Milano Moda Uomo - Genderless trend

17:16:00 Giovanna Errore 0 Comments

"Quel" periodo dell'anno è arrivato. Due volte all'anno, a gennaio e a giugno, sfilano sulle passerelle di Londra, Milano, Parigi e New York le collezioni maschili. E per me è un dramma, perché da un lato vorrei seguirle. Voglio fare la giornalista, voglio occuparmi di moda e so che devo conoscere tutto di questo mondo. Dall'altro, non riesco a concentrarmi sulle collezioni uomo perché le trovo quasi sempre ridicole e impossibili da portare. Davvero, giuro, non voglio offendere nessuno. Forse sono all'antica. 
Quest'anno, il dramma nel dramma: il trend genderless. Che vuol dire? è la negazione delle differenze di genere, una moda che si ispira a dibattiti ben più seri ed importanti per la società odierna. Ognuno (in una civiltà libera e democratica) è libero di essere, sentirsi, mostrarsi e vestirsi come preferisce. Ma pensare che siamo tutti diversi non ci porterà a pensare di essere tutti uguali? Le differenze tra uomo e donna (fisiche, mentali, emotive) che secoli e secoli di storia ci hanno inculcato, sono tutte menzogne? Siamo tutti uguali o tutti diversi? E queste differenze non vanno valorizzate come una ricchezza? L'argomento è controverso e i designer lo interpretano, ognuno con la propria sensibilità. Facendo sfilare uomini e donne talmente simili (per l'abbigliamento ma anche per il fisico longilineo) da confondersi. 
Io credo che delle differenze di fondo ci siano, e che vadano ben oltre le preferenze sessuali o l'abbigliamento, e che l'omogeneità tra i sessi e tra gli individui non possa che appiattire le singole personalità. Voi cosa ne pensate?
Vi lascio qualche foto dalle sfilate di Milano Moda Uomo, tratte da Vogue.it 

Dolce e Gabbana (a questo link un mio approfondimento sulla collezione)

Dsquared2

Emporio Armani

Etro

Gucci

Marni

Missoni

Moncler Gamme Bleu

Moschino

MSGM

Andrea Pompilio

Prada

Stella Jean

"Quel" periodo dell'anno è arrivato. Due volte all'anno, a gennaio e a giugno, sfi...

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Pre-collezioni primavera/estate 2016

13:28:00 Giovanna Errore 0 Comments

Lo sapete, no, che la moda non si ferma mai...
Se un tempo ai designer veniva chiesto di presentare due collezioni l'anno (primavera/estate e autunno/inverno), oggi il loro estro creativo è messo a dura prova da ritmi serrati. Ci sono le collezioni crociera, le pre-collezioni, per alcune griffe anche l'haute-couture. E poi edizioni limitate, sfilate speciali per anniversari e avvenimenti importanti eccetera. D'altra parte, il fast fashion minaccia già da un bel po' i marchi di lusso, che devono così adeguarsi alla velocità con cui cambiano mode e tendenze. E soprattutto alla fame di shopping dei loro clienti!
In questi giorni, molti marchi stanno presentando le loro pre-collezioni primavera/estate 2016. Vediamo insieme le più interessanti ;)

Gioca proprio sul concetto di fast fashion Jeremy Scott per Moschino, ricoprendo abiti e accessori di cartellini dei saldi. Provocatorio sì, ma portabile? Mmh....


Stile gipsy, ma reinterpretato con la loro consueta leggerezza ed eleganza, per Alberta Ferretti e Valentino



E a proposito di leggerezza, che dire di Elie Saab? Come ogni stagione, intesse sogni e nuvole per abiti sempre eterei e sognanti. 


Prova del nove per Alessandro Michele da Gucci, direttore creativo della maison da febbraio ma alla sua prima sfilata interamente ideata e realizzata da lui. Mix and match di tessuti, epoch, stili.


Righe sia per Antonio Marras che per Giorgio Armani. Oniriche, mescolate ad arte con paesaggi e dettagli veneziani per il primo. Chic e un po' retrò per il secondo. 




Chanel e Missoni, infine, interpretano colori candy e vivaci nel proprio inconfondibile stile. 




E voi che ne pensate? Quale collezione vi ispira di più per il prossimo anno? Baci :*










Lo sapete, no, che la moda non si ferma mai... Se un tempo ai designer veniva chiesto di presentare...

