The versatile blogger award

15:55:00 Giovanna Errore 0 Comments


Ciao cari!
In questa domenica pigra e sonnecchiante, ho il piacere di partecipare ad un'iniziativa molto carina, il Versatile Blogger Award. Si tratta di fatto di un modo per conoscersi meglio e creare un network di blogger che possano scambiarsi opinioni e idee e sostenersi a vicenda. Tra le cose che preferisco dell'attività di blogger c'è infatti la possibilità infinita di condividere opinioni, spunti, interessi, ispirazioni con altre persone che hanno le mie stesse passioni oppure...scoprirne di nuove! E' per questo che ringrazio Claudia Giordano, blogger di BlondyWitch FashionBlog e fonte inesauribile di idee, per avermi invitata a partecipare :)
Ecco le regole da seguire:
1) MOSTRARE il logo del premio ricevuto sul proprio blog
2) RINGRAZIARE il o la blogger che ci ha nominato
3) SCRIVERE 7 cose su di noi
4) NOMINARE 15 blog, tra quelli che più apprezziamo o che seguiamo con piacere
5) METTERE i link dei blog nominati e informarli dell'iniziativa

Ecco le 7 cose su di me che forse vi interesserà scoprire (o forse ve ne importa zero):

1. Sono un'amante delle parole. Del loro suono e dell'armonia che creano quando vengono pronunciate, o scritte, o lette. Forse per questo studio lingue, perché amo il suono diverso che una stessa parola può avere in diverse lingue. E per questo amo la MIA di lingua (e anche il mio dialetto siciliano), e mi infastidisce chi la storpia con abbreviazioni (va benissimo nei messaggi o su twitter per rientrare nel numero di caratteri stabilito...ma se scrivo una lettera, un post, uno stato su facebook e ho tutto il tempo e lo spazio a disposizione, perché dovrei preferire la k al ch?). E allo stesso modo mi da fastidio chi fa un abuso di termini stranieri parlando in italiano. Ci sono ovviamente termini settoriali, dell'informatica, della moda, degli affari, per i quali non esiste un corrispettivo italiano, ma se una maglia è bianca è bianca, perché dire che è white?


2. Ho un rapporto conflittuale con le scarpe. Mica solo con i tacchi, dei quali riconosco la bellezza ma che non porto mai (tranne in occasioni speciali, e mai troppo alti), ma anche con ballerine, stivali, sneakers, sandali...sudo freddo al solo pensiero di entrare in un negozio di scarpe, e ne esco puntualmente a mani vuote, delusa, nervosa. In compenso però riempirei il guardaroba (anzi riempio, via il condizionale!) di borse di tutti i tipi!!!


3. Ho tantissime paure. Le peggiori, vere e proprie fobie sono quelle per i cani e per il sangue. Ma devo dire che ultimamente la seconda la sto superando, piano piano e un passetto alla volta grazie a... Malattie Imbarazzanti. Sì, proprio il programma di RealTime. E non ridete! Sarà che le orribili camicie del dottor Jessen mi distraggono?


4. Sono un po' superstiziosa. Non molto superstiziosa ma...diciamo della serie "non è vero ma ci credo"! Non metto mai sul letto i cappelli, le forbici e gli ombrelli, non passo sotto le scale, cose così. E ho i miei inseparabili portafortuna per gli esami, senza mi sento persa: il maglioncino verde per la sessione invernale e le ballerine rosse per quella estiva!


5. Conservo tutto. Dai biglietti del cinema ai numeretti delle candeline per ogni compleanno, dai biglietti aerei ai tappi spumante delle occasioni speciali. E inoltre sono disordinatissima, mettete insieme le due cose e potete star certi che tra qualche anno su Real Time ci sarò anche io, protagonista di una puntata di Sepolti in casa


6. Scrivo da quando avevo 4 anni. Il mio esordio è stato Storia di un pupazzo di neve quasi solo, un tristissimo libriccino che avevo realizzato ritagliando delle pagine a forma di pupazzo di neve in cui il protagonista non riusciva a trovare un amico nella foresta innevata. Alla fine incontrava un orso e diventavano amici per la pelle. Poi ho proseguito con Le avventure della famiglia caciotta, e tutta una serie di favolette e raccontini privi di senso, che con mia immensa vergogna (e un pochino d'orgoglio) mamma conserva ancora. Alle medie è stata la volta dei diari segreti, al liceo degli aforismi e delle poesie intimistiche e strappalacrime. Mio Dio. 


7. Vengo da una famiglia di maestre: mamma, nonna, zia. Da piccola andavo con loro alle riunioni e ai consigli di circolo, poi tornavo a casa e compilavo le pagelle per i miei alunni di peluche. Facevo anche gli incontri insegnanti - genitori (di peluche) e lasciavo un sacco di compiti per casa. Poi ho fatto due esperienze di insegnamento, in Cina due anni fa e in un liceo della mia città quest'anno e... credo proprio che romperò la tradizione di famiglia: l'insegnamento non fa per me. 


E questi sono i blog che ho deciso di nominare:


Spero vi faccia piacere partecipare a questo giochetto, un bacione :*








Ciao cari! In questa domenica pigra e sonnecchiante, ho il piacere di partecipare ad un'i...

0 commenti: