e Francesco Scognamiglio.
I segni distintivi dello slip dress? Una linea scivolata, spalline sottilissime e qualche dettaglio rubato alla biancheria e alle sottovesti. Può essere un inserto di pizzo, un uso spregiudicato della seta e del satin, uno spacco vertiginoso, una predominanza di bianco e nero. L'importante è saperlo sdrammatizzare per creare un look anni '90 ironico e contemporaneo. Nella primavera estate 2018, lo slip dress si indossa su una t-shirt bianca, così come nella stagione precedente, magari abbinandolo ad accessori dal gusto pop o rock. Platform shoes, un chiodo di pelle in colori pastello, un cappello fedora o un beanie: ecco un look anni '90 semplice e d'effetto per il giorno. Se invece volete usare lo slip dress come abito da sera, abbinatelo ai tacchi e a un soprabito dalla linea over. 
Ecco alcune proposte di abito sottoveste dalle sfilate primavera estate 2018.


Da sinistra: slip dress in velluto blu notte Golden Goose Deluxe Brand; rosa con merletti Red valentino; in seta con dettagli in pizzo Alexander Wang; lungo con rouches Self-Portrait; mini con trasparenze Off-White; in seta con t-shirt incorporata T By Alexander Wang.  

Asimmetrico con dettagli in pizzo, Redemption

Con stampa gessata, Au Jour Le Jour

Ispirazione anni '20, Coach 1941

Lungo e plissettato, Christian Dior

Con bagliori metallici e maxi spacco, French Connection su Zalando

Con orlo di pizzo e applicazioni, John Galliano

Bicolor bianco e nero, Christopher Kane

Trasparente con paillettes, N°21

Midi dalla linea scivolata, Only su Zalando

Minidress in pizzo, Fausto Puglisi

Off white con orlo in pizzo, Ermanno Scervino

Bianco e nero, Francesco Scognamiglio

Minidress a portafogli, Alexander Wang

Girls HBO è la serie tv da vedere se sei una millennial (ma anche se non lo sei) per questi 5 motivi

26 marzo 2018


Momento confessione: ho guardato la serie tv Girls tutta d'un fiato dopo aver visto Star Wars - Gli Ultimi Jedi e l'ho fatto solo per Adam Driver. Facendolo, però, ho scoperto molto di più. Una serie tv da vedere perché, come la stessa protagonista dice all'inizio della prima puntata "rappresenta la voce della [sua] generazione, o almeno UNA voce di UNA generazione". 
Ecco 5 motivi per cui guardare Girls della HBO (in italiano troverete solo le prime due stagioni, le altre quattro potrete guardarle in lingua originale). 

1. La realtà dei Millennial. Definita inizialmente come il "Sex and the City" dei Millennial, Girls ha dimostrato fin dalla prima stagione di essere il suo esatto opposto. Le popolari serie tv della HBO seguono entrambe quattro amiche alle prese con i ragazzi, le loro scelte lavorative e la vita a New York, ma le somiglianze finiscono qui. Laddove Sex and the City mostra una Manhattan edulcorata, in cui un lavoro di editorialista ti permette di avere un monolocale in centro, comprare migliaia di vestiti firmati e uscire a bere Cosmopolitan ogni sera, Girls racconta che una millennial editor farà fatica a pagare l'affitto, che le amiche a volte non si vedono per mesi perché prese dalle proprie vite, che le relazioni spesso falliscono e non è necessariamente colpa di uno dei due.

2. La sgradevolezza dei personaggi. Una delle più feroci critiche mosse a Lena Dunham e alla sua serie tv Girls è il fatto di aver creato personaggi impossibili da amare. E, francamente, è vero. Hannah, Jessa, Marnie e Shoshanna (le Girls del titolo) sono genuinamente insopportabili e i ragazzi (Adam, Charlie, Ray, Elijah, Desi) lo sono altrettanto. Allora perché hanno avuto tanto successo? Perché sono reali. Sgradevoli, egoisti, insicuri e reali. Fanno scelte di carriera completamente sbagliate (lasciare un lavoro per GQ, Hanna, davvero? Ogni millennial editor sulla faccia della terra ti odia), hanno relazioni fallimentari e disturbi della personalità al limite del patologico. 