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Lecce Fashion Week - GroundGround di Silvia Dongiovanni

12:43:00 Giovanna Errore 0 Comments

Buongiorno amici!
Oggi vi scrivo con immensa gioia, per raccontarvi di una persona e di un progetto che mi stanno molto a cuore. Parlo di GroundGround, brand nato dalla fantasia di Silvia Dongiovanni. Lei è per me un'amica virtuale, con cui chiacchierare di moda, creatività e comunicazione. Ha frequentato, infatti, il mio stesso master in Comunicazione e Giornalismo di Moda di Eidos Communication. Ha 26 anni, è pugliese, e pochi giorni fa ha partecipato alla 14esima Lecce Fashion Week, presentando la sua nuova collezione. 
GroundGround è un marchio che punta a ritornare alle origini, alla terra, alle mani che lavorano con impegno e frenesia. Lavorano la terra, ticchettano sulla tastiera del pc, scrivono e disegnano. Come le mani di Silvia, appunto, e del suo socio, grafico e fotografo Antonio Cavallo. La nuova collezione è dominata dal nero e dal bianco, intervallati dai colori della terra. Gli abiti, dalle linee casual e pulite, urlano a gran voce i loro messaggi: Back to the earth with a bump!; Put your hands in the earth; Dirt is the new black. Rappresentativi di quella rabbia che, se incanalata in positivo, diventa energia creativa. Indossati da modelle bendate, in uno show-performance molto rock. In sottofondo, i Depeche Mode. Intorno, il pubblico affascinato. E voi, che ne pensate? 

Per approfondire: pagina facebook e sito web di GroundGround.













Buongiorno amici! Oggi vi scrivo con immensa gioia, per raccontarvi di una persona e di un progetto...

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Vogueabolario - Pagina 69 La Giacca Chanel

14:59:00 Giovanna Errore 0 Comments


Sapete che per capire se un libro ci piacerà o meno, basta aprirlo alla pagina 69? Lo disse il sociologo canadese Marshall McLuhan. Lo stile di un autore, secondo McLuhan, si esprime meglio di tutte in quella pagina, perché sia le prime che le ultime sono troppo costruite per catturare l'attenzione del lettore. Insomma, sembra che sia un metodo valido. 
Così, oggi ho pensato di farvi leggere la pagina 69 di Vogueabolario - Le Parole della Moda, il mio libro che come sapete racconta segreti e curiosità di abiti e accessori iconici. E per caso, senza volerlo, la pagina 69 è dedicata ad un capo meraviglioso: la giacca Chanel
Eccone un breve estratto ;)
"Capita raramente che una stilista crei un oggetto di culto, capace di attraversare i decenni con continue rivisitazioni ma rimanendo sempre fedele a sé stesso e sempre simbolo della maison da cui proviene, indossato da donne di qualsiasi età, mestiere ed estrazione sociale senza mai perdere il suo appeal. Capita ancor meno spesso se la stilista in questione è di ritorno da un periodo buio, ha 71 anni, accuse di filo-nazismo che le pendono sul collo. Capita, in effetti, solo se la stilista in questione è Mademoiselle Coco Chanel.
È il 1954, nel pieno del decennio d’oro di Dior e del suo new look fatto di volumi, ruches, balze, decorazioni. Coco, al secolo Gabrielle, ha chiuso il suo atelier durante la Guerra, le voci e i pettegolezzi su di lei non le danno tregua e l’età avanzata favorisce un allure del tutto negativo intorno al suo ritorno sulle scene. Ma una donna come lei, fautrice delle più grandi rivoluzioni nel mondo della moda, non può lasciarsi abbattere e così inventa il capo-icona. L’ispirazione giunge improvvisa durante un soggiorno a Salisburgo, osservando le divise dei camerieri. Portano giacche semplici e dritte, senza revers e dalla linea essenziale. Un modo perfetto per coniugare praticità ed eleganza. E ancora una volta, come è accaduto per il tweed ed il jersey (i tessuti preferiti di mademoiselle) dall’abbigliamento maschile arriva l’idea per una rivoluzione femminile: la petite veste, meglio conosciuta appunto come giacca Chanel".
Che ve ne pare? Conoscete il resto della storia? Scopritela, insieme a tante altre, su Vogueabolario - Le Parole della Moda

Potete trovarlo qui:
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Sapete che per capire se un libro ci piacerà o meno, basta aprirlo alla pagina 69 ? Lo disse il...

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