3. La crudezza delle immagini. Il sesso e l'amore, la difficile transizione da bambini ad adulti, il rapporto con i genitori, le molestie, le rapine e la droga, perfino i disturbi mentali. Tutto è raccontato con estremo realismo, anche quando è affrontato in maniera ironica, tanto da lasciare allo spettatore il terribile dubbio di aver riso al momento sbagliato. Girls è una serie tv da vedere perché tutti, almeno una volta, ci siamo comportati come i protagonisti e abbiamo vissuto le loro insicurezze e paure. Anche se io spero davvero di non essermi mai comportata come Marnie. Lo spero davvero. 

4. Le relazioni tra i personaggi. Ancora nel filone del realismo da millennial, le relazioni di amore e amicizia sono verosimili e per questo disturbanti. No, l'amore non è sempre come lo immaginiamo (lo dice Adam in una puntata della seconda stagione: "Quando ami una persona non devi sempre essere carino con lei"); l'amicizia può finire e il rapporto tra genitori e figli è sempre complicato. Per questo il finale della serie (che non vi svelo) è estremamente sconcertante: perché è reale. Non c'è un momento, nella vita reale, in cui tutti i nostri conflitti giungano a una perfetta conclusione. 

5. La scelta del cast. Se Lena Dunham è l'assoluta protagonista della serie (e la sua personalità si sovrappone e fonde spesso e volentieri con quella di Hannah), il resto del cast contribuisce alla riuscita del prodotto. La scelta di attori non convenzionalmente belli (a parte l'oggettivamente stupenda Allison Williams, nessuno di loro è bello in maniera classica) permette di immedesimarsi in questi personaggi e la bravura di ogni attore rende la serie una perla. A distinguersi tra tutti, il motivo per cui ho iniziato a guardare Girls: Adam Driver, all'inizio della serie praticamente sconosciuto e alla fine protagonista di Star Wars. Il suo talento e la sua versatilità sono innegabili e donano un valore aggiunto a tutta la serie








Disneyland Paris: 6 consigli e suggerimenti per organizzare la vostra visita

23 marzo 2018


Organizzare una visita a Disneyland Paris è piuttosto semplice, ma richiede qualche accortezza per assicurarvi che tutto fili liscio e tutti i componenti della famiglia si divertano. Ecco qualche consiglio sul viaggio a Parigi, i biglietti e gli hotel dentro Disneyland

1. Voli per Parigi.
Nonostante Parigi sia raggiungibile anche in auto o in treno dall'Italia, io ho sempre volato verso la capitale della Francia e ho così sperimentato pro e contro dei tre aeroporti principali. Le compagnie più convenienti che gestiscono i voli lowcost per Parigi sono Ryanair e Easyjet, ma ricordate che la prima vola su Parigi Beauvais. Nonostante sia considerato ufficialmente un aeroporto di Parigi, Beauvais dista circa un'ora e mezza dalla città (e da Disneyland) e non ha collegamenti diretti, quindi dovrete prenotare una navetta privata. L'aeroporto di Orly e quello di Charles de Gaulle, invece, distano molto meno da Disneyland Paris e sono ben collegati tramite il Magic Shuttle (per raggiungere il parco e gli hotel dentro Disneyland) e l'Orlybus (che porta alla stazione metro di Denfert Rochereau). 

2. La navetta.
Per arrivare dall'aeroporto di Beauvais a Disneyland, io ho prenotato una navetta Super Shuttle. Si tratta di un servizio di navette private o condivise. Il servizio è stato ottimo, la prenotazione è intuitiva e il prezzo (considerato il tragitto da percorrere) è competitivo. Appena atterrati bisogna effettuare il check-in online e l'autista verrà a prendervi all'uscita del vostro terminal con un tablet col vostro nome sopra. Il nostro viaggio è stato particolarmente confortevole perché, nonostante avessimo prenotato una navetta condivisa, non c'erano altri passeggeri e quindi non abbiamo fatto soste. 

3. Hotel dentro Disneyland Paris. 
Il parco divertimenti si trova a circa un'ora di metro dal centro della città, quindi, se avete intenzione di trascorrere più tempo a Disneyland, converrà prenotare un hotel all'interno del parco o nei dintorni. Noi abbiamo alloggiato al B&B Hotel at Disneyland Paris che, nonostante sia il più economico tra gli hotel a marchio Disneyland, è una soluzione ottima. Si trova appena fuori dal parco, con una navetta gratuita che porta all'ingresso di Disneyland Paris, dei Walt Disney Studios e del Disney Village ogni 10-15 minuti. L'albergo è pulitissimo, il personale molto gentile (e parla anche italiano!), la colazione abbastanza varia e la vista sul parco è bellissima. Si tratta di un albergo semplice, non tematizzato come altri hotel dentro Disneyland Paris ma perfettamente funzionale. 

4. Biglietti Disneyland Paris. 
Attenzione a prenotare i biglietti per Disneyland online: prenderli sul porto vi costerebbe circa il doppio! Se siete fortunati, troverete periodiche offerte (noi abbiamo approfittato di quelle per il 25° anniversario del parco) o biglietti Disneyland su Groupon con sconti convenienti. Nel prenotare i biglietti, dovrete scegliere se visitare solo Disneyland Paris o i Walt Disney Studios o entrambi e se per un solo giorno o più. Nelle mie due gite a Disenyland mi è capitato sia di fare entrambi i parchi in un giorno che di concentrarmi su uno solo, e sappiate che in entrambi i casi non vi annoierete: le attività sono tantissime. 

5. La visita a Disneyland Paris. 
Eurodisney o Disneyland Paris è un parco adatto a tutte le età: dai ride che vi immergono nell'atmosfera delle fiabe ai roller coaster adrenalinici agli spettacoli, ci sono attrazioni e attività per tutti i gusti. Bisognerà fare delle scelte, però: le attrazioni più richieste hanno file che arrivano a sfiorare le due ore di attesa. Attenzione anche alle attrazioni in manutenzione, potrete vedere l'elenco completo sul sito di Disneyland Paris e controllare che la vostra attività preferita sia aperta nel periodo della vostra visita. Per quanto mi riguarda, consiglio assolutamente i ride di Pirates of the Carribean e Peter Pan's Flight e il labirinto di Alice. Sia a Disneyland Paris che ai Walt Disney Studios troverete tantissime attrazioni suddivise per aree tematiche tra cui scegliere: oltre ai classici film Disney e Pixar, negli ultimi anni tante nuove attività sono state aperte o ripensate per i fan di Star Wars

6. Mangiare a Disneyland Paris. 
Si tratta di un parco divertimenti che, ovviamente, non si concentra sul cibo, quindi non vi aspettate una gran qualità. All'interno di Disneyland ci sono diversi ristoranti e fast food a tema, i cui prezzi sono molto alti e il cibo poco invitante. Anche al Disney Village, che si trova appena fuori dai parchi ed è a ingresso gratuito, il cibo lascia a desiderare. Le proposte migliori sono quelle delle grandi catene (McDonald's, Starbucks, Hippopotamus), i cui prezzi sono comunque più alti della norma. Datevi pace e preparatevi a spendere 3 euro per una bottiglietta d'acqua da mezzo litro: siete a Disneyland

P.s. Questo non è un post sponsorizzato, non ho ricevuto soldi da nessuna delle aziende menzionate: ho solo voluto condividere qualche dritta per organizzare una vacanza che per me è stata entrambe le volte divertentissima ed esaltante ;) 







Moda: 3 tendenze must have primavera estate 2018

12 marzo 2018

Come vestirsi alla moda quando arriva la bella stagione? Dalle passerelle delle città della moda arrivano gli spunti e le tendenze per la primavera 2018, da reinterpretare in libertà. Ecco 3 tendenze must have della primavera estate 2018.

1. Piume. 
Lievi ed eteree, frizzanti e sofisticate: tra le tendenze moda primavera 2018, su tutte le passerelle sono comparse le piume. In versione pastello anni '20 per Nina Ricci e Prada, in denim per Johanna Ortiz, si posano su scarpe col tacco e sneakers e donano carattere anche al più basico tubino nero. 


Da sinistra: giacca di jeans Johanna Ortiz, slingback Gianvito Rossi, minidress nero con piume sull'orlo Prada, clutch bianca di piume Alexander McQueen, tubino nero con piume sullo scollo David Koma, slip-on in raso, cristalli e piume Miu Miu, minidress Prada.

Dettaglio sfilata Maison Margiela

Nina Ricci primavera estate 2018

Scarpe Saint Laurent

2. Glitter.
N°21 sceglie le maxi paillettes, Dolce & Gabbana i cristalli, Gucci i tessuti effetto sparkling: l'importante è che il risultato sia luccicante. Per la moda primavera estate 2018, il total look è scintillante, ma se non te la senti di osare basta puntare su un singolo accessorio dai bagliori argentei. 

Da sinistra: ballerine a punta con pon pon Jimmy Choo, scarpe con glitter argentati e fiocchi Miu Miu, sneakers dorate Maison Margiela, gonna midi di paillettes Victoria Beckham, pantaloni lavorati in lurex Isabel Marant, pochette glitter Chiara Ferragni Collection. 

Sfilata Dolce & Gabbana 2018

Dettaglio sfilata Gucci primavera 2018

N°21 primavera estate 2018

3. Check
La più classica e british tra le stampe si conferma protagonista della primavera estate 2018. Burberry ne ha fatto un marchio di fabbrica, ma anche altre griffe scelgono i quadrati check per gonne e abiti, borse e scarpe. Il tocco di tendenza? Abbinarli ad altre stampe con uno strategico mix and match. 

Da sinistra: cappotto bianco a stampa check Dorothee Schumacher, giacca rosa shocking Fendi, gonna a portafoglio Acne Studios, handbag e trench check Burberry, maxidress Marni

Dettaglio sfilata Balenciaga primavera 2018

Dettaglio look Fendi, sfilata primavera 2018

Sfilata Marni primavera estate 2018

Foto sfilate da Vogue.com

Dolce e Gabbana sfilata 2018: amor sacro e amor profano in passerella

9 marzo 2018


Ufficialmente fuori dal calendario della Milano Fashion Week, sono comunque protagonisti in ogni stagione di sfilate. Dolce e Gabbana scelgono la provocazione (a volte un po' kitsch) per far parlare di sé anche in questa stagione autunno inverno 2018-19. A farla da padrone quest'anno è la dicotomia tra amor sacro e amor profano, con cui Dolce e Gabbana giocano da anni e che non smette mai di provocare reazioni deliziate o indignate.
Sulla passerella dell'autunno inverno 2018-19, fashion sinner impenitenti sfilano avvolte in vesti cardinalizie, broccati papali e soprabiti da curato di campagna. Ma non c'è nulla di spirituale nei crocifissi di cristalli, nei total look animalier e nei corsetti che mescolano amor sacro e amor profano. La religione cattolica, colpevole di tempi in cui il lusso e l'ostentazione entravano senza problemi in chiesa, è un po' ammirata un po' ridicolizzata dal duo di stilisti che con questa sfilata 2018 ricorda il momento del loro primo incontro. Un giovane talento alla ricerca della propria strada, un designer già affermato, una festa in maschera in discoteca. "Come potrò riconoscerti?" chiese Gabbana per telefono. La risposta di Dolce fu "Sarò quello vestito da prete" e il resto è storia della moda italiana. Che forse è un po' stufa della provocazione ad ogni costo, se l'unica cosa di cui si è parlato in merito alla sfilata Dolce e Gabbana 2018 sono stati i droni muniti di borsetta in passerella. 














Foto da Vogue.com

